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domenica 16 marzo 2014, 23:10Primo piano
di Mario Cicerone

Una partita combattuta, forse ancor prima che giocata. I ritmi, tatticamente bellici, non favoriscono l’estetica della sfida. Le trame sono spesso balbettanti, vagamente intramezzate da alcuni momenti chiave. Tra questi, il gol annullato ad Osvaldo, ingiustamente, e il rigore parato da Buffon. Poi, una magia di Pirlo per scacciare i fantasmi.

Pozione di intensità e furori, il primo tempo è una bolla agonistica. Le squadre si specchiano e si rispettano. Regna l’equilibrio. Il Genoa è coraggioso: gioca uno contro uno, tracimando energia e spirito aggressivo. La Juventus fa fatica. Le trame sono spesso inconcludenti, più casuali che tentate. Al netto dei numeri, si contano più scivolate che tiri in porta. Il campo, umido e bagnato, fa il resto. Una carambola permette ad Osvaldo di concludere in rete, ma il gol è annullato per fuorigioco. La lotta può continuare. Il Genoa, fomentato dal proprio pubblico, ciondola sulla testa della Juventus come una spada di Damocle. Le azioni del Grifone sono pungenti e acuminate, ma non affondano il colpo. I calciatori di casa, mossi dall’adrenalina, pagano qualche cartellino di troppo. Non che l’equilibrio non si rompa, ma ancora una volta Osvaldo, innescato da un colpo di tacco di Pogba, deve strozzare in gola la gioia del gol per presunto fuorigioco. Le immagini dimostrano l’inesistenza dell’offside. Pochi fasti, tanta corsa: questa, al duplice fischio, la diagnosi della prima frazione di gioco.

L’approccio, dunque. Il Genoa ricomincia da dove aveva finito. Buffon respinge una rasoiata di Bertolacci, prima che Motta non riesca a centrare la porta da posizione defilata. La temperatura neuronale resta alta. Gasperini sostituisce Gilardino con Calaiò. Pochi minuti dopo, Mazzoleni punisce un fallo di mani di Vidal, ma Buffon para il rigore a Calaiò. Sul successivo cambio di fronte, Pogba, di testa, sorvola la traversa. Conte cambia Osvaldo con Quagliarella, poi Vidal con Padoin e Lichtsteiner con Isla. Ultime scintille della sfida, qualche mischia sembra irrompere prepotente, invano. Poi, la luce. Quagliarella subisce fallo: punizione. Il momento è topico: Pirlo si carica del peso del calcio piazzato e disegna una traiettoria inebriante, che non può che insaccarsi in rete. Il gol sbatacchia tutto, l’equilibrio e la paura, i timori e i tremori. E adesso tutti in coro, please: la Juventus vince una partita sofferta, vola in classifica e allunga sulla Roma, in attesa di domani. Ultime parole per la punizione di Pirlo: accademicamente poetica, trasforma la zucca in carrozza. La migliore offerta di un'asta guerresca.