ESCLUSIVA TJ - Carlo Volpi (Agente Sturaro): "Stefano è come l'araba fenice. E' un pupillo di Paratici. Il suo sogno è quello di..."

ESCLUSIVA TJ - Carlo Volpi (Agente Sturaro): "Stefano è come l'araba fenice. E' un pupillo di Paratici. Il suo sogno è quello di..." TuttoJuve.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
martedì 19 maggio 2015, 10:30Primo piano
di Mirko Di Natale

Il procuratore del calciatore bianconero Stefano Sturaro, Carlo Volpi, ha parlato in esclusiva con TuttoJuve.com per raccontare a trecentosessanta gradi il proprio assistito:

Ormai possiamo affermare tranquillamente che Stefano si è ambientato...

"Assolutamente, Sturaro si è ambientato proprio in funzione delle persone da cui è circondato. Si è ambientato con assoluta facilità grazie all'intelligenza del gruppo, grazie anche alla bravura dei ragazzi più anziani e di quelli più giovani. Ha conosciuto meglio la città e la vive in maniera entusiasta con la propria ragazza. Le condizioni poi fanno la differenza: è un anno questo dove gira tutto al meglio, quando i risultati ci sono e il morale è alto. E la cosa più bella è che anche quando sei in panchina il morale è alto poichè non fanno la differenza i quattordici-quindici che giocano abitualmente, ma sono le persone che remano nella stessa direzione a farla. Poi, certo, arriveranno i verdetti ma comunque vada questa è una stagione me-ra-vi-glio-sa".

Quando ha saputo che avrebbe anticipato di sei mese il suo approdo in bianconero, quale sono state le reazioni che ti ha comunicato il calciatore?

"Faccio una piccola premessa: Stefano è un pupillo di Paratici da almeno quattro anni, dai tempi dell'operazione Boakye. Una delle prime scelte di Fabio (Paratici ndr) era proprio quella di inserire nella trattativa Sturaro, ma il Genoa rifiutò. E pensa che durante il Genoa-Juventus dello scorso campionato, le sue qualità colpirono molto l'allora tecnico bianconero Conte. Ma ti dico l'esatta verità: il suo input era quello di voler restare a Genova per provare a fare un anno da titolare o provare a giocare il più possibile sotto la guida di Gasperini, che lo conosceva di più rispetto alla Juventus. L'accordo era questo con Paratici e Zarbano e abbiamo provato questa soluzione; ma quando abbiamo parlato con il ds bianconero a dicembre e abbiamo espresso la possibilità di portarlo alla Juve in maniera anticipata già a gennaio, c'erano grossi problemi nel centrocampo della Juve. Il ragazzo aveva il dubbio di andare in una squadra che andava a mille, ma l'intervento risolutore è stato quello di mister Allegri che lo ha rassicurato e gli ha dato delle garanzie - non quelle di giocare, preciso -, di trovare spazio se si presentava con il piglio giusto. Quando ha capito che il campo poteva essere lo specchio per poter esprimere le sue doti, ha detto di volerci andare. Non deve dimostrare niente a nessuno e deve fare solo le cose che è abituato a fare".

Quale è stato l'impatto che ha vissuto dal passaggio da Genova a Torino?

"E' capitato nella stagione giusta. C'erano tanti punti interrogativi come quello di passare da una "famiglia", il Genoa, ad un ambiente totalmente nuovo come ultimo arrivato. E loro lo hanno fatto sentire parte del gruppo fin da subito. Sai cosa gli manca? A Torino non c'è il mare! (ride ndr). Ma bisogna anche dire che Stefano era abituato ad avere una conoscenza con i tifosi quasi personale, dove al campo di allenamento "Signorini" c'erano circa duecento persone a guardare gli allenamenti mentre la Juve significa tutto, significa Italia. E non è stato facilissimo, perchè è un ventiduenne molto riservato che non ama le luci della ribalta ma quando sei in un ambiente pieno di campioni tutto cambia. Accolgono tutti i giovani nella stessa maniera, mi han detto che hanno fatto lo stesso, per citarti due nomi, con Coman e Pogba quando è arrivato a Torino. Per intenderci, non fanno figli e figliastri. Ti posso, inoltre, dire quale è stata una delle sue tante forze".

