ESCLUSIVA TJ - Bove esalta Locatelli: "E' il top, un talento puro, in vent'anni di carriera non ho più trovato un ragazzo così. Ha la stessa eleganza di quando era bambino, sulla Juve..."

27.10.2021 11:30 di Mirko Di Natale Twitter:    vedi letture
ESCLUSIVA TJ - Bove esalta Locatelli: "E' il top, un talento puro, in vent'anni di carriera non ho più trovato un ragazzo così. Ha la stessa eleganza di quando era bambino, sulla Juve..."
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

La redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, l'osservatore per la provincia di Bergamo, Cremona e Mantova per l'attività base del Milan, Lucio Bove, per parlare del Manuel Locatelli conosciuto da ragazzino e non solo:

Il giocatore più atteso di Juventus-Sassuolo, ovviamente, non può che essere Manuel Locatelli. Sei ancora stupito del suo talento? D'altronde, qualche tempo fa, raccontavi a Sportweek di esserlo rimasto ai tempi che lo hai allenato.

"L'ho allenato nel periodo in cui è nato il talento, infatti le sue giocate non erano frutto dei nostri insegnamenti. Attualmente vedo la stessa eleganza di cui parlavamo nel settore giovanile del Milan, nella visione di gioco e in altre qualità era già più avanti degli altri. Penso che un po' prima dell'Europeo sia avvenuta la sua esplosione, è normale che dopo la maturazione possa confrontarsi con una realtà come quella della Juventus".

Pensi che sia arrivato alla Juventus nel momento giusto?

"Non lo so, però in questo momento possiede una grande opportunità da sfruttare. Indipendentemente da tutto, per un giovane della sua età è estremamente importante poter trovare spazio nell'undici di partenza di una squadra come la Juventus".

Già da bambino vi aveva stupito, anche mister De Vecchi ci sottolineava che più lo metteva in difficoltà e più riusciva a fare bella figura. Facevi lo stesso anche te?

"No, semplicemente perché non c'era bisogno di spiegargli nulla. Manuel capiva subito e lo riproduceva senza problemi, mi riferisco al fatto che spesso e volentieri riusciva a risolvere da solo le situazioni di gioco. Nelle giocate si intravedeva proprio il talento puro, nel periodo in cui lo abbiamo intercettato noi allenatori siamo riusciti a donargli qualcosa per farlo fiorire. Pur lavorando ancora nei settori giovanili di tutta Italia, ad oggi, non vedo la stessa eleganza e visione di gioco di Manuel. La giocata di Italia-Svizzera, quella del secondo gol, già era in grado di riprodurla da bambino".

Non credo sia una dichiarazione che si fa tutti i giorni. O sbaglio?

"Ho girato tutta la penisola, non ne ho visti di quel talento. Il top è Manuel, in questi vent'anni di carriera non ho ancora trovato un giocatore così. E mi prendo le responsabilità di quello che sto per dire: in questo momento nei settori giovanili dilettantistici e professionistici, nell'attività di base, non esiste un ragazzo del genere. E ne ho viste di squadre. La stessa naturalezza ed eleganza le rivediamo oggi in campo. Lui aveva una capacità di risolvere i problemi a dieci anni impressionante, spesso mi chiedevo come facesse. Sì c'era un po' di immaturità, ma a Sassuolo è definitivamente sbocciato".

E penso già mostrasse il lancio lungo che si vede nella Juventus.

"Esatto, già lo si vedeva. Giudicarlo oggi è un po' precoce, perché ci vuole un adattamento dal Sassuolo a Torino. Nel momento in cui si troverà un equilibrio, vedrete che farà ancora meglio. Forse un paio d'anni fa era più ageovlato nel sistema Juve, al contrario di adesso che potrebbe incontrare qualche difficoltà. E' solo questione di tempo".

Però non è meglio essere alla Juve oggi? Il centrocampo bianconero di un paio d'anni fa era più forte di quello attuale, forse avrebbe incontrato lì le difficoltà di cui stai parlando.

"Sì, forse poteva essere più oscurato. Però sono sicuro che il suo talento sarebbe venuto fuori ugualmente, perché è davvero bravo. Nella Juventus di centrocampisti titolari a 23 anni se ne sono visti davvero pochi, a parte Chiesa e qualcun altro. Chapeau".

Caratterialmente è sempre stato timido e riservato?

"Per me la sua forza è la famiglia, è talmente coesa ed unita che lo sostengono in tutto e per tutto. Ho sempre avuto stima di loro, indipendentemente dalle scelte effettuate. Manuel è sempre tranquillo, sereno, composto, ma in campo si trasformava con quell'agonismo puro e trasmetteva una grande personalità. Con me è sempre stato molto educato, per me non era completamente a conoscenza delle sue qualità. Se ne è reso conto strada facendo, con i tre mister che ha avuto. A Bergamo con me ha sempre fatto molto bene".

E' più mezz'ala o più regista nel centrocampo? Che ruolo dovrebbe ricoprire?

"Potrebbe giocare in entrambi i ruoli, ma bisogna capire come diventa partecipe nell'impostazione di gioco. Non è un gran corridore, a parte l'inserimento fatto nell'Europeo, è un ragazzo che vuole la palla sui piedi e sa giocare a calcio. Più avanti andrà e più arretrerà da play, adesso per fare un po' di esperienza è abile nel mezzo. Nella Juve, oltre che alla sua crescita, dovrà convivere con la forte pressione, ma è sempre stato abituato. Ci ha vissuto una vita, soprattutto con le scelte fatte. Quando a Milano gli hanno detto che era finita, si è rimboccato le maniche ed è partito da zero a Sassuolo. E aveva solo vent'anni, per cui tutti i sacrifici fatti sono stati ripagati. Ora sta a lui continuare su questa strada".

Si ringrazia Lucio Bove per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.