L'eredità di Comolli e Giuntoli pesa come non arrivare in Champions
"Dobbiamo costruire una squadra che deve cercare di ottenere risultati importanti, sapendo le difficoltà che ci possono essere, da dove siamo partiti e dove dobbiamo arrivare". Giovanni Carnevali ha un puzzle difficile da mettere insieme. Perché non ha risorse illimitate, tutt'altro. "Abbiamo varie trattative in corso e abbiamo tempo. Dobbiamo pensare, riflettere e fare le cose senza frenesia. Ogni giorno che passa si costruisce qualche cosa".
L'eredità di Giuntoli
È evidente che il momento della Juventus si specchia su quello che ha fatto Cristiano Giuntoli due anni fa. Di Gregorio impossibile da cedere, le plusvalenze potrebbero essere Bremer, Kalulu e Thuram, tre che dovrebbero essere confermati a ogni costo. Cambiaso rimasto dopo che il Barcellona lo aveva richiesto, ma poi tutti gli altri: Kelly, Koopmeiners, Douglas Luiz, tutta le NextGen depredata. Sono giocatori che fermano il mercato: olandese e brasiliano sono intorno ai 20 milioni annui lordi a testa. Kelly non ha fatto male ma nemmeno troppo bene. Non sarebbe una risorsa economica straordinaria.
E quella di Comolli
Ancora peggio, se possibile, il francese. Con lui non c'è stata la qualificazione alla Champions ma in compenso ha preso Jonathan David - 12 milioni di euro lordi annui più 2,5 di ammortamento - e Openda, che è intorno ai 18. Trenta milioni solo per i due attaccanti, mentre Conceicao è stato pagato 30 e passa milioni ed è difficile fare una plusvalenza importante. Di fatto, solo con quattro giocatori importanti ma fuori dal progetto, la Juve spende 70 milioni annui. Gli stessi che potevi garantirti con la Champions.
Direttore: Claudio Zuliani
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