LIVE TJ - Finita l'assemblea degli azionisti. AGNELLI: "Dobbiamo amare, lottare, soffrire e vincere per la Juventus. NEDVED: "Sentire le vostre parole mi fa male. Non ricopro un ruolo così importante perché sono amico del presidente"
È iniziata l'assemblea degli azionisti. TuttoJuve.com sta seguendo l'evento in diretta :
Inizia a parlare Andrea Agnelli.
"Essere rispettosi verso gli Azionisti è un segno distintivo di questa società. Oggi approveremo il bilancio fino al 30 giugno 2021 ed eleggeremo il nuovo consiglio di amministrazione. È giusto raccontarvi che cosa ha fatto la Juventus e che cosa farà. Innanzitutto è importante avere un quadro della situazione economica globale del calcio. Le previsioni parlavano di una crescita enorme, distaccata dalla situazione mondiale. Parallelamente abbiamo assistito ad una grande inflazione del mercato dei giocatori. Tutto questo porta a una riflessione: si trattava di investimenti con aspettative di ritorni successivi. In questo contesto è corretto analizzare che cosa ha fatto la Juventus.Nel ciclo 2014-2018 il nostro fatturato è stato costantemente sopra i 400 milioni. Siamo riusciti ad acquistare il giocatore più forte del mondo Cristiano Ronaldo e in quel momento abbiamo capito che era il momento di investire e di iniziare un piano di investimenti espansivi che ci potesse portare a consolidare la nostra posizione in termini di risultati. Nel gennaio 2020 abbiamo completato l'aumento di capitale e nel febbraio 2020 il mondo si è fermato con il Covid che ha colpito tutti duramente. Non è bello pensare ad un futuro in maniera mediocre soprattutto questo deve valere per la Juventus. La crisi pandemia mi ha fatto fare delle valutazioni sul suo impatto nella società, nella vita, e nel sistema sanitario. La quarantena mi ha fatto riflettere molto: quando io ero piccolo non esisteva nemmeno questa parola invece i miei figli adesso si interrogano sulle regole da rispettare quando vanno all'estero. Questo deve fare capire l'impatto che ha avuto nella società. Noi abbiamo giocato 60 partite senza pubblico, tamponi costanti ogni giorno e anche la bolle e Pavel lo sa bene. È stato un periodo irreale che ha comportato una serie di crisi economiche. Tutto questo ha portato una crisi politica che ha portato alla nascita della Superlega, ai procedimenti iniziati e poi annullati dall'UEFA ed ora siamo in attesa del giudizio della Corte di Giustizia europea. Uno dei principali cambiamenti nel mondo del calcio è stato il totale ridimensionamento del mercato dei trasferimenti dei calciatori. Si è passati da 6,5 miliardi per le Società europee nel 2019 a 4 miliardi nel 2020 e successivamente 3 miliardi nel 2021. Questa situazione del mercato avrà ripercussioni sulle squadre medio-piccole. Se si dovesse tornare alla piena normalità in questa stagione, noi potremmo ovviare gli effetti del Covid al termine di questa stagione. L’impatto degli effetti diretti e indiretti è di 320 milioni con un 40% che vedremo sull’esercizio in corso e andremo a ripulire gli effetti del Covid in questa stagione. Ciò che ha lasciato il Covid non può essere cancellato. Il piano del 2019 era a medio termine, ma era credibile ieri ed è credibile oggi, e ha le carte in regola per ripartire grazie a questo aumento di capitale. Deve passare attraverso una dimensione gestionale: questa industria ha la cattiva abitudine di misurarsi sul fatturato. Dovremo focalizzarci sulla ricerca profitto. Andremo a inserire un comitato di ESG: col nuovo consiglio andremo a istituire un nuovo comitato ad hoc. Continueremo ad essere all’avanguardia nelle politiche sportive dell’industria. Sfido chiunque, a prescindere dai risultati, a dirmi che l’attuale piramide del calcio professionistico sia soddisfacente. Sento lamentarsi chiunque, ma trovo sorprendente che tutte le proposte di riformare questa industria venga accantonata. Qualsiasi proposta non troverà soddisfazione. Chi ha i voti non ha il peso e chi ha il peso non ha voti. Questa bilancia dovrà trovare una sua formulazione. Per 10 anni ho lavorato per stabilizzare il sistema, visto che non tutela noi investitori. Cito Juventus, Real Madrid e Barcellona: nessuna ha vinto il campionato ma partecipiamo alla Champions. Tante squadre hanno vinto ma non partecipano alla Champions: questo per puro aspetto commerciale. In quel momento tanti gridavano allo scandalo. La Superlega è stata la constatazione di 12 società visto che le obsolete impalcature su cui si regge il calcio stanno rifiutando ogni cambiamento per mantenere una classe politica che non vuole rischiare ma che non compete all'attuale periodo e vuole incassare. Non mi voglio arrendere non l'ho fatto ieri e non lo farò domani. Il sistema ha bisogno di un cambiamento e la Juve vuole farne parte. Ma solo attraverso il dialogo costruttivo. La quinta dimensione deve essere sportiva, quindi il mantenimento della competitività. Dal settore giovanile, all’Under 23 perfettamente