ESCLUSIVA TJ - Birindelli su Chiellini: "Aveva l'affettatrice al posto del piede, sarà un grande dirigente. Juve? Voto 6 di fiducia. Raspadori per l'attacco, sul centrocampista..."

13.05.2022 13:30 di Mirko Di Natale Twitter:    vedi letture
ESCLUSIVA TJ - Birindelli su Chiellini: "Aveva l'affettatrice al posto del piede, sarà un grande dirigente. Juve? Voto 6 di fiducia. Raspadori per l'attacco, sul centrocampista..."
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La redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, l'ex calciatore bianconero dal 1997 al 2008, Alessandro Birindelli, che in esclusiva ai microfoni di TuttoJuve.com analizza gli ultimi avvicendamenti in casa Juve e non solo:

Era dal 2011 che la Juventus non terminava una stagione senza vincer nulla. Quale è il tuo giudizio sulla stagione?

"E' stato l'epilogo di una stagione non felice, un po' quasi tutti si erano attaccati alla Coppa Italia come ancora di salvataggio. Purtroppo è andata male. La partita, in sé, è stata equilibrata, con occasioni da ambedue le parti, con qualche episodio arbitrale così e così. La Juve sembrava in grado di gestire il risultato nella maniera giusta, poi ci sono stati dei cambi che hanno abbassato la squadra. L'Inter, da grande squadra quale è, ne ha approfittato".

La Juve del passato, probabilmente, sarebbe riuscita a difendere il risultato. Non è che manca un po' troppa qualità in questa squadra?

"Ho sempre avuto l'impressione che iniziasse le partite in un modo e le concludesse in un altro. La qualità c'è, l'intensità anche, ma poi basta cambiare due o tre interpreti e diventa tutto diverso. E' stata una Juventus così altalenante per tutta la stagione".

Mi dicevi poc'anzi che l'arbitraggio è stato un po' così e così. Quale è, dunque, la tua valutazione?

"L'arbitraggio non è stato sufficiente per una partita così importante, gli sbagli sono stati grossolani nonostante l'ausilio dello strumento tecnologico. Al di là degli episodi, però, qualcosa in campo è mancato. Mi soffermerei, a qualche ora di distanza, su più questo aspetto".

Come è vissuta dall'ambiente bianconero questa stagione di insuccessi?

"Male, molto male. Perché in questi anni, l'ambiente si è abituato a lottare per i trofei più importanti. E quando non riesci ad esser competitivo, sale in cattedra la frustrazione. Però, nulla è perduto: l'anno prossimo la Juve avrà la possibilità di poter tornare a vincere".

Anche se mancano due partite alla fine della stagione, quale è il tuo voto alla squadra?

"Sei di fiducia per una partenza a tutto gas il prossimo anno. Il mio voto tiene conto del periodo vissuto, degli infortuni avuti, della partenza di Ronaldo a stagione già iniziata e dell'ambientamento dei nuovi. Mi piacerebbe vedere ai nastri di partenza un club con idee chiare, un gruppo di lavoro composto da staff e giocatori già rodato e in grado di cominciare bene il nuovo anno".

Credi che salterà qualche testa? Qualche giocatore o dirigente importante potrebbe presto fare le valige?

"Su questo non so cosa dire, credo che la società abbia ben chiaro quali saranno le cifre da poter spendere e l'equilibrio che si dovrà creare tra entrate ed uscite. Non si parlerà solo di una questione tecnica, ad influire maggiormente sarà il bilancio".

Sulle cifre da poter spendere, ti aspetti dei colpi importanti in entrata?

"Non credo, a meno che non si trovi un incastro in particolare. Come è successo con Vlahović lo scorso inverno. La sensazione, ascoltando le interviste dei dirigenti bianconeri, è che non ci saranno colpi ad effetto. Tutto dipenderà dalle opportunità che il mercato sarà in grado di presentare".

Da tifoso della Vecchia Signora, c'è un giocatore in particolare che vorresti vedere a Torino?

"Partendo dalla difesa, la Juventus sembra abbastanza coperta. C'è Danilo come jolly, de Ligt e Bonucci sono affidabili, arriverà Gatti che probabilmente prenderà il posto di Chiellini. Ci sono alternative importanti, per cui non mi aspetto grandi cose. Per caratteristiche, ad esempio, manca uno come Raspadori. Mi piacerebbe vedere un giocatore italiano diventare un leader della squadra insieme ai vari Vlahović, Chiesa e tutti gli altri".

Però abbiamo sempre detto che a centrocampo c'è bisogno di nuova linfa. Due nomi poco impegnativi: più Pogba o più Milinkovic-Savic?

"Sarebbero due grandi upgrade per questo centrocampo. Pogba è un giocatore fantastico per imprevedibilità, giocate, molto duttile in campo, mentre Milinkovic-Savic è il centrocampista moderno in grado di difendere e attaccare nello stesso momento. Al di là del loro valore, penso ci sia una differenza: il primo ha vinto tanto e l'ho visto poco motivato nelle ultime uscite, il secondo invece vorrebbe cominciare a vincere dei trofei. Poi, chiaramente, sarà la società a fare la scelta giusta, si confronterà e capirà quale dei due potrebbe essere più adatto al progetto".

Nella conferenza stampa prima di Juventus-Inter, Chiellini ha citato anche il tuo nome tra i mentori avuti per apprendere al meglio l'identità bianconera. Ti aspettavi questo tipo di decisione da parte sua?

"Onestamente no, pensavo concludesse anche l'altro anno di contratto con la Juventus. Ha voglia di intraprendere una nuova esperienza, Giorgio vorrà perfezionare la lingua e conoscere i segreti di un calcio sempre più in espansione come quello oltreoceano. Questo tipo di esperienza gli potrà servire in futuro, per questo il discorso da dirigente sarà soltanto rimandato di qualche mese".

Che tipo di dirigente sarà Giorgio Chiellini?

"Lo immagino uguale a suo fratello, che adesso sta facendo molto bene a Pisa. Sono persone in possesso di un aplomb quasi inglese, da lord, colte e molto preparate. Potrebbe seguire il percorso di Claudio, quindi cominciare dal basso e arrivare fino all'U23. Il 'Chiello' è sempre stato molto attento allo scouting, agli altri campionati, è un conoscitore di calcio a 360°. Per me è già in grado di intraprendere questa nuova professione".

Come era il primissimo Giorgio Chiellini che hai conosciuto?

"Era già impressionante a livello di voglia e di mentalità, gli dicevamo avesse l'affettatrice al posto del piede (sorride ndr). Era molto rigido, poi col tempo si è sciolto. Lo passavo a prendere a Livorno, quindi condividevamo il viaggio per andare a Torino. Ha sempre avuto una passione sconfinata e una cattiveria solo a livello agonistico, in allenamento non si è mai rilassato mezzo secondo. Questo gli ha permesso di arrivare a grandissimi livelli".

Chi sarà la nuova generazione che prenderà il posto di Chiellini, Bonucci e gli altri senatori bianconeri?

"Come giovani vedo bene il Locatelli di turno, Chiesa che fin da subito si è messo in evidenza manifestando una forte juventinità, de Ligt che è un giovane vecchio e Vlahović che è l'attaccante del futuro. Secondo me saranno loro i tre o quattro riferimenti per questa nuova generazione".

Si ringrazia Alessandro Birindelli per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.