LIVE - MARCHISIO: "Finale di Coppa Italia primo obbiettivo. Stiamo dimostrando di avere ancora fame. La squadra conta più del singolo. Il Monaco non sarà facile da battere"

LIVE - MARCHISIO: "Finale di Coppa Italia primo obbiettivo. Stiamo dimostrando di avere ancora fame. La squadra conta più del singolo. Il Monaco non sarà facile da battere"TuttoJuve.com
© foto di Daniele Buffa/ Image Sport
giovedì 9 aprile 2015, 15:06Primo piano
di Camillo Demichelis

Claudio Marchisio è ospite di Laura Barriales nella trasmissione Filo Diretto su Jtv. TuttoJuve.com sta seguendo l'evento in diretta 

Benvenuto

"Ciao"

Hai finito l'allenamento?

"Tutto finito e siamo qui per voi"

Siamo in finale di Coppa Italia, uno dei traguardi della Juventus quest'anno...

"Si primo obiettivo raggiunto. Sappiamo già l'altra finalista che sarà la Lazio. Ma parlando di noi siamo veramente a un punto cruciale della stagione e aver raggiunto un obiettivo così importante come la Coppa Italia, vuol dire che la squadra sta bene. E sta facendo quello che deve fare che è vincere e cercare di arrivare fino in fondo a tutti gli obiettivi".

Una grande stagione, perché siete in corsa in tutte le competizioni, quindi, insomma c'è tanta pressione anche da parte dei tifosi, della stampa e di tutti...

"Si oltre alla pressione anche alle aspettative che c'erano su di noi. Sono 3 anni che vinciamo il campionato e ogni anno si presenta la solita domanda: se la Juventus avrà fame, se i giocatori avranno ancora voglia di mettere tutto in campo e di sacrificarsi e anche quest'anno lo stiamo dimostrando".

Da quando avevi sette anni sei cresciuto nella Juventus e insomma ti chiamano "il principino" da sempre no?

"Come hai detto te da 7 anni, quindi incominciamo ad essere più vecchietti"

Come mai il numero 8? Ce lo avevi anche quando eri nel vivaio?

"No. Da piccolo giocavo in attacco e avendo come idolo Alessandro Del Piero, ho sempre indossato la maglia numero 10, fino quasi alla primavera. Poi ho cambiato ruolo ed era normale cambiare numero. Anche se, quando ti appresti ad arrivare nel calcio professionistico, il 10 o l'8 sono sempre occupati dai grandi campioni. Quindi incominciai prima con il 15, poi con il 19 che sono due date importanti per me e per la mia famiglia e poi arrivò la possibilità, perché quando smise Pessotto, Amauri non prese più l'8 cambiò numero e si liberò e allora lo presi io". 

Che emozione provi quando vai a salutarti tifosi?

"Sempre una grande emozione. Perché io mi ricordo sempre che da bambino andavo al Delle Alpi a vedere le partite della Juve e mi capitava spesso di incontrare, nel tragitto verso lo stadio il pullman della prima squadra. E io da bambino, innamorato del calcio e dei calciatori li salutavo sempre e c'era sempre risposta da parte dei giocatori della Juve. Ma anche se salutavi un giocatore di un'altra sqaudra, E come ero io in quel momento, ora che mi ritrovo dall'altra parte, vedo un tifoso dal pullman o per la strada cerco di essere sempre disponibile. Non sempre si riesce, perché comunque anche noi non sembra, ma abbiamo i classici problemi della vita come tutte le persone normali. Quindi ci sono dei giorni che uno può essere un po' meno predisposto ad essere disponibile. Ma si cerca sempre di dare tutto per loro, perché sono sempre loro che ci danno la forza e ci spingono per queste vittorie". 

Come vedi il campionato italiano rispetto agli altri campionati, la Liga o la Premier?

"Mah al di là dei nostri tre anni con delle vittorie, non è mai scontato, anche se poi si parla di un cambio soprattutto europeo di un campionato italiano che sia meno importante. Ma guardando la classifica, i punti siamo a 70 come il Chelsea in Inghilterra, il problema forse sono le altre squadre che non riescono ad avere la continuità nostra. Quindi è ancora di più un merito di questa squadra, che pur passando il tempo riesce sempre ad essere lì davanti a dimostrare il valore che ha. È normale che se si va a parlare di altri argomenti si vede che in Italia si rispetta l'economia del paese c'è un po' più di crisi e lo si vede anche nel calcio". 

Quali sono i tuoi hobby preferiti che coltivi nel tempo libero?

"In primis sempre lo sport. Quando ho un po' di tempo libero vado a giocare a tennis o a golf o anche soltanto il nuoto che mi è sempre piaciuto. Poi per il resto cerco di liberarmi il più possibile per stare con gli amici, perché comunque siamo sempre in ritiro e abbiamo sempre tante partite. Quel poco tempo lo sfrutti per stare in famiglia o per una bella cena con gli amici che non si può mai scartare, perché si sta sempre bene".

A te piace la moda, sei appassionato di serie TV. Si vede che a te piace la moda perché sei sempre preciso. Qual è il tuo segreto di essere sempre preciso?

"Mah un po' mi hanno educato i miei genitori e anche poi la Juventus. Sono cresciuto in questa società fin da bambino e comunque l'aspetto che dai alle persone è sempre molto importante. Rappresentiamo una società importante nel mondo, quindi, credo che sia giusto essere così. Poi è normale che ci sono anche i gusti, man mano che passavano gli anni mi sono sempre più appassionato alla moda e quindi cerchiamo di cavarcela".

Ieri ho letto sui social ti sei fatto un nuovo tatuaggio...

