La Joya: contro il passato per un grande futuro
Di rientro per lo sprint finale, ci sarà proprio lui, chiamato a misurarsi proprio contro i suoi ex compagni. Dybala ha impressionato tutti sin dal primo giorno, ma non solo per il suo talento, davanti alla porta, perché non vive solo per il gol. Oggi è davvero lui la Juve: da metà campo in avanti fa praticamente tutto. È regista, ma anche trequartista puro, seconda punta e all’occorrenza "falso nueve", proprio alla Messi. La pulga lo ha detto subito al c.t. della Seleccion Martino: "Mister, questo è buono, è uno di noi...". Già, un predestinato, indiscutibile leader tecnico ad appena 22 anni in uno dei club più prestigiosi del mondo: roba che in Italia, almeno negli ultimi 20 anni, fra gli stranieri si è vista solo con gente del calibro di Ronaldo e Ricardo Kakà. E via ai paragoni : "A me ricorda Omar Sivori", "a me Leo Messi", "a me Tevez", "No, secondo me è il nuovo Aguero".
No, lui è Paulo Dybala. Stop. Il nuovo astro nascente del calcio moderno, che ha saputo far dimenticare ai suoi nuovi tifosi un certo Carlòs Tevez.
Ancora ve lo ricordate, sì? Perchè la Joya è riuscita ad oscurare con le sue prodezze un campione del genere, e inverosimilmente, non ce ne siamo mai resi conto del tutto.
Con un bassissimo margine di errore quando si trova davanti alla porta, ma con una differenza sostanziale rispetto all'Apache: Tevez è diventato bianconero nel pieno della sua maturità calcistica, protagonista di due stagioni straordinarie. Dybala invece si è trasferito a Torino a 22 anni ancora da compiere e con un quarto delle esperienze di Carlitos. Nei tre anni di Palermo ha imparato a conoscere la Serie A, ma non ha avuto la possibilità di girare l’Europa che stava per conquistare proprio in bianconero già da quest'anno. Ha respirato il clima della squadra di provincia, ma è arrivato a Torino con la faccia da putto, ignorando che cosa significasse giocare in una grande e dover difendere uno scudetto per agguantarne il quinto consecutivo. Per questo nessuno s’aspettava una stagione da 18 eti, in perfetto stile Carlitos.
Proprio contro il suo passato, domenica avrà l'opportunità di superare addirittura il bottino dell'ex 10 bianconero (fermo a quota 21 ). Al momento Paulo ha una media più alta rispetto a quella del suo predecessore, e oltretutto ha ancora 7 possibilità per raggiungerlo, superarlo e migliorare ulteriormente il suo rendimento stagionale. Pazzesco.
"Sono venuto qui perché voglio cominciare a vincere e sono sicuro di riuscirci. Infatti abbiamo subito conquistato la Supercoppa italiana, quando ho segnato il mio primo gol e vissuto forse il più bel momento finora in bianconero, e adesso lottiamo per altri due trofei" esclama in una recente intervista.
Chissà che non sia proprio contro il suo passato che la Joya ritornerà a prendere per mano la Vecchia Signora per la volata finale, quella che conta, quella dal profumo tricolore.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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