ESCLUSIVA TJ - Alessio: «Juve da rifondare con intensità, gioco e tifo. Conte? Può tornare»

ESCLUSIVA TJ - Alessio: «Juve da rifondare con intensità, gioco e tifo. Conte? Può tornare»TuttoJuve.com
© foto di Luigi Gasia
venerdì 23 giugno 2023, 17:10Primo piano
di Marco Spadavecchia
Il vice di Conte alla Juve parla del momento del club e di un possibile ritorno di Antonio sulla panchina bianconera: «Ci sta fare il suo nome, anche oggi».

Angelo Alessio, dopo essere stato per anni vice di Conte, anche alla Juve, come giudica il momento dei bianconeri?
«C'è da ripianare un grosso debito ed è quindi giusto parlare di ridimensionamento. Saranno inevitabili rinunce ad alcuni giocatori. E sarà importante ridurre il monte ingaggi. Si tratta di tappe obbligate da parte della Juventus. Si cercherà in tutti i modi di allestire, comunque, una squadra competitiva». 

Giuntoli è l'uomo giusto per ripartire?
«La Juventus ha bisogno di strutturarsi già da tempo. E mi auguro che riesca a farlo presto con Giuntoli. Penso sia l'uomo giusto, ha lavorato bene dove è stato e non solo a Napoli».

Aspettando Giuntoli, la Juve è già in ritardo?
«Per il momento parliamo di un dirigente ancora sotto contratto con il Napoli, non so per quanto. Il debito della società resta e alcune mosse sono già state fatte senza di lui. Per il resto servirà vendere bene e fare scommesse vincenti».

Lei arrivò con Conte e Carrera dopo Delneri e l'insediamento di Marotta. Oggi un nuovo diesse potrebbe portare a un cambio in panchina?
«Oggi è un momento differente. Allegri ha due anni di contratto a cifre importanti e non credo che il ridimensionamento possa partire da un cambio in panchina».

Molti tifosi invocano lo spirito di quella Juve di cui lei è stato vice. Quale fu la ricetta allora?
«Antonio fece tanto in quel momento ma non dimentichiamo che in squadra c'erano giocatori importanti come Buffon, Chiellini, Bonucci, Barzagli, Marchisio e Del Piero. Uno zoccolo duro importante che andava allenato e stimolato insieme a innesti come Pirlo e Vidal. Conte ci riuscì trovando una chiave di volta anche attraverso il cambio di modulo. La medicina poi fu quella dei risultati, oltre all'agonismo e all'intensità. Partimmo forte in quella stagione anche spinti dal tifo del nuovo Stadium. Ricordo lo stadio pieno e una società molto forte e vicina alla nostra panchina. Si creò quell'alchimia perfetta per vincere tre anni di seguito e lasciare una squadra capace di farlo anche dopo grazie a quella spinta. Allegri fu poi bravo a portare avanti il lavoro, anche con l'innesto di giocatori di spessore. Oggi vedo spalti vuoti e penso che la prima cosa da fare sia proprio riconquistare il pubblico. I tifosi vogliono di più, vedremo se la Juve saprà dare quello che tutti si aspettano».

Di quella Juve oggi sembra mancare molto, tra cui proprio l'entusiasmo del pubblico. 
«È la squadra che trascina il pubblico, che però ti sorregge fino a un certo punto. Ci sta la contestazione quando arrivano prestazioni non all'altezza della Juventus. La Juve dovrà rifondarsi ritrovando intensità, gioco e soprattutto l'entusiasmo del tifo, componenti che in questi due anni sono mancate».

Allegri è l'uomo giusto per riportare la squadra a vincere? 
«Ha saputo vincere in passato. Lo scorso anno sono mancati giocatori perno della squadra come Pogba, Paredes, Di Maria, Chiesa e anche Vlahovic. È stata un'annata particolare, sfortunata per alcuni aspetti. Allegri conosce bene l'ambiente e credo sappia dove andare a incidere».

Cosa pensa della voci sulla partenza di Chiesa?
«Non giocare la Champions potrebbe pesare per alcuni giocatori. Chiesa rischia di partire e non penso sia solo un problema di gioco o di rapporti con il tecnico. Conteranno molto i fattori economici del club. Mi auguro che la Juve possa ripartire dai suoi giocatori migliori e Chiesa è certamente uno dei più importanti».

Si torna a parlare di Conte per la panchina. Si può escludere un suo ritorno?
«Non credo che ci sarà un cambio in panchina a breve, ripeto. Forse in futuro. Antonio ha fatto la sua carriera alla Juve da capitano e l'ha guidata in panchina per tre stagioni straordinarie. Perché non tornare, un giorno, per finire il lavoro magari vincendo una coppa europea, anche la Champions? Penso che ci stia accostare il nome di Conte alla Juve, anche in un momento come questo e indipendentemente se la cosa andrà in porto o meno».