ESCLUSIVA TJ - Mirarchi: "Del Piero mi prese subito in simpatia: quanti scherzi in ritiro a Pinzolo! Ecco cosa ho imparato alla Juventus"

ESCLUSIVA TJ - Mirarchi: "Del Piero mi prese subito in simpatia: quanti scherzi in ritiro a Pinzolo! Ecco cosa ho imparato alla Juventus"
lunedì 31 agosto 2020, 17:30Primo piano
di Luca Cavallero

Le emozioni di calcare lo stesso terreno di gioco di campioni assoluti del calibro di Alessandro Del Piero, Pavel Nedved, Gianluigi Buffon, David Trezeguet, Mauro German Camoranesi...

Chi del Settore Giovanile si affacciava nella prima squadra dello scorso decennio, aveva modo di raffrontarsi con icone di un simile calibro, al pari grado dei loro omologhi attuali (i vari Portanova, Fagioli, Dragusin, Gozzi...), con la Juventus del presente.

Tra coloro che hanno goduto (oltre ad esserselo sudato!) di tale privilegio, figura Federico Mirarchi, difensore classe 1990, protagonista di una lunga trafila nell'ambito della "cantera" bianconera, culminata con il ritiro di Pinzolo, nel 2009, sotto la guida di Ciro Ferrara.

Mirarchi ha raccontato la sua esperienza, in esclusiva a TuttoJuve.com.

Riassunta in soldoni, la tua è stata calcisticamente una vita in bianconero: se dovessi stilare un bilancio della tua esperienza alla Juventus?

"Tra i momenti più significativi cito, banalmente, l'aver acquisito la mentalità vincente nel momento in cui sono entrato in questa famiglia. Poi la vittoria del Torneo di Viareggio nel 2009, le convocazioni di mister Ranieri per gli allenamenti con la prima squadra e, infine, come dimenticare il ritiro di Pinzolo, con Ferrara?"

Hai citato Ranieri e Ferrara. Se ti chiedessi l'allenatore della prima squadra della Juventus a cui senti di dover tutto (e il motivo)?

"Non c'è un allenatore che mi ha dato di più o meno: ogni allenatore ha la sua metodologia e il suo carattere. Da Ranieri ho imparato a non mollare mai, mentre da Ferrara che dal sacrificio si possono ottenere risultati straordinari".

Ti sei trovato nella condizioni di giovane, proiettato in uno spogliatoio di campioni. Qual è il calciatore che ti prese di più nelle sue grazie?

"Non ti so spiegare perchè, ma a Del Piero piacqui da subito, sin dal primo giorno: infatti sedevamo sempre vicini a tavola, scherzavamo e giocavamo. Poi c'era Cristiano Zanetti, che ogni sera veniva in camera a farci qualche battuta. Poi conservo anche un bel ricordo di Chimenti e Amauri".

Hai anche giocato con Ciro Immobile, fresco vincitore della Scarpa d'Oro. Ne intravedevi, già nelle giovanili, prospettive rigogliose?

"Sì, di Ciro me l'aspettavo. Sia perchè a quei tempi sotto porta era il migliore della categoria, sia perchè aveva già giocato in prima squadra con il Sorrento e possedeva, quindi, un certo tasso di esperienza. Di lui mi è rimasta scolpita negli occhi la fame".

Nutri, sinceramente, qualche rimpianto calcistico a livello personale?

"Sì: non aver potuto fare il secondo anno nella Primavera della Juventus. Poi mi sarebbe piaciuto coronare la mia carriera giocando nel Catanzaro, squadra della mia città, che a quell'epoca giocava in Lega Pro".