LEONI PER...AGNELLI – La grottesca incongruenza tra il Governo e il Ministro dello Sport, il significato di convivenza che non significa chiusura ma ripartenza controllata. E le solite polemiche sterili sulla Juventus...

LEONI PER...AGNELLI – La grottesca incongruenza tra il Governo e il Ministro dello Sport, il significato di convivenza che non significa chiusura ma ripartenza controllata. E le solite polemiche sterili sulla Juventus...
mercoledì 29 aprile 2020, 22:38Primo piano
di Redazione TuttoJuve

Quanto era bello scrivere per questa rubrica quando si poteva parlare di calcio, quando si respirava aria di normalità, di pazza e sana normalità. Con la Juventus sempre in vetta, a prendersi gioco anche del destino che aveva permesso ad Antonio Conte di varcare i cancelli dell'Allianz da allenatore dell'Inter, dopo esserne uscito dalla porta di servizio sbattendola con forza. E invece mi tocca porre tanti interrogativi ai quali, francamente, non riesco a dare risposta. Mi tocca parlare del calcio, anzi, non-calcio ai tempi del Coronavirus. Per carità la priorità è sempre la salute, la priorità è non dimenticare la superficialità con cui è stata affrontata l'epidemia prima che diventasse pandemia, prima che sfuggisse di mano a tutti quelli che si consideravano invincibili, inarrivabili. Errori che appartengono al passato e che hanno causato morti e condizionato e ancora condizioneranno inevitabilmente le nostre vite. Ma tant'è, dagli errori, dopo averli pagati, si deve creare l'opportunità di migliorare, di crescere, di rialzarsi e risorgere. Ecco perché faccio seriamente fatica a comprendere lo stato d'animo di chi è già pronto a gettare la spugna considerandosi totalmente in balìa del virus, di chi accetta senza discussioni le mille versioni diverse imposte quotidianamente da virologi di tutti i tipi, senza voler provare a capire, ad andare oltre, ad elaborare e considerare soluzioni alternative ad una lenta agonia. Non capisco chi aspetta che scenda una mano dal cielo a liberarlo dal male invece di rimboccarsi le maniche e accettare la convivenza necessaria con un cambiamento che oramai fa tristemente parte della nostra quotidianità. Per carità, lungi da me avere atteggiamento di sovversivo provocatore di folle e ribellioni, lungi da me non comprendere e accettare gli errori commessi da un Governo che, come tutti gli altri Governi del mondo, si trova davanti ad un nemico invisibile, inedito e difficile da attaccare ma che in qualche modo deve essere capito e arginato.

Vorrei soltanto provare a capire.

Capire perché si respiri un atteggiamento di così forte insofferenza e ostilità da parte del Ministro dello Sport verso il movimento calcistico, non è una interpretazione, lo dicono le parole di Spadafora quando ha detto in un video su Facebook “Alcuni presidenti mettono in giro menzogne, ma l'aria è cambiata”, che significa? Ed è necessaria questa acredine? Questo voler lavare i panni sporchi pubblicamente invece di compiere ogni sforzo per salvare lo sport più importante e seguito in Italia? Il movimento calcistico di Serie A, che piaccia oppure no, è il motore portante non soltanto dello Sport italiano ma anche dell'economia dell'intero Paese: uno sport seguito in Italia da oltre 32 milioni di appassionati, un movimento che dà lavoro a più di 300mila persone (300mila potenziali famiglie) generando l’1% del PIL nazionale. Quella Serie A, tanto bistrattata e trattata come uno ludus secondario, produce direttamente ogni anno circa 3 miliardi di euro di ricavi totali per un un indotto di 8 miliardi a beneficio dell’intera piramide calcistica, oltre a una contribuzione fiscale e previdenziale di oltre 1 miliardo di euro. Come si fa a dire “è soltanto calcio”? Come si fa a non voler fare di tutto per salvare tutto questo? Non c'è bisogno di dire che davanti ad una pandemia e ad una crisi sanitaria nazionale seria bisogna fermarsi, ed infatti il calcio e (quasi) tutta la carovana che gli gira attorno si è fermata, ma in un momento in cui il Governo, non i giornalisti, ma il Governo parla di fase 2, ovvero di convivenza con il virus, è assurdo che si voglia porre freno con tanta colpevole superficialità ad un movimento che genera l'indotto economico di cui sopra e che da solo sorregge l'intero movimento sportivo italiano. E questa non è una semplice interpretazione, basta leggere le parole di Spadafora “ripresa di allenamenti di gruppo il 18? Nulla è scontato” all'indomani delle dichiarazioni a reti unificate del Presidente del Consiglio (non uno di passaggio) che aveva precisato “Dal 4 maggio sono possibili gli allenamenti individuali e dal 18 quelli di squadra”. Perché questa contraddizione che sembra tanto un volersi mettere contro per forza?

Chiudo spegnendo in poche righe anche quelle assurde polemiche che, ovviamente, cadono sulla Juventus da chi dice che Agnelli non abbia fatto sentire la sua voce perché in fondo gli conviene che ci si fermi così aumenterà anche il divario tra club ricchi e club poveri. A parte che Andrea Agnelli, presidente della Juventus e dell'Eca ha firmato un documento che lo vede favorevole alla ripresa del campionato di fronte alle condizioni necessarie di sicurezza, va detto anche che è noto (e piuttosto logico) che il presidente della Juventus voglia che la qualità della Serie A cresca in modo da essere vendibile a cifre più importanti, che sia ancora più appetibile, che generi ancora più introiti in modo da permettere alla squadra che domina in Italia da quasi 9 anni di poter accorciare il gap con le grandi d'Europa e del Mondo, e per farlo serve che il movimento calcistico di Serie A cresca e che non muoia. La Juventus ha fame di crescita internazionale e uno dei modi per inseguirla è la crescita del campionato di appartenenza, del suo indotto, del suo prestigio, della sua competitività. Tutto il resto è una semplice forma di comunicazione: la Juventus non ama andare un giorno si e l'altro pure sotto i riflettori come qualcuno a ribadire volontà che basta esprimere nero su bianco una sola volta, è una questione di scelta comunicativa, apprezzabile oppure no, ma francamente infinitamente più gradevole di inutili piagnistei pubblici.

Vincenzo Marangio – Radio Bianconera

Twitter - @enzomarangio