ESCLUSIVA TJ - Roberto Galia: “Giovedì vietato correre rischi. Centrocampo Juve tra i più forti d’Europa. Complimenti al lavoro di Conte”

ESCLUSIVA TJ - Roberto Galia: “Giovedì vietato correre rischi. Centrocampo Juve tra i più forti d’Europa. Complimenti al lavoro di Conte”TuttoJuve.com
© foto di Federico De Luca
martedì 18 marzo 2014, 17:28Primo piano
di Redazione TuttoJuve
fonte Intervista realizzata da Francesca Simonelli

La redazione di TuttoJuve.com ha contattato in esclusiva Roberto Galia, ex difensore, tra le altre, della Juventus dal 1988 al 1994 e protagonista della famosa finale di Coppa Uefa del 1990 contro la Fiorentina, vinta tra le polemiche dai bianconeri. Galia, oggi responsabile del settore giovanile del Como, ha parlato del momento di Juve e Fiorentina, in vista della gara di giovedì valida per il ritorno degli Ottavi di finale di Europa League.
“Sicuramente, con il gol fuori casa, la Fiorentina ha sulla carta qualche possibilità in più di passare il turno, diciamo il 60%, contro il 40% della Juventus. Ma i bianconeri hanno sempre dimostrato finora di saper segnare fuori casa, per cui non è scontato che riescano a sorprendere i viola. E’ vero che il Franchi è stato l’unico campo da cui la Juve è uscita sconfitta in campionato, ma è una partita secca e può succedere di tutto”.

Crede che Conte decida di schierare il tandem d’attacco titolare composto da Llorente e Tevez, a differenza dell’andata, in cui giocarono dall’inizio Osvaldo e Giovinco?
“Credo proprio di sì, perché è una partita troppo importante e non credo che Conte voglia rischiare, perciò penso che giocheranno i titolari, visto che Tevez ha recuperato dopo l’infortunio”.

Lei è stato protagonista con un gol nella finale di Coppa Uefa del 1990 proprio contro la Fiorentina, terminata tra le polemiche. Cosa ricorda di quella partita?
“Fu una partita particolare per la Fiorentina, perché già si sapeva che Baggio avrebbe lasciato Firenze per andare alla Juve, mentre per noi fu una vittoria molto importante, perché non avevamo una squadra forte come quella della Juventus di oggi e non avevamo fatto particolarmente bene in campionato, ma a fine stagione ci riprendemmo, vincendo Coppa Italia (vinta in finale contro il Milan proprio grazie alla rete di Galia, ndr) e Coppa Uefa. Era il secondo anno della gestione Zoff e ricordo con piacere che la nostra maggiore forza era il gruppo”.

Il gruppo è anche la forza della Juventus di oggi. E’ d’accordo?
“Sicuramente. Aldilà della grande squadra che ha a disposizione, Conte è stato molto bravo a creare un gruppo forte in pochissimo tempo. I bianconeri, oltre alla coppia Tevez-Llorente, hanno un centrocampo che secondo me è tra i più forti d’Europa, con Pirlo in primo piano, oltre a Vidal, Pogba e Marchisio, tutti grandi giocatori. Inoltre Conte è stato molto bravo a rilanciare giocatori come Barzagli, Bonucci e Chiellini, che qualche anno fa non si mostravano così forti, e che oggi invece formano una difesa molto solida, che tra l’altro è quella della Nazionale”.



Cosa manca alla Juventus secondo lei per essere più competitiva anche in Champions?
“Sinceramente pensavo che dal punto di vista degli acquisti bastasse la coppia Tevez-Llorente, quantomeno per passare il primo turno, ma evidentemente manca ancora qualcosa a livello mentale. La Juventus ha una grande squadra, come dimostrano i grandi risultati ottenuti in Italia. Forse aveva anche un po’ ragione Capello quando ha dichiarato che il campionato italiano non è molto allenante, ma questo c’entra relativamente, perché ogni partita è una storia a sé, e la Juventus è stata eliminata dalla Champions immeritatamente, è stata sfortunata, in particolare in Danimarca. La squadra di Conte aveva tutte le carte in regola per passare quantomeno la fase a gironi”.

Lei è stato chiamato dal Como per rilanciare il settore giovanile. Come procede il suo lavoro? Avete in cantiere collaborazioni con qualche club di serie A?
“E’ la seconda stagione che sono a Como e quest’anno saremmo dovuti partire da zero, invece siamo partiti da meno 2, perché abbiamo dovuto ricostruire un intero settore giovanile, abbiamo riallacciato rapporti con società della provincia di Como che si erano logorati negli anni e che era giusto riprendere, perché la provincia è una grande risorsa. Inoltre, sapendo come lavora questo club, abbiamo dovuto portare a Como buoni allenatori, tra cui anche qualche ex giocatore, in modo tale da creare la selezione e la meritocrazia che ci dovrebbe essere in queste categorie”.

Ci sono secondo lei giovani in Lega Pro che potrebbero essere all’altezza delle serie maggiori?
“La storia dice che tanti giocatori di serie A sono passati dalla Lega Pro, ci sono 11 giocatori della Nazionale che vengono da lì. Questo vuol dire che è un campionato che fa da cuscinetto e da trampolino di lancio per le serie superiori, come dimostrano i dati raccolti dalla Federazione. E’ un campionato che sta facendo passi avanti e che merita rispetto”.

Si ringrazia Gabriele Palimento e il Calcio Como per la disponibilità.