ESCLUSIVA TJ - Ariaudo: "Quanti ricordi con la Juventus: Nedved stakanovista, Camoranesi e Del Piero fuori dal normale. E su Chiellini e Buffon..."

ESCLUSIVA TJ - Ariaudo: "Quanti ricordi con la Juventus: Nedved stakanovista, Camoranesi e Del Piero fuori dal normale. E su Chiellini e Buffon..."TuttoJuve.com
© foto di Federico De Luca
martedì 28 aprile 2020, 13:14Primo piano
di Luca Cavallero

"Ricordo bene il mio esordio con la prima squadra della Juventus: era nel trofeo "Città di Saragozza" contro il Real Saragozza in amichevole estiva: entrai al posto di Boumsong e me la cavai in marcatura contro Diego Milito. Da lì in poi mister Ranieri cominciò a prendermi sempre più in considerazione". Questo un passaggio dell'intervista esclusiva di Tuttojuve.com a Lorenzo Ariaudo, che lascia trapelare tutto quanto il suo attaccamento, quasi sanguigno, con la Juventus. Perchè nel corso della propria carriera si è legittimamente professionisti e si dà il tutto per tutto per la propria squadra di riferimento, ma dodici anni in bianconero - dal 1998 al 2010, tra Settore Giovanile e prima squadra - non si dimenticano facilmente.

Lorenzo, partiamo dal presente: come vi siete organizzati con il Frosinone per gli allenamenti da quando è cominciato il lockdown?

"E' un periodo strano, diverso rispetto a tutto quello che abbiamo vissuto e assolutamente senza precedenti. Il nostro staff si è organizzato fin da subito: ci alleniamo tutti i giorni seguendo un programma di allenamento apposito, sotto la supervisione del nostro staff collegato con noi via zoom: non è la stessa cosa rispetto al solito, però manteniamo alta la condizione atletica".

Come si fanno a trovare motivazioni concrete, con un campionato che non si sa se ricomincerà oppure no?

"Parlo da atleta: se non facciamo qualcosa tutti i giorni è difficile. A livello personale sento sempre l'esigenza di allenarmi tutti i giorni e mantenere costante la mia condizione atletica. Poi il campionato può ricominciare da un momento all'altro, per cui bisogna farsi trovare pronti".

Venendo invece ai tuoi trascorsi alla Juventus dodici anni sono un ciclo sportivo (e di vita) importante: quanto ti ha segnato questa esperienza a livello complessivo?

"Tantissimo. Basti pensare che quando arrivi la prima cosa che ti dicono è che sono interessati a formare prima uomini, poi solo successivamente calciatori. A livello di Settore Giovanile ti mandavano tanto di lettera in cui ti dicevano di presentarti a modo, con i capelli pettinati! Sono arrivato alla Juventus quando avevo 9 anni e avevo cominciato attaccante: ero reduce da una stagione con la Cbs Milan, club dilettantistico piemontese, di 50 gol. Piano piano hanno iniziato a spostarmi dietro, fino ad una prima svolta: una partita accadde infatti che all'ultimo mancò il nostro terzino sinistro. Il mister chiese chi volesse giocare al suo posto in quel ruolo e io dissi di essere disponibile: giocai bene e da lì in poi non fui più spostato. Sono diventato difensore centrale poi successivamente in Primavera, con mister Schincaglia e Chiarenza".

Quali allenatori pensi abbiano inciso di più sulla tua formazione nei tuoi dodici anni di Juventus?

"Praticamente tutti. Cito nello specifico Gianluigi Gentile, Scarrone, Alunni e Maddaloni".

Ad un certo punto sei diventato un caposaldo fisso nel giro della prima squadra: ricordi ancora la prima chiamata e il tuo esordio? Che emozione è stata?

"Lo ricordo molto bene: era il 2007 e fui aggregato alla prima squadra per il "Città di Saragozza" contro il Real Saragozza. Gli spagnoli erano una squadra forte: c'erano Diego Milito, Pablo Aimar e Ricardo Oliveira tanto per intenderci. Ad un certo punto mister Ranieri si girò verso di me e mi disse: "Ariaudo entra". Feci il mio ingresso al posto di Boumsong e giocai discretamente bene. Da lì in poi fui richiamato con sempre più frequenza".

Quali sono i giocatori con cui legasti di più?

"Legrottaglie mi prese subito in simpatia e sotto la sua ala protettiva. Poi Tiago: prima dell'esordio in campionato con la Lazio mi prese da parte e mi disse che tra il giocare in Primavera e in prima squadra non c'era nessuna differenza perchè ero forte e non dovevo temere nulla. Mi sono portato le sue parole dietro per tutta quanta la mia".

Hai condiviso allenamenti, partite e stagioni al fianco di campioni del mondo come Buffon, Camoranesi, Del Piero e Cannavaro, a palloni d'oro come Nedved e a fuoriclasse assoluti come Trezeguet e Chiellini: cosa ti ha colpito di più di loro a livello umano?

"Persone molto umili e dedite al lavoro. Molto disponibili e per nulla vanitose: spesso i grandi giocatori hanno questo tipo di comportamento, rispetto magari ad altri un po' più secondari".

E da chi sei rimasto più sorpreso in allenamento?

"Nedved era davvero incredibile: arrivava prima degli altri e andava in palestra, si allenava con un'intensità incredibile e non mollava mai, proprio come se non avesse mai vinto il Pallone d'Oro. Poi vabbè: Camoranesi e Del Piero erano qualcosa di unico".

Dei tuoi ex compagni sono rimasti in attività soltanto Chiellini e Buffon, con Nedved che nel frattempo è divenuto vice-presidente della Juventus. Nel caso dei primi due cosa ne pensi del loro rinnovo ormai imminente?

"Chiellini e Buffon sono due riferimenti importanti nello spogliatoio e la loro carriera si commenta da sola: finchè gambe e testa gli reggeranno potranno continuare a giocare ad alti livelli. In questo caso specifico penso che il loro rinnovo di contratto sia più che giusto".