integrata nella filiera della prima squadra, penso ai Fagioli, Frabotta e Dragusin che sono in prestito e potrebbero rientrare in prima squadra. La convocazione di Soulé in nazionale A ne è un altro esempio. Le Women gestite perfettamente dal direttore Braghin, con un ringraziamento a Rita Guarino per quanto fatto e a Montemurro per l’accesso alla fase finale della Champions League. il movimento è in crescita. I risultati della prima squadra sono stati incredibili e probabilmente irripetibili. Non ci sarà mai appagamento ma penso che la fiducia di Nedved, Arrivabene, Cherubini e Allegri non possa venir meno. Questo discorso vale anche per me, per il sottoscritto perché tutti noi abbiamo lavorato dal 2010 ad adesso. Il tema della credibilità è fondamentale per aumentare la passione quotidiana. Dobbiamo lavorare come un corpo unico sapendo che la squadra viene prima di tutto e di tutti. Siamo tutti utili e nessuno indispensabile. In campo e fuori vogliamo vedere sacrificio e disciplina, la Juventus è composta da 1700 persone che devono perseguire un risultato. Cito una riflessione di Oriana Fallaci: dobbiamo amare la Juventus, dobbiamo lottare per la Juve, sacrificarci per la Juve ma soprattutto dobbiamo vincere per la Juve. Per quanto riguarda Ronaldo: È stato un onore e un piacere averlo con noi. Su quanto fatto sul campo non possiamo che applaudirlo e ringraziarlo per quanto ci ha fatto gioire. Il peccato è averlo avuto con un anno e mezzo di stadio vuoto. Ha ragione Morata però, è la maglia della Juventus che richiede responsabilità. La Juventus è più grande di tutti, di chiunque abbia partecipato. La Juventus viene prima di qualunque persona".
Iniziano le domande degli azionisti
Sul piano e tempistiche del PMT? Ci sono mutui sul patrimonio?
"PMT è ancora fermo al 2024 è stato aggiornato a quelli che sono stati gli impatti. L'equilibrio economico e finanziario è previsto sempre all'interno di questo piano. Mutui sul patrimonio immobiliare è pari 17,7 milioni".
Sul mancato raggiungimento delle Coppe europee...
"Abbiamo lternative nel caso in cui non dovessimo qualificarci. Guardando al solo dato statistico va detto che mi pare sia successo altre volte negli ultimi quarant'anni.
Step sulla Superlega?
"Dovremo attendere il giudizio della Corte di Giustizia europea e vedremo i percorsi che si apriranno in un modo o nell'altro. Rimango fermo solo attraverso il dialogo si potrà lavorare per un cambiamento e trovare risposte soddisfacenti".
Su Psg e Newcastle?
"Non si possono avere preclusioni quando si decide di comprare una società. La proposta della Superlega era una definizione molto chiara su come potesse essere giudicato un ricavo sia sulla struttura dei costi dentro un restatament dei bilanci delle società. Come vengono controllate? Da un lato c'è la formulazione del regolamento, poi come vengono giudicate. Non è semplice".
Sulla dirigenza passata?
"Nella conferenza con Fabio Paratici abbiamo detto che ogni singola operazione va contestualizzata al momento in cui si conclude. Parlare dopo cambia le valutazioni che vengono fatte sul momento, è evidente che quando si fa un'operazione si pensa sia quella giusta. Nessuno ha la presunzione di essere perfetto, ma solo chi non fa non sbaglia".
Su Boniperti?
"C'è un mio ricordo personale, quando da bambino ho ricevuto un telegramma quando battemmo il Torino alla Sisport Boniperti è sinonimo di Juventus come poche figure, non intitolare un centro sportivo o uno stadio non significa non aver rispetto al passato. Boniperti per me è per qualsiasi juventino è sinonimo di Juve".
Sugli abbonamenti tv?
"Non è una decisione autonoma della Juventus, è un'esigenza di tutti. C'è una tensione di mercato, può essere sanata in futuro e cercheremo di assumere questa direzione. Questo è un momento di discontinuità, da cui si deve uscire con situazioni migliorative e più facili per i consumatori finali. Anch'io su un’altra partita mi sono domandato: dove la guardo? La situazione è complessa".
Inizia a parlare Nedved
"Volevo rispondere con tranquillità e sincerità spiegando quello che penso. Non si può svolgere un ruolo cosi prestigioso solo perché sono amico del presidente non credo che la proprietà lo permetterebbe. Ho sempre sentito tante responsabilità. Ho sentito critiche anche giuste per quanto riguarda il mio comportamento ma fa parte del mio carattere. Darò sempre tutto per quest società, ho sempre agito per il suo bene e lo farò fino all'ultimo giorno che sarò qui. Sentire le vostre parole mi fa male ma fa parte del mio carattere e non cambierò mai, svolgerò il mio lavoro con massima personalità e impegno"
Agnelli: "È un privilegio avere una persona come Pavel in società"
13:40 conclude l'assemblea degli azionisti. Approvati il nuovo Consigli d'Amministrazione, il Collegio Sindacale e l'aumento di capitale da 400 milioni.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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