ESCLUSIVA TJ - Kastanos si racconta: "La mia esperienza al Pescara, il mio arrivo alla Juve, la Primavera e l'U23". E aggiunge: "Che ricordi l'esordio con la Spal"

ESCLUSIVA TJ - Kastanos si racconta: "La mia esperienza al Pescara, il mio arrivo alla Juve, la Primavera e l'U23". E aggiunge: "Che ricordi l'esordio con la Spal"TuttoJuve.com
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
venerdì 24 aprile 2020, 11:30Primo piano
di Mirko Di Natale

La redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, il centrocampista di proprietà della Juventus ma in prestito al Pescara, Grīgorīs Kastanos, per parlare approfonditamente dei suoi anni in bianconero e non solo:

Come sta procedendo la tua quarantena?

"Sta procedendo molto bene, mi sto tenendo in forma e sto seguendo le metodologie di lavoro da parte del mio club. Dobbiamo sorridere sempre, anche se le cose vanno male. Semplicemente perché l'esser positivi è un lato molto bello della vita. Gli eroi di oggi sono i medici, confido molto nel loro lavoro e ascolto sempre quelli che sono i consigli che divulgano. A tal proposito, soltanto restando tutti a casa possiamo sconfiggere il virus".

Partendo da lontanissimo, quale è stata la sensazione che hai provato nel momento in cui hai saputo che andavi alla Juventus? 

"Ero emozionatissimo, un sogno che si stava per realizzare. E' un altro mondo rispetto alle altre società, solo quando vai via ti accorgi della grande opportunità che hai avuto. Ricordo che con la nazionale cipriota avevamo affrontato e battuto la Germania in casa loro, il mio procuratore dell'epoca mi fece i complimenti per il gol vittoria e mi disse che avevo giocato molto bene. Il giorno seguente mi disse che la Juventus lo aveva contattato e voleva farmi fare un provino. Pensavo scherzasse e mi stesse prendendo in giro, ma non quella volta (sorride ndr)".

E poi come prosegue il racconto?

"Sono andato subito a Torino, dove ho svolto due allenamenti e un amichevole. Tra l'altro ricordo che la partita stava andando molto bene, avevo fatto gol e assist. Ma il mister (Zappella ndr) dopo nemmeno mezz'ora mi aveva sostituito e li ero entrato in panico. Pensavo di non esser stato all'altezza della Juventus. Il mio ex agente, in compagnia di Braghin e il capo degli osservatori Ribalta, sorrise e mi rassicurò, dicendomi che nel giro di qualche giorno avrei firmato un contratto con il club bianconero. Se sono riuscito ad apprendere l'italiano è merito di mister Della Morte, senza di lui ci sarei mai riuscito. Lui e Grabbi sono stati fondamentali nel mio percorso calcistico".

E la tua fede calcistica? Eri davvero tifoso della Fiorentina come scritto da alcuni media lo scorso anno in occasione del tuo esordio con la Spal?

"No, non sono mai stato tifoso della Fiorentina. Onestamente non ho idea del perché sia uscita fuori questa notizia".

Quali sono i tuoi ricordi nella Primavera bianconera?

"Conservo ricordi molto belli di quella esperienza, sia mister Grosso che mister Zappella hanno sempre avuto una buona opinione.di me. Li ringrazierò sempre, sono molto legato a loro. Inizialmente ero in ritiro con dei ragazzi più grandi di me di due anni, nel momento in cui ho capito dove mi trovavo mi sono messo in testa che dovevo fare sempre più per migliorare. Pian piano sono riuscito poi ad essere un protagonista di quello squadrone, non posso che ricordare con piacere il torneo di Viareggio vinto con un mio gol in finale. Alcuni di loro li sento ancora oggi, il rapporto è rimasto ottimo".

Poi arriva l'esperienza all'U23, in una squadra tutta nuova.