"Si un nuovo tatuaggio, una preghiera cambogiana, per proteggere contro tutti i mali me e la mia famiglia. Ci credo molto. Sono sempre tatuaggi che hanno un significato importante. Considero anche il mio corpo un po' una forma d'arte. Sono mode. Poi possono piacere o a no".

Qual è stata la vittoria più bella in questa stagione? E in generale nella tua carriera?

"Nella carriera metto sempre al primo posto Trieste. Il primo scudetto. Perché è stata un'annata intensissima, piena di emozioni. Quindi quel momento li al triplice fischio me lo porterò dentro come uno dei ricordi più belli, forse, se non il più bello. Quest'anno ci sono state tante partite importanti dalla vittoria del derby all'ultimo secondo, con la Roma, ma anche in Champions la partita di Dortmund. E anche l'ultima con la Fiorentina per come si era messa all'andata, dove avevamo sbagliato la partita, abbiamo dimostrato, anche con assenze importanti che il gruppo è sempre più importante del singolo".

Comunque quest'anno sei veramente in grandissima forma, sei un fuoriclasse. È il tuo miglior anno?

"Devo ringraziare, toccandoci anche (ride ndr), che non ci sono stati infortuni, perché comunque l'anno scorso sono partito con uno stiramento al collaterale abbastanza importante. Poi ho avuto altri problemi che non mi hanno tenuto fuori dal campo, però, non mi permettevano di esprimermi al meglio. Poi è normale che in una carriera di un calciatore ci sono annate più positive o più negative. L'importante è che alla fine dell'anno si riesca a portare qualche trofeo a casa". 

Tu sei uno juventino vero che importanza ha per un giocatore di Serie A e che ha esperienza anche in competizione all'estero aver fatto una carriera così grande in un unica squadra?

"È una bella domanda. Non è nemmeno facile, perché se uno lo vede dal di fuori, può pensare è andato tutto bene è sempre stato li, la sua squadra, i suoi tifosi... E invece non è così, perché comunque lo si vede quando ci si confronta con altri compagni che hanno girato in altri campionati o in altre squadre e anche cambiare può portare a una crescita soprattutto a livello umano e caratteriale. Quindi stare sempre nella stessa società dove conosci tante persone, fin da quando eri bambino, devi trovare sempre dentro di te ancora più motivazioni ogni anno, per dare sempre di più. Perché è così, perché non è mai facile rimanere sempre sul pezzo dove sei da tanti anni". 

Che rapporto hai con i social network?

"È partito un po' così, un po' freddo. Perché comunque non li ho mai cercati. Poi passano gli anni e quindi cambia tutto, cambia la tecnologia e cambia il modo di vivere quotidianamente e sono riuscito ad instaurare un bellissimo rapporto con molti tifosi. Alcuni di loro sono anche riuscito ad invitarli tante volte allo stadio, in certi avvenimenti. Quindi si crea anche un legame e di questo sono molto contento".

Nei prossimi due mesi ci sarà un doppio incontro con la Lazio, cosa pensi a livello tecnico di questo doppio incontro? Preferivi incontrare un'altra finalista?

"Dipende sempre a che punto arrivi in queste sfide. Noi abbiamo visto all'andata, al di là dei meriti nostri, abbiamo incontrato la Lazio che non era così in forma come in questo momento. È una squadra che ha ottime qualità individuali e di sqaudra. Ha un ottimo allenatore che quest'anno era partito subito con delle critiche e invece ha dimostrato il suo valore e lo ha trasportato alla sqaudra. Quindi non saranno partite facili, bisognerà fare molta attenzione. Però avremo tempo per pensarci, avremo obbiettivi sempre importanti prima e poi ci penseremo. Però è una squadra da non sottovalutare, perché anche in questo punto della stagione e quando li incontreremo, loro non avendo giocato le coppe, sono sicuramente più freschi".

Cosa pensi di questa tua stagione fenomenale e della tua importanza nella squadra che hai sempre tifato fin da piccolo? Abbiamo trovato l'erede di Alex e di Pirlo a centrocampo...

"Grazie per la bellissima lettera. Sai comunque diventare un giocatore importante per i tifosi e per il club non per forza bisogna arrivare a giocare tantissime partite o a giocare tanti anni, per esperienza sia da tifoso che anche da giocatore bastano poche stagioni per rimanere nel cuore. Dipende sempre da quanto dai. E quello che cerco di dare io in ogni partita, tirando sempre il fiato fino all'ultimo, perché comunque è nelle mie caratteristiche. E di questo sono contento, l'affetto dei tifosi anche nei momenti, più bui, nella mia carriera, ma anche nelle stagioni dove non si vinceva, quindi di questo ne sarò sempre riconoscente".

Obbiettivi stagionali di Claudio Marchisio?

"Sono gli stessi di tutti i miei compagni, della società, dei tifosi, stiamo facendo una grandissima stagione, ma bisogna aspettare la fine, perché i conti si fanno sempre li. Bisogna vedere cosa porteremo a casa, in campionato siamo a buon punto e però c'è ancora da dare tanto . La Coppa Italia abbiamo raggiunto la finale, però bisogna vincerla per renderla ancora più bella e importante. Anche perché sarebbe la nostra decima. E poi tra un po' inizierà la Champions che anche se eravamo più contenti che era uscito il Monaco rispetto ad altre squadre, non bisogna sottovalutarlo, perché ha eliminato squadre importanti. E se è arrivata a giocarsi i quarti di finale vuol dire che sarà una squadra difficile da battere".

In bocca al lupo Claudio. Forza Juve e Forza Claudio

"Grazie e Forza Juve"