ESCLUSIVA TJ - Kutuzov racconta CR7 e Bonucci: "Cristiano mi faceva domande sul calcio, Leo è diventato grande nel giro di un anno. E su Buffon..."

ESCLUSIVA TJ - Kutuzov racconta CR7 e Bonucci: "Cristiano mi faceva domande sul calcio, Leo è diventato grande nel giro di un anno. E su Buffon..."TuttoJuve.com
© foto di Filippo Gabutti
venerdì 8 maggio 2020, 13:30Primo piano
di Mirko Di Natale

Quando gli chiediamo se ora svolge il mestiere di giornalista, l'ex calciatore Vitali Kutuzov ci tiene a precisare che non lo ha mai fatto: "Mi trovavo all'Olimpico in qualità di ambasciatore per l'Europeo, così ho partecipato alla sfida tra Lazio-Inter e l'intento era quello di fare uno scherzo al mister (Conte ndr)". Ma al solo sentir parlare di Cristiano Ronaldo e Leonardo Bonucci, dall'altra parte della cornetta iniziarono ad affiorare i primi ricordi di chi indossò la loro stessa maglia. La redazione di TuttoJuve.com lo ha contattato telefonicamente, in esclusiva, per parlarne approfonditamente e non solo:

Non tutti lo sapranno, ma nella stagione 2002/2003 hai conosciuto il giovane Cristiano allo Sporting Club de Portugal. Ci puoi raccontare che ragazzo avevi conosciuto?

"Ricordo di aver conosciuto un ragazzo molto giovane che arrivava dalla Primavera, voglioso di mettersi in mostra e dimostrare tutte le sue qualità. Io non sapevo benissimo il portoghese, cercavo di farmi capire parlando un po' di italiano e di spagnolo. Però parlavamo abbastanza, Cristiano era molto curioso e spesso mi faceva molte domande sul calcio. Oggi lo conosciamo come una star, ma non dimentichiamoci che ha due occhi e una bocca come tutti".

Già all'epoca ti dava l'impressione che sarebbe potuto diventare il migliore al mondo?

"Credo fosse difficile immaginare chi sarebbe diventato, era difficile pronosticargli  anche solo uno dei palloni d'oro che ha vinto. Era ancora decisamente troppo giovane. Diciamo che una prima idea l'ha offerta quando ha iniziato a giocare nel Manchester United, è in Inghilterra che è cominciata la sua grande scalata verso l'Olimpo del calcio. E' lì che abbiamo iniziato ad avvertirne la grande importanza".

Chi lo ha conosciuto, ha sempre testimoniato che anche da giovanissimo pensava solo al calcio.

"Sicuramente voleva diventare importante, un po' come tutti quelli che iniziano ad intraprendere questo mestiere. Quando sei giovane vuoi sempre spaccare il mondo, poi sta alla persona decidere quel che vuole fare. Metaforicamente è come quando un uomo inizia a cacciare: più ti avventuri all'interno del bosco, più ti inizia a piacere. Così è anche il calcio. E' lì che ha iniziato a coltivare quello che è il suo istinto da killer".

Credi sia il giusto giocatore che possa trascinare la Juventus verso la tanta agognata e sospirata Champions League?

"La Juve prendendo Ronaldo ha fatto un passo in avanti per la Champions, ma non ho mai creduto che tutto dipenda solo da un singolo giocatore. E non c'è una verità assoluta, a volte per vincere possono bastare anche due giovani che si integrano perfettamente nel sistema di gioco. Stiamo parlando di un calcio di altissimo livello dove ad esser decisivi sono i dettagli e anche la fortuna, basta un piccolo errore per sbagliare ed esser eliminato. Dentro o fuori, spesso è davvero difficile capire che cosa manca alla squadra. Anche il mister a volte non conosce la risposta".

Un'altra persona che hai conosciuto bene è Leonardo Bonucci, come era?

"Lo definisco sempre un ragazzo buono, ha condiviso con me una parte del percorso e siamo stati sulla stessa barca per diverso tempo. Credo che mister Ventura sia stato decisivo per la sua carriera; con lui è diventato un giocatore di grandissimo livello nel giro di un solo anno".

Credi che in questo momento, Bonucci sia il difensore più forte a livello italiano?

"Complessivamente è un bel difensore, a mio parere è uno dei migliori al mondo nel ruolo di regista difensivo ma a livello di rottura del gioco non è allo stesso livello. Però a giocare in coppia con Chiellini gli ha fatto molto bene, perché ormai si trovano in perfetta sintonia ed entrambi sono migliorati in entrambi le fasi: Bonucci come marcatore, Chiellini come costruttore di gioco. Non scordiamoci che militano in una delle migliori squadre del mondo".

In passato, quando entrambi indossavate la maglia del Bari, si diceva che Ranocchia fosse più forte di Bonucci.

"Non sono onestamente d'accordo con questa affermazione. Sono due ragazzi molto simili, l'unica cosa è che in quel periodo Ranocchia non aveva la stessa esperienza di Bonucci che aveva già giocato in categorie inferiori. Quando siamo andati in ritiro, entrambi erano in grande difficoltà per l'applicazione tattica che gli chiedeva il mister. Fecero un grandissimo errore durante un amichevole contro una squadra di quinta divisione, ma continuarono a lavorare sodo. Anche noi eravamo un po' perplessi, ma confidavamo in loro. E infatti, una volta cominciato il campionato, Bonucci e Ranocchia non ebbero più paura di sbagliare e si affermarono come una delle coppie più forti d'Italia".

Un'ultima battuta, su Gianluigi Buffon: che cosa pensi di lui?

"Se ha ancora voglia di giocare e il corpo lo consente, credo faccia bene a rinnovare per un altro anno con la Juventus. Oltre ad essere un esempio per i giovani, rappresenta l'immagine della Serie A nel mondo. Perché i tifosi vogliono guardare Buffon, Ronaldo, Dybala, Lukaku e tutti gli altri grandi campioni che giocano nelle italiane. L'ho sfidato più volte e ricordo quanto fosse dura anche solo fargli un tiro in porta, però non è stato il portiere che più mi ha fatto sembrare piccola la porta. In realtà chi mi diede quella sensazione fu Antonioli, a vederlo anche in allenamento era impressionante".

Si ringrazia Vitali Kutuzov, molto attivo sul suo profilo Instagram (qui per vedere le sue foto) e sul suo sito internet (qui per visitarlo) per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.