"Sì, ero reduce da un infortunio che mi aveva tenuto fuori gioco per otto mesi. Insieme alla Juventus, abbiamo deciso di restare in U23 in modo da poter mettere più minuti nelle gambe. La squadra era al debutto in una lega professionistica, quando parti da zero anche se ti chiami Juve hai delle difficoltà a cui vai incontro. A ripensarci, questa è stata la scelta più bella perché pian piano ho iniziato a riprendere il ritmo e mi sentivo in buona forma. Senza voler esser presuntuoso, nutro un grande rispetto per quel campionato ma aspiro a giocare in categorie superiori".

Attualmente sei in Serie B dove ti stai ben comportando, ma l'anno scorso una partita tra i grandi l'hai disputata. Che esperienza è stata quella di vestire la stessa maglia di Dybala?

"Mi sento innanzitutto in dovere di ringraziare tutti, dal direttore Fusco a coloro che mi osservano da quando avevo 15 anni. La sera prima della partita di Ferrara, quando ho saputo che sarei stato tra i titolari, non ho proprio chiuso occhio. Era la prima volta che mi capitava, percepivo pressione e grande voglia di far bene. E ho ripensato al periodo in cui non sono stato bene per via dell'infortunio. Il risultato finale non resterà negli annali per la sconfitta patita con la Spal, ma mi sono sentito orgoglioso di rappresentare la Juve e il mio paese. Cipro non è una nazione che sforna campioni ogni anno, per questo sto provando a fare di tutto per rendere felice la mia gente".

Insomma, hai soddisfatto quello che era il tuo sogno.

"Era il mio primo obiettivo, quando sono arrivato alla Juve sognavo di giocare in prima squadra. Il primo è stato raggiunto, ora devo agguantare il secondo, il terzo e tutti gli altri che mi sono prefissato. E' stato un grande onore potermi allenare con Ronaldo, Dybala e tutti i grandi campioni della Juventus, ho cercato di apprendere tutti i loro consigli e suggerimenti. Si può chiamare Cristiano (Ronaldo ndr) o Carlo (Pinsoglio), tutti in quella squadra hanno una fame mostruosa di vittoria. In ogni singola partitella nessuno vuole perdere, dimostrano un agonismo tale anche lì. Mamma mia".

Quale è il tuo futuro? Aspiri a giocare nuovamente nella Juventus?

"Non so se un giorno vestirò stabilmente la maglia della Juve, ma a questa società sarò per sempre grato e riconoscente. Mi ha offerto un'opportunità unica al mondo, ovvero quella di giocare per uno dei club più forti al mondo. Io sono già contento così".

Sei tornato a Pescara in questa stagione, il club è stata la tua prima scelta?

"Sì, insieme al mio procuratore abbiamo deciso che era meglio scegliere un progetto che mi poteva permettere di giocare. Anche se avevo richieste da qualche squadra di A, appena ho saputo che c'era la possibilità di tornare a Pescara non ci ho pensato nemmeno un attimo. Era la squadra dove potevo avere più spazio. Colgo l'occasione di ringraziare Mario (Giuffredi il procuratore ndr), mi sta aiutando davvero tanto. Mi ero già trovato molto bene con l'ambiente, non era cambiato nulla rispetto all'esperienza di un paio d'anni fa. La città è rimasta la stessa, anche la piazza non è cambiata. Se sto bene, faccio divertire tutti. Il nostro lavoro è divertimento e sacrificio, il calcio serve a questo. Non solo per vincere".

Come sta andando la tua avventura?

"Molto positiva, a mio parere sto giocando bene. Anche se sono stato un po' sfortunato (ride ndr): prima mi è uscita un'ulcera al piede che mi ha impedito di camminare, poi mi sono rotto la mano a seguito di un contatto ravvicinato con un mio compagno di squadra durante la rifinitura del match con il Benevento. E non finisce qui, perché quando sono tornato in buona forma mi sono fatto male nuovamente con l'Entella. La potrei chiamare sfortuna, ma fa parte del gioco. Credo che la parola sia più indicata per chi in questo momento non riesce ad andare avanti economicamente".

Si ringraziano Grīgorīs Kastanos e l'addetto stampa del Pescara, Massimo Mucciante, per aver concesso la disponibilità di questa intervista.