LA JUVE SI DIFENDE! INCONGRUNZE NELLA CONTESTAZIONE SULLE PLUSVALENZE
La dirigenza bianconera prepara la difesa. Le recenti accuse sul tema stipendi costringono la società ad approntare un'ulteriore linea maginot oltre a quella in atto sulle plusvalenze.
Ad oggi la certezza è che la Juventus crede fermamente di aver operato nella maniera corretta, in modo simile a tutte le altre squadre attuando degli spostamenti nel bilancio tra un anno e l'altro senza andare ad intaccare il risultato finale, che come sappiamo si azzera negli esercizi successivi.
Per qualsiasi persona dotata di un minimo di senso critico, si capisce facilmente che l'azione della Juventus è stata causata da una situazione limite legata al covid con operazioni assolutamente lecite e senza andare ad intaccare il patrimonio della società. La Juventus ha spiegato in modo molto chiaro ed esaustivo tali operazioni.
Ai bianconeri, oltretutto, al momento nella manovra stipendi non è stato contestato l'articolo 31, legato alla cattiva gestione contabile, ma contestato un articolo 4, legato alla slealtà sportiva.
Va detto, che la Juventus aveva comunicato chiaramente ed in modo molto ampio le sue azioni di semplice spostamento di stipendi, tre mensilità da un'annualità all'altra, quindi, non c'è nulla di segreto o sleale, si tratta di una manovra fatta in accordo con i calciatori che hanno di loro spontanea volontà accettato di prendere degli stipendi in un esercizio diverso.
L'azione della Procura sembra ancora una volta una mossa pericolosa visto che non avevano in mano documenti per contestare altri articoli.
Evidentemente la Procura ha intenzione di utilizzare l'articolo sulla slealtà per chiedere una pena maggiore, anche se non ci sono le basi per chiederla.
Da notare poi come non siano stati per nulla coinvolti i calciatori, altra incongruenza che evidenzia delle falle molto pesanti nelle contestazioni della procura.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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