ESCLUSIVA TJ - Il primo allenatore di Chiellini: "Rinnovo? Sento spesso Giorgio, ecco cosa mi ha detto. Da terzino volli provarlo centrale difensivo perchè..."

16.07.2021 13:30 di Luca Cavallero   vedi letture
ESCLUSIVA TJ - Il primo allenatore di Chiellini: "Rinnovo? Sento spesso Giorgio, ecco cosa mi ha detto. Da terzino volli provarlo centrale difensivo perchè..."
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Riguardo alla qualità esponenziale del rendimento di Giorgio Chiellini, la redazione di TuttoJuve.com ha intervistato in esclusiva Osvaldo Jaconi, tecnico che lanciò - contribuendo alla sua consacrazione - il capitano bianconero ai tempi del Livorno (2000-2002).

Lo hai lanciato tu, portandolo in prima squadra e facendolo esordire ai tempi del Livorno: ti aspettavi un simile Europeo da Chiellini, nonostante le molteplici difficoltà fisiche riscontrate nell'ultima stagione?

"Ci siamo sentiti qualche volta durante questa stagione: lui si è salvaguardato, consapevole del fatto che dovesse gestirsi fisicamente. Ha lavorato duramente per arrivare agli Europei al top. Ovviamente il suo rendimento non mi sorprende: è Giorgio Chiellini!".

Il rinnovo con la Juve è una formalità?

"Ne abbiamo parlato qualche volta. A me ha sempre detto che lui è consapevole di non essere eterno e che, prima o poi, arriverà il momento di smettere. Al termine della carriera diventerà un uomo Juve, possedendo tutti i requisiti per esserlo: stiamo parlando di un ragazzo intelligentissimo, con due lauree, che - caratterialmente - è compatibile con tutti".

Essendo voi in contatto: è veritiera la notizia secondo la quale, ad un certo punto, avrebbe anche pensato alla Mls?

"Non abbiamo mai parlato di questo argomento. Io ho sempre sentito un Giorgio carico, voglioso di dare il suo contributo in campo e in spogliatoio. Ricordo ancora che cosa mi diceva la stagione in cui si ruppe il crociato".

Cosa le confessava?

"Mi disse che era fortemente rammaricato dal non poter essere vicino alla squadra come avrebbe voluto e dal non poter dare il suo contributo in campo e in spogliatoio".

Ora è tornato a allenare la Juve un altro livornese, Max Allegri. Ne avete mai parlato con Giorgio?

"No, degli allenatori non abbiamo mai parlato. In ogni caso Giorgio con Allegri si è sempre trovato a meraviglia. Io reputo Allegri uno dei migliori in circolazione".

Per quali ragioni?

"Un po' mi rivedo in lui. La caratteristica principale di Allegri è che sa capire in tempo quando le cose vanno male e sa intervenire per cambiarle: non è da tutti".

Il primissimo Chiellini nasce terzino sinistro: come maturò in te la svolta di schierarlo centrale difensivo?

"Giorgio aveva già un fisico possente da ragazzino. Io lo feci esordire in prima squadra da stopper, in una partita di Coppa Italia tra il mio Livorno e l'Avellino. Oltre ad avere una naturale propensione alla spinta, avevo capito che poteva difendere anche uno spazio più ampio: il resto è storia! L'evoluzione di Giorgio è stata naturale e se quella stagione arrivammo in finale di Coppa Italia fu anche merito suo".

Quali sono le primissime immagini che ti piombano in mente ricordando Giorgio Chiellini giovane esordiente?

"Mentalmente era già un leader naturale. Aveva soltanto sedici anni, ma metteva già davanti priorità che pochi alla sua età riescono a mettere. Portava grande rispetto per tutti i compagni della prima squadra, tanto che - allenandoci noi a Tirrenia - non osava chiedere a nessuno un passaggio da Livorno, preferendo farsi portare dalla mamma o dalla nonna. Di aneddoto me ne viene in mente uno, che Giorgio stesso ha raccontato nel suo libro".

Quale?

"C'è un capitolo del suo libro intitolato: "Si può sapere dove credi di essere capitato?". Quella frase gliela dissi io! Lo avevo da poco aggregato alla prima squadra e un giorno, senza avvisare, non si presentò agli allenamenti, avendo l'influenza. Una volta guarito si ri-presentò e io lo presi da parte rimproverandolo proprio con queste parole!".

Si ringrazia Osvaldo Jaconi per la cortesia e per la disponibilità dimostrate in occasione di questa intervista.