MANNINGER: "Zac ci ha dato serenità. A Firenze vogliamo vincere"
La Juventus nelle mani di Manninger. E che mani. Quando non indossa i guantoni, lavora il legno, gioca a golf e va a pesca. Alex non ama parlare di se stesso. Si definisce un professionista. Timido, introverso, simpatico. L’accento è quello che è. Ma il ragazzone di Salisburgo quando apre bocca, non lo fa mai a vanvera.
Domani la Fiorentina, una partita speciale per lei, una sfida nella sfida.
«Che vogliamo vincere. Punto e basta. Ci proveremo con tutte le forze. A Firenze ho giocato nel 2001/2002, l’anno peggiore della storia viola. Personalmente mi sono trovato benissimo con la gente, con i tifosi. Una città che vive per il calcio, che aspetta questa partita con ansia».
Meglio il primo a Firenze o il secondo alla Juventus?
«Se rispondo mi metto nei guai. Quindi dico che per me non esistono i numeri. Primo, secondo. E’ la stessa cosa. Mi sento un titolare. Quando non c’è Gigi, il più grande di tutti, gioco io».
La vigilia di Fiorentina-Juve l’ha vissuta su entrambe le sponde: differenze?
«Tante. A Firenze è un evento. Si va indietro di 20 anni. Quando si lottava per lo scudetto. I tifosi viola sentono molto questa partita».
Chi teme di più dei viola?
«Ai miei ho detto di fare attenzione agli inserimenti dei centrocampisti. Hanno una buona organizzazione di gioco e un grande allenatore».
Prandelli lo vedrebbe bene alla Juventus?
«Sì.
E’ serio e organizzato. Fa giocare bene le sue squadre. Pensa al calcio 24 ore. E poi non è un giullare».
Quindi Mourinho non le piace?
«No. Preferisco Prandelli. A me interessa il lavoro e la professionalità. Se vuoi fare qualcosa di diverso c’è il cinema o lo spettacolo».
Meglio Zaccheroni o Ferrara?
«Non c’è paragone. Parliamo di un allenatore e di una persona che non aveva mai allenato. Ferrara era una scommessa. Purtroppo persa».
Invece Zaccheroni?
«Con lui vai sul sicuro. Ha portato sicurezza e serenità. E’ competente. E anche i miei compagni lo seguono. Vedrete, ci toglieremo delle soddisfazioni».
Dove volete arrivare?
«Dove deve arrivare la Juventus: minimo al quarto posto. E proveremo a vincere l’Europa League».
Chi vince il campionato?
«L’Inter. I più forti e i più convinti».
La Champions?
«E’ dura ed equilibrata Penso che la spunterà una grande».
E le italiane?
«Chi vince fra Chelsea e Inter arriverà lontano. Per Fiorentina e Milan sarà molto difficile. Il Bayern forse è più forte fuori casa e lo abbiamo visto sulla nostra pelle. Al Milan serve un miracolo. Anche se hanno esperienza da vendere».
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