ESCLUSIVA TJ - Il mental coach Corapi: "Pirlo deve creare empatia con i calciatori. Ronaldo vincente nella testa. Dybala prenda esempio da Cr7"

30.11.2020 19:50 di Quintiliano Giampietro   Vedi letture
ESCLUSIVA TJ - Il mental coach Corapi: "Pirlo deve creare empatia con i calciatori. Ronaldo vincente nella testa. Dybala prenda esempio da Cr7"
TuttoJuve.com

Il pareggio di Benevento ha lasciato qualche strascico polemico sulla Juventus. Nel post gara del Vigorito, ha sorpreso l'ammissione di Pirlo sulla mancanza di personalità di alcuni giocatori. In esclusiva a TuttoJuve.com, dell'argomento ha parlato Sandro Corapi, mental coach di calciatori e allenatori, fondatore della scuola Corapi Coaching Academy e creatore della prima app a livello mondiale per atleti e tecnici.

Dopo la trasferta di Benevento, Pirlo ha parlato di mancanza di personalità di alcuni suoi ragazzi. Cosa ne pensa?

"Penso che la comunicazione sia un campo esteso e poco conosciuto. Spesso si dicono alcune cose che in buona fede possono creare dei contraccolpi psicologici. Manca la conoscenza delle parole da utilizzare, spesso dettate da determinati stati d'animo, piuttosto che da una strategia idonea e predefinita. Quando si comunica bisognerebbe riflettere sugli effetti prodotti. Dire certe cose pubblicamente potrebbe creare uno stimolo motivazionale, ma anche causare l’effetto opposto".

Cosa consiglia a Pirlo?

"Secondo me nella Juve c'è personalità da vendere, ma ogni giocatore bisogna metterlo nella condizione di palesarla. Pirlo ha dalla sua parte il carisma del campione e questo va trasferito sia al gruppo che al singolo individuo. Bisogna trovare il rapporto empatico tra l'allenatore e il calciatore. Pirlo deve trovare la chiave per entrare nella testa di ogni elemento per muovere la leva motivazionale, in modo da far emergere personalità e talento. Il carattere è figlio di una trasmissione genetica, della propria esperienza di vita, dell'ambiente in cui si vive ed è l'unica cosa che rende gli individui diversi tra loro".

Sotto i riflettori è finito Dybala. Nella passata stagione l'argentino è stato premiato come migliore giocatore della Serie A, quest'anno invece non riesce a ripetersi e sembra essere finito in una sorta di tunnel. Secondo lei cosa sta succedendo al numero dieci bianconero?

"Le componenti possono essere tante, due in particolare. La prima è una situazione endogena, personale e in questo caso tocca ad una figura tipo quella del mental coach individuare i problemi. L'altro motivo può essere di natura ambientale e riguarda il modo in cui il ragazzo sente la fiducia in sé stesso, del tecnico, del gruppo, della società. Questi fattori sono decisivi affinché il calciatore esprima o meno il suo talento".

Qualcuno è convinto che Dybala soffra la concorrenza. Due anni fa arrivò Ronaldo, in questa stagione è tornato Morata che sta giocando ad altissimi livelli. Di fatto la Joya ha perso la titolarità e questo potrebbe "deprimerlo". E' plausibile?

"Ci può stare a livello inconscio. E se così fosse lui dovrebbe spostare il focus. Anziché subire un'emozione negativa che abbassa la fiducia in sé stesso, Dybala dovrebbe prendere l'occasione come una sfida. Lui ha un grande talento, quindi dovrebbe concentrarsi sulla propria persona, lavorare sulla sua motivazione interiore e ritrovare il gusto, il piacere di giocare per esprimersi al top".

Di recente è uscito il suo libro "Nella testa del campione", edito da Santelli. Qual è il messaggio?

"Far capire come una persona possa creare mentalmente tutte quelle strategie utilizzate dai campioni per emergere. Sotto questo profilo, il libro è una sorta di vademecum. Lo stesso campione ha bisogno di motivazione. Se non la trova da solo, necessita di qualcuno in grado di trasferirgliela e in questo caso subentra un professionista tipo il mental coach. Questi tocca le leve motivazionali che fanno la differenza nelle prestazioni. Stesso discorso vale per gli allenatori. Ci sono tanti spunti di riflessione, in primis come esercitare la leadership, comunicare in modo efficace, altri sono legati alla motivazione dei propri calciatori a livello individuale e di gruppo".

A proposito di motivazioni, Ronaldo riesce ancora a trovarne a 35 anni, dopo aver vinto tutto. Non crede che Dybala debba prendere esempio dal fuoriclasse portoghese?

"Ronaldo è un esempio illuminante. Lui è il classico calciatore che riesce comunque a trovare le motivazioni dentro di sé: un fuoriclasse come Cristiano si nutre di sfide, obiettivi e riesce a trasformare quelli che altri considerano alibi in occasioni di crescita. Per Dybala e per tutti i giocatori della Juve è una fortuna inimmaginabile condividere lo spogliatoio con un compagno di squadra come il portoghese. Ronaldo è vincente nella testa, ha sempre un sogno da realizzare e non permette a nessuno di interferire. Dybala deve prendere esempio da CR7".