MARCHISIO INDICA LA STRADA PER LA NUOVA JUVE

Dalle parole pronunciate recentemente da Marchisio all'analisi della nuova Juventus. Sperando che torni presto ad assomigliare alla "vecchia". Quella vincente
22.07.2010 21:30 di  Thomas Bertacchini   vedi letture
MARCHISIO INDICA LA STRADA PER LA NUOVA JUVE
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© foto di Alberto Fornasari

"Pensiamo a noi stessi e non al divario con l’Inter o altri avversari. Dobbiamo fare gruppo perché dall’anno della serie B pian piano si è persa l’identità, la voglia di combattere, lo spirito Juve".
Nelle parole di Claudio Marchisio, pronunciate nel corso dell’ultima intervista rilasciata nei (suoi) primi giorni di ritiro, c’è la sintesi del recente passato, del presente e del prossimo futuro della Vecchia Signora: da quanto si è perso (e non è stato fatto) durante l’immediato periodo post Farsopoli, all’analisi della situazione attuale sino ad arrivare agli obiettivi da raggiungere.
Tra i quali, il primo, è quello di tornare ad essere "la" Juventus. Nel minor tempo possibile.
"La Juventus è stata un esempio per il mio Manchester United. Facevo vedere ai miei giocatori le videocassette della squadra di Lippi e dicevo: non guardate la tattica o la tecnica, quella ce l’abbiamo anche noi, voi dovete imparare ad avere quella voglia di vincere" (Sir Alex Ferguson)

Proprio Marchisio segnò un bellissimo goal nell’incontro con i nerazzurri nel girone di andata del campionato appena concluso, a Torino, il 5 dicembre 2009. Quello fu l’ultimo momento positivo di una stagione calcistica che già dalla successiva gara (con conseguente eliminazione) in Champions League, contro il Bayern Monaco, mostrò le crepe di un progetto che di concreto non aveva nulla.

"E’ un piacere immenso ricordare che tutto "il meglio" del calcio è passato dalla Juve" (Umberto Agnelli).
Storari, Motta, Bonucci, Martinez, Pepe, Lanzafame.
Come inizio.
Non c’è più Nedved; Trezeguet e Camoranesi potrebbero aver terminato la loro avventura in maglia bianconera; quella che sta per iniziare dovrebbe essere l’ultima stagione di Del Piero a Torino; Chiellini si spera possa rimanere alla corte della Vecchia Signora, prolungando il suo contratto e rifiutando le offerte proveniente da Inghilterra e Spagna così come accadde l’estate del ritorno in serie A, quando sembrava in procinto di accasarsi al Manchester City.
C’è ancora tempo per aggiungere a questa squadra giocatori di livello tecnico superiore. Sino al 31 agosto.
Ma è arrivata l’ora di farlo.

Il vero "gap" che la Juventus dovrà colmare non è quello che la divide, attualmente, dall’Inter (in Italia) e dal Barcellona (in Europa), quanto quello che la separa da quanto è stata "bella" in passato, a quanto è stata “brutta” (troppo, per essere vera) sino a ieri.



"Programmare" e non "progettare"; "vincere" e poi - forse - "divertire"; "dominare" (in campo) e non essere continuamente "schiacciati" (nella propria metà campo); non guardare gli altri ma pensare a se stessi, a tornare ad essere i migliori.
Come sostiene Marchisio.

La nuova dirigenza non prenderà decisioni "popolari" o "impopolari", ma semplicemente investirà (e già lo sta facendo) sul mercato quelle che sono le idee (e i soldi) della società. Sarà il campo, poi, ad emettere il verdetto definitivo.
Dzeko, Krasic, Aogo, Elia… I tifosi possono tranquillamente concentrarsi sui nomi dei singoli giocatori: chi sta costruendo la nuova Juventus opterà per l’acquisto di elementi funzionali alle caratteristiche della squadra che si ha intenzione di affidare a Del Neri.

"La vera gara tra noi e le milanesi sarà tra chi arriverà prima: noi a mettere la terza stella, loro la seconda" (Gianni Agnelli)
Si torni presto a vincere. E a scrivere nuovamente una storia ferma al 2006.
Per quello che è accaduto prima di quella data, qualcosa potrà succedere soltanto quando la Juventus tornerà ad essere se stessa anche fuori dal rettangolo di gioco.
Non soltanto "vigilando", ma anche "agendo".
Dando la possibilità ai sostenitori bianconeri di tornare ad esercitare - semplicemente - il loro ruolo di "tifosi", e non di avvocati difensori di una società che - di fatto - è scomparsa quattro anni fa.
Sembra strano, ma è la semplice realtà.
E chi non è juventino non può capire.

"La Juve è qualcosa di più di una squadra, non so dire cosa, ma sono orgoglioso di farne parte" (Gaetano Scirea)