Juventus, dov’è finita la fame? Il derby dirà chi è davvero da bianconero
C’è un interrogativo che accompagna sempre più spesso le riflessioni sul momento della Juventus: questa squadra ha davvero la fame necessaria per indossare una maglia così pesante? È una domanda inevitabile osservando l’atteggiamento mostrato in molte partite di questa stagione. E forse ancora più significativa se si pensa che gran parte dei giocatori attuali non arriva da anni di trionfi o cicli vincenti.
Mancano rabbia e spirito di sacrificio
Quando una squadra ha appena conquistato trofei importanti può anche correre il rischio di sentirsi appagata. Ma nel caso della Juventus attuale il discorso appare diverso. Questi giocatori dovrebbero affrontare ogni partita con feroce determinazione, con quella voglia di sacrificarsi che storicamente ha sempre contraddistinto le grandi squadre bianconere. Invece troppo spesso si vede una Juventus fragile mentalmente, una squadra che fatica contro avversari inferiori sulla carta e che tende a perdere sicurezza appena qualcosa va storto.
Una squadra che si scioglie alla prima difficoltà
Il problema non riguarda soltanto il piano tecnico, ma soprattutto quello caratteriale. Nei momenti complicati manca quasi sempre qualcuno capace di trascinare il gruppo, alzare il livello dell’intensità e trasmettere rabbia agonistica. La Juventus del passato costruiva i propri successi grazie all’unione tra campioni e combattenti. I grandi giocatori decidevano le partite, ma erano gli uomini di carattere a permettere alla squadra di superare le difficoltà e vincere trofei. Oggi, invece, la sensazione è quella di una squadra troppo morbida, poco aggressiva e incapace di farsi rispettare anche sotto il profilo emotivo.
Il derby come esame definitivo
Ed è proprio per questo che il derby assume un valore ancora più importante. Chi è davvero da Juventus? Partite come queste servono soprattutto a capire chi possiede davvero lo spirito adatto per vestire la maglia bianconera. Chi entrerà in campo con cattiveria agonistica, chi lotterà su ogni contrasto, chi avrà il coraggio di prendersi responsabilità nei momenti difficili. È lì che si misura l’appartenenza a un club come la Juventus.
Non conta solo il risultato
In questo momento della stagione il destino europeo non dipende più esclusivamente dai bianconeri. Ma c’è comunque qualcosa che la squadra deve obbligatoriamente dimostrare. Anche al di là del risultato finale, ciò che conta davvero è vedere una squadra capace di dare tutto fino all’ultimo minuto . I tifosi possono accettare una sconfitta, ma difficilmente accettano l’assenza di carattere, sacrificio e spirito di appartenenza.
Perché essere da Juventus non significa soltanto vincere. Significa soprattutto entrare in campo con la mentalità di chi è disposto a lottare fino all’ultimo pallone.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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