Juventus, un ritardo che può costare caro

Juventus, un ritardo che può costare caroTuttoJuve.com
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di Massimo Pavan
A una settimana dal campionato la Juventus non ha ancora scelto il portiere: il ritardo minaccia intesa difensiva, gerarchie e costruzione dal basso oggi.

A una settimana dall’inizio del campionato, la Juventus non sa ancora con certezza chi difenderà la propria porta, non è un dettaglio secondario né una normale conseguenza del mercato aperto: il numero uno rappresenta uno degli elementi strutturali di qualsiasi progetto tecnico, Luciano Spalletti ha bisogno di definire le gerarchie, costruire l’intesa tra portiere e difensori e lavorare sui meccanismi della prima impostazione. Ogni giorno trascorso senza una decisione riduce il tempo disponibile e aumenta il rischio di affrontare le prime giornate con un reparto ancora in fase sperimentale.

Il portiere è parte del sistema difensivo

Valutare un portiere soltanto attraverso le parate significa ignorare gran parte del suo lavoro, l’estremo difensore deve guidare la linea, comunicare con i centrali, decidere quando uscire e intervenire nella gestione dei palloni alle spalle della difesa. Questi automatismi non nascono in pochi allenamenti. Richiedono conoscenza reciproca e ripetizione. Bremer, Kalulu, Gatti, Kelly e gli altri difensori devono imparare a riconoscere le abitudini del compagno: quanto tende a uscire, quali palloni preferisce ricevere e in quali situazioni assume maggiori rischi.

Inserire un nuovo titolare a ridosso dell’esordio significa chiedergli di apprendere tutto rapidamente. Anche un portiere di alto livello può andare incontro a errori se non conosce ancora tempi e movimenti della linea.

La costruzione dal basso richiede intesa

Nel calcio di Spalletti, il portiere partecipa alla manovra. Non deve limitarsi a liberare l’area, ma contribuire alla prima costruzione, attirare il pressing e individuare il compagno libero, la scelta del numero uno deve quindi essere coerente con l’identità della squadra. Servono qualità con i piedi, coraggio e capacità di prendere decisioni sotto pressione. Ma queste caratteristiche individuali devono essere integrate nel sistema collettivo.

Il portiere deve sapere quando servire il centrale, quando cercare il terzino e quando superare la pressione attraverso un lancio più lungo. Senza allenamenti specifici con i compagni, aumenta il rischio di incomprensioni e palloni persi in zone pericolose.

Gerarchie incerte, pressione crescente

L’incertezza non riguarda soltanto chi deve arrivare, coinvolge anche i portieri già presenti. Michele Di Gregorio non conosce con sicurezza il proprio futuro, mentre Mattia Perin deve comprendere se sarà una semplice alternativa oppure se avrà la possibilità di iniziare la stagione da titolare, una situazione prolungata può condizionare concentrazione e serenità. Chi si allena sapendo di poter partire interpreta inevitabilmente il lavoro quotidiano in maniera diversa. Chi potrebbe essere promosso titolare senza una scelta esplicita rischia invece di percepirsi come una soluzione provvisoria.

Spalletti ha bisogno di una gerarchia riconoscibile. La concorrenza può aumentare il livello, ma l’ambiguità permanente genera insicurezza.

Il fallimento della pista Suzuki ha consumato tempo

Per settimane la Juventus ha lavorato sull’ipotesi Zion Suzuki. Il piano prevedeva l’acquisto del giapponese da parte del Paris Saint-Germain e il successivo prestito secco ai bianconeri, la formula, però, presentava un limite evidente: la Juventus avrebbe valorizzato un patrimonio appartenente a un’altra società senza poterlo riscattare. Il ritiro dalla trattativa può quindi essere considerato comprensibile sul piano strategico.

Il problema riguarda i tempi. Se la società nutriva forti dubbi sul prestito secco, avrebbe dovuto stabilire prima condizioni e scadenza della trattativa. Arrivare a pochi giorni dal campionato senza aver chiuso né quella pista né un’alternativa significa aver consumato una parte importante della preparazione.

Le alternative non sono semplici

Vicario e' il più probabile. Andriy Lunin viene indicato come uno dei possibili obiettivi, ma il Real Madrid deve autorizzarne il prestito e il portiere preferirebbe rimanere in Spagna. Guglielmo Vicario comporterebbe un prestito non troppo oneroso, mentre Robin Risser viene valutato circa 35 milioni dal Lens.

Sono tre operazioni profondamente differenti. Lunin rappresenterebbe una soluzione temporanea, Vicario una certezza più esperta e Risser un investimento sul futuro. Prima ancora di trattare, la Juventus deve decidere quale strategia vuole seguire.

Continuare a passare da un profilo all’altro senza una gerarchia precisa rischia di produrre un altro ritardo. La società deve scegliere se acquistare il titolare dei prossimi anni oppure affidarsi a una soluzione annuale per investire negli altri reparti.

Il rischio di pagare punti nelle prime giornate

Il calendario non concede periodi di prova. I punti conquistati ad agosto valgono esattamente quanto quelli ottenuti nella fase decisiva della stagione, in’uscita sbagliata, un’incomprensione con un centrale o un errore nella costruzione possono determinare il risultato di una partita. Non sarebbe corretto attribuire ogni problema all’arrivo tardivo del portiere, ma il ridotto tempo di adattamento aumenterebbe inevitabilmente i rischi.

Anche la pressione esterna avrebbe un peso. Il nuovo acquisto verrebbe immediatamente osservato come la soluzione di un caso durato settimane. Al primo errore, dubbi e critiche potrebbero moltiplicarsi.

Affidarsi a Perin può essere la soluzione iniziale

Se la Juventus non riuscisse a chiudere rapidamente un acquisto convincente, la scelta più razionale potrebbe essere affidare temporaneamente la porta a Perin. L’italiano conosce ambiente, compagni e campionato. Garantirebbe esperienza e permetterebbe alla dirigenza di evitare un’operazione dettata dalla fretta. Un portiere acquistato soltanto per risolvere l’emergenza rischierebbe infatti di trasformarsi presto in un altro problema. Perin può offrire una soluzione immediata, ma la società dovrebbe comunicare con chiarezza il suo ruolo. Presentarlo come titolare e continuare contemporaneamente a cercarne il sostituto alimenterebbe ulteriore confusione.

La Juventus deve decidere adesso

Il ritardo è già evidente, ma può ancora essere gestito. Serve una decisione netta: acquistare rapidamente il profilo ritenuto adatto oppure iniziare il campionato con Perin, rinviando l’investimento senza improvvisare.

Ciò che la Juventus non può permettersi è rimanere sospesa tra più soluzioni. Il portiere condiziona la difesa, la costruzione e la personalità dell’intera squadra. Non è l’ultimo tassello da inserire, ma uno dei primi sui quali costruire.

A una settimana dal debutto, ogni ora conta. Spalletti può correggere molti difetti attraverso il lavoro, ma prima deve sapere chi sarà l’uomo incaricato di proteggere la porta bianconera.