Quale?

"E' sempre stato da sempre un ragazzo strutturato ed è stato forgiato dagli infortuni, ne ha avuti tanti che hanno consolidato quella che è la sua mentalità attuale. A Modena si ruppe il crociato posteriore e solo da quelle situazioni che vedi la crescita poichè è facile entrare in quella spirale di pessimismo. Da ogni infortunio, come ne parlavo con suo padre, lui ritornava sempre più forte e più convinto. Posso dirti anche altre cose, ad esempio che è il classico ragazzo che quando fa i campus si diverte più lui dei bambini ed uno dei suoi sogni è proprio quello di riuscire a crearne uno a Sanremo magari affiliandolo con la Juve. Quando aveva sedici anni, i top club inglesi erano interessati a rubacchiare Stefano e a proporgli il primo contratto da professionista, ma ha fatto la scelta di rimanere in Liguria e questo lo ha fatto maturare poichè credeva nella possibilità di giocare con la prima squadra del Grifone. E gli obiettivi li ha centrati, perchè adesso gioca nella rosa della squadra più importante d'Italia. Non molla mai in un gruppo che non molla mai".

Ha già imparato qualche trucco del mestiere da mostri sacri come Pirlo?

"Secondo me sì. Ci lavora insieme ogni giorno ed è una spugna. Si è trovato accanto grandi campioni e cerca di emularli non per copiarli, ma per apprendere e migliorare sempre di più il proprio stile osservando quello dei compagni più forti".

Ti ha parlato dell'emozione di esordire in Champions League contro il Real Madrid campione d'Europa e del Mondo di Cristiano Ronaldo?

"Sinceramente, quella sera abbiamo parlato di tutto tranne che del suo esordio. Guardavamo fuori dal suo appartamento la piazza dove c'è il Palazzo Reale ed era una serata piacevolissima, ma era tutto chiaro. I liguri sono di poche parole e non si autocelebrano, ha manifestato la sua idea di buttare fuori il Real Madrid ma non mi ha proprio parlato della sua prestazione. L'unico accenno che mi ha voluto fare è stato il suo salvataggio sul colpo di testa di James, ma non me ne ero accorto e pensavo fosse stato il colombiano a sbagliare. Se ne è preso i meriti e aveva ragione lui".

Tanti lo definiscono simile a Gennaro Gattuso, per te è così?

"Conosco da sempre il giocatore, ha rispetto e apprezza tutti ma lui è Stefano Sturaro. Credo che gli accostamenti non siano giusti; Gattuso è stato un grandissimo campione che ha vinto tutto, Stefano è un'altra persona anche come calciatore e lui si sente esclusivamente se stesso. Pensa parlavo con un ds inglese e mi diceva che lui lo vedrebbe giocare alla Gerrard, mentre il suo dg Zarbano, uno di quelli che ha contribuito a renderlo come è oggi, mi diceva che lo vedeva simile a Thiago Motta quando era tranquillo e sereno in allenamento. Come vedi, ognuno dice la sua e stiamo parlando dell'eccellenza europea".

Infine mi piacerebbe conoscere un tuo parere: secondo te la Juve vincerà entrambe le finali?

"Non sono bravo con i pronostici, anche perchè poi mi additano come gufo (ride ndr). Ti dico solo che comunque vada, per la Juve, sarà un successo. Lo penso perchè vedere la Juve a Berlino era del tutto inaspettato, ma il lavoro ha ripagato".

Il calcio è una scienza inesatta...

"Esatto ed è questo il bello. Ma l'unica scienza esatta che conosco è la sconfitta a Fifa contro Stefano. Nonostante scelga squadre top e lui prenda quelle più deboli, non c'è niente da fare... Perdo sempre!".

 

Si ringrazia Carlo Volpi per la simpatia e la disponibilità dimostrata.