ESCLUSIVA TJ - Darko Kovacevic: "In campionato tifo bianconero, Milinkovic si adatterebbe allo stile Juve. Sarri? Scelgo Allegri". E ricorda: "Che momenti a San Siro! A Perugia non si doveva giocare..."
Prima di cominciare l'intervista, Darko Kovačević ci chiede espressamente come è la situazione in Italia. E' molto interessante e si percepisce chiaramente la sua voglia di informarsi. E nonostante sia stato soltanto tre anni nel belpaese, questo è bastato per affezionarsi. L'ex attaccante bianconero ed ora dirigente di alto livello, ci rassicura: "Sto bene, il peggio è passato. Ormai è tutto alle spalle" in riferimento all'episodio accaduto lo scorso gennaio, quando fu vittima di un agguato di fronte alla sua abitazione di Gifalda. La nostra redazione lo ha contattato telefonicamente, in esclusiva, per parlare di Juventus e non solo:
Come sta procedendo la quarantena?
"La sto vivendo ad Atene e la sto trascorrendo a casa con la mia famiglia come tutti quanti. Si può uscire soltanto per andare a fare la spesa oppure in farmacia, esattamente come in Italia. La speranza è che si possa tornare al più presto a vivere la normalità di tutti i giorni".
Belgio ed Olanda hanno deciso di terminare i propri campionati, la Germania invece è sulla via della ripresa. Che opinione ti sei fatto a riguardo?
"Credo sia corretto che tutte le leghe riescano a concludere il proprio campionato, la miglior soluzione sarebbe farlo col pubblico. Se bisognerà aspettare per far succedere ciò, aspetteremo".
Molto chiaro il tuo pensiero, in Italia invece non c'è ancora una decisione definitiva. Eventualmente, saresti d'accordo con il presidente Agnelli di non voler ricevere lo scudetto a tavolino?
"Sì, sono d'accordo con Andrea Agnelli. Il campionato deve essere concluso per designare sul campo il campione. Tutto il resto, a mio avviso, sarebbe ingiusto".
Juventus o Lazio? Chi ti piacerebbe che vincesse il titolo?
"Mi piacerebbe vincesse la Juventus, perché è la mia squadra. Ma anche la Lazio, fin qui, aveva disputato un grande campionato".
Tra l'altro c'è un giocatore che potrebbe piacere ai bianconeri che gioca nella Lazio: Milinkovic Savic.
"E' un grande giocatore, lo rispetto molto. Per me si potrebbe molto ben adattare a quello che è lo stile della Juventus".
Riprendendo il discorso Juve, ti piace di più il gioco di Sarri o quello che faceva Allegri?
"A me piace sempre la Juve (ride ndr), è una squadra che è dotata sempre di campioni nel proprio organico. Allegri e Sarri sono due grandissimi allenatori, ma se ne devo scegliere solo uno dico Allegri".
Sei sorpreso che Buffon sia ancora lì a difendere i pali bianconeri?
"No, non sono affatto sorpreso che Gigi continui a giocare. E' un campione. Può giocare ancora per più di un anno, fisicamente lo vedo molto bene e in forma. Ha fatto la storia di questo club".
Che cosa hai provato quando hai saputo di trasferirti dalla Real Sociedad alla Juventus?
"Ero molto emozionato, penso sia normale quando apprendi che stai per firmare per un grandissimo club come la Juventus. Ha blasone, storia, tradizione e possiede sempre i giocatori migliori al mondo. Ero entusiasta di farne parte, ancor oggi per me è stato un orgoglio".
Come era lo spogliatoio? Che ricordi hai?
"C'era sempre una grande atmosfera, ricordo una grande competizione ma al contempo risate a crepapelle. Ho condiviso e trascorso dei bellissimi momenti con persone bravissime".
E immagino che ancora ben ricordi anche la serata del Meazza di Milano, quando una tua doppietta aveva permesso alla Juve di battere l'Inter.
"Sì, come posso dimenticarmene. Quella notte è stata magica, una delle partite più belle della mia carriera calcistica. Ricordo che Zidane non era potuto scendere in campo, così il mister aveva schierato contemporaneamente me, Del Piero ed Inzaghi. A ripensarci, una decisione molto coraggiosa da parte di Carlo Ancelotti. Anche se alla fine non abbiamo festeggiato il titolo, la mia doppietta non potrà mai togliermela nessuno. Così come non si potrà mai cancellare quella grande vittoria e il suo significato che ancora oggi ha in me a distanza di molti anni".
Nei tuoi due anni alla Juve arrivarono due cocenti delusioni. Quale fu la peggiore?
"Senza dubbi quello del finale di Perugia, ero molto triste perché meritavamo di vincere quel titolo. Oltre ad esser stati in testa per quasi tutto il campionato, giocavamo un calcio migliore di tutte le altre squadre. Ho ancora brutti ricordi associati a quel giorno, noi giocavamo in trasferta e dovevamo gestire un vantaggio di due punti sulla Lazio che giocava all'Olimpico. Ancor oggi sostengo che quella partita non doveva esser giocata, perché il campo era pieno d'acqua. Ma l'arbitro del match, Collina, decise comunque di disputare il match e alla fine la Juve perse per 1-0".
Si ringrazia Darko Kovacevic per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.
Direttore: Claudio Zuliani
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