La Juventus torna squadra: solidità, sacrificio e una vittoria per ripartire davvero
Forse era proprio questa la partita che serviva alla Juventus. Non necessariamente quella più spettacolare, ma quella nella quale bisognava dimostrare di essere squadra. Contro l'Atalanta arrivano tre punti pesanti, ma soprattutto arriva una risposta. La Juventus vince 2-0, ritrova solidità e soprattutto mostra quella capacità di soffrire insieme che nelle settimane precedenti era mancata troppo spesso.
Dopo il successo europeo contro il NEC serviva una conferma in campionato. Perché vincere una partita può rappresentare un episodio, mentre ripetersi pochi giorni dopo significa cominciare a costruire qualcosa.
E questa volta la sensazione è che la Juventus abbia fatto un piccolo passo avanti proprio sotto questo aspetto.
Prima di tutto non prendere gol
Il dato dal quale partire è semplice: zero gol subiti. Può sembrare quasi banale, ma per una squadra che vuole ritrovare continuità è probabilmente il punto più importante. La Juventus non ha avuto bisogno di dominare per novanta minuti. Ha saputo controllare, aspettare e attraversare anche i momenti nei quali l'Atalanta ha provato ad aumentare la pressione. È questa la differenza rispetto ad alcune partite precedenti.
Quando il match si è complicato, la Juventus non si è disunita. Quando l'Atalanta ha provato ad accelerare, i bianconeri hanno risposto da squadra.
E quando è stato necessario difendere, hanno difeso tutti. L'immagine più significativa può essere quella di Kolo Muani che salva sulla linea. Un attaccante chiamato principalmente a segnare che si ritrova nella propria area a impedire agli avversari di pareggiare.Sono episodi che raccontano qualcosa. Non soltanto tattica. Mentalità.
Una Juve meno bella ma più concreta
Spalletti dovrà ancora lavorare molto. Questa Juventus può migliorare nella velocità della manovra, nella gestione delle ripartenze e soprattutto nella capacità di chiudere prima le partite. Contro l'Atalanta ci sono state situazioni nelle quali sarebbe stato possibile fare meglio. Ma questa volta la squadra ha avuto una qualità fondamentale: è rimasta dentro la partita.
Non si è fatta prendere dalla frenesia. Non ha perso distanze ed equilibrio. Ha accettato anche di lasciare qualche momento agli avversari senza trasformare ogni difficoltà in un'emergenza. È probabilmente questa la Juventus che Spalletti vuole cominciare a costruire. Una squadra capace di giocare, certamente, ma anche di capire quando è necessario combattere.
Conceição e Bremer, ma la vittoria è del gruppo
Ci sono inevitabilmente dei protagonisti. Conceição trova il primo gol in campionato, mentre Bremer continua a essere una presenza determinante anche nell'area avversaria. Ma limitare questa vittoria ai marcatori sarebbe probabilmente riduttivo. C'è il lavoro di Kolo Muani, c'è la corsa di McKennie, c'è la personalità mostrata da chi è entrato dalla panchina. E c'è soprattutto una Juventus che questa volta è riuscita a mantenere equilibrio fino alla fine.
Anche le sostituzioni non hanno modificato l'identità della squadra. Sarr, Koopmeiners, Zhegrova e Woltemade sono entrati all'interno di una partita già definita tatticamente senza rompere gli equilibri. Questo significa avere una squadra e non soltanto undici titolari.
Dopo la tempesta serviva una risposta
La vittoria assume ancora maggiore significato considerando il momento attraversato dalla Juventus. Gli infortuni hanno ridotto le possibilità di scelta di Spalletti e obbligato il tecnico a cercare continuamente soluzioni differenti. Anche per questo battere l'Atalanta rappresentava qualcosa di più dei semplici tre punti.
Serviva una risposta emotiva. La Juventus doveva dimostrare soprattutto a se stessa di poter reagire alle difficoltà e lo ha fatto attraverso la caratteristica che probabilmente più di tutte era necessario recuperare: la compattezza.
Adesso bisogna dare continuità
Naturalmente una vittoria non cancella tutti i problemi. La Juventus deve ancora recuperare giocatori, trovare maggiore continuità offensiva e soprattutto evitare di alternare prestazioni convincenti a improvvisi passi indietro. Ma le ripartenze devono necessariamente cominciare da qualche parte.
E il successo contro l'Atalanta può rappresentare quel punto. Prima il 5-0 europeo contro il NEC, adesso una vittoria pesante in Serie A. Due partite differenti, vinte in maniera differente, ma accomunate da un aspetto importante: la Juventus è tornata a dare l'impressione di sapere cosa fare in campo.
Ora viene la parte più difficile: dimostrare che non sia soltanto una parentesi. La Juve deve ripartire dal concetto di squadra Per provare a raggiungere gli obiettivi stagionali non serviranno soltanto le giocate dei singoli. Servirà questa Juventus.
Quella che corre insieme, che accetta di soffrire, che vede un attaccante salvare un gol sulla propria linea e un difensore andare dall'altra parte del campo per cercare la rete.
Una Juventus nella quale ognuno fa qualcosa per il compagno. La strada resta lunga e il quarto posto non si conquista a settembre. Ma partite come quella contro l'Atalanta possono diventare fondamentali quando una squadra sta cercando di ritrovare se stessa.
La Juventus aveva bisogno di vincere ma forse aveva ancora più bisogno di tornare a sentirsi squadra.
Contro l'Atalanta, finalmente, lo ha fatto.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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