Il Quinto elemento - Difese blindate e attaccanti sotto esame
Juventus-Milan è già una sfida dal peso specifico elevato, entrambe le squadre hanno conquistato sei punti nelle prime due giornate e cercano una vittoria capace di rafforzare immediatamente ambizioni e convinzioni. Luciano Spalletti può diventare il secondo allenatore consecutivo, dopo Igor Tudor, a vincere le prime tre partite di campionato sulla panchina bianconera. Ruben Amorim, invece, in caso di successo entrerebbe in un ristretto gruppo di tecnici capaci di iniziare la propria esperienza al Milan con tre vittorie in Serie A.
La difesa della Juventus alla prova del Milan
La solidità arretrata è stata il punto di partenza della Juventus. Dopo l’1-0 contro il Frosinone e il 2-0 ottenuto contro il Parma, i bianconeri non hanno ancora incassato reti. Un terzo clean sheet consecutivo permetterebbe alla squadra di eguagliare la partenza del 2024/25, quando il primo gol subito arrivò soltanto alla settima giornata. Anche i precedenti contro il Milan confermano la forza del muro juventino. La Juventus ha mantenuto inviolata la propria porta nelle ultime sei sfide di campionato con i rossoneri. Solamente nel 2016, contro il Palermo, i bianconeri riuscirono a costruire una serie più lunga contro una singola avversaria, arrivando a nove partite senza subire gol. Bremer sarà ancora il punto di riferimento della linea, con Kalulu e Lucumí chiamati a garantire attenzione negli anticipi e nelle coperture. Davanti a Vicario servirà però una prestazione impeccabile: il Milan possiede giocatori capaci di trasformare anche una piccola disattenzione in un’occasione decisiva.
La storia recente invita alla prudenza. Quattro degli ultimi cinque confronti tra Juventus e Milan sono terminati 0-0, comprese le due partite più recenti. Una sequenza che racconta equilibrio, ma anche la difficoltà delle due squadre nel trovare spazi contro difese particolarmente organizzate.
Il centrocampo e l’esame Douglas Luiz
Il secondo punto riguarda la zona centrale, probabilmente il settore nel quale si deciderà il controllo della partita. Senza Khéphren Thuram, la Juventus perde corsa, strappi e capacità di superare la pressione attraverso le conduzioni. Manuel Locatelli dovrà assicurare ordine ed equilibrio, mentre Douglas Luiz è chiamato a dare una risposta importante. Il brasiliano possiede qualità tecniche indiscutibili, ma contro il Milan dovrà dimostrare di poter diventare un riferimento anche nelle partite più difficili. Spalletti ha bisogno di un centrocampista capace di chiedere il pallone, dirigere la manovra e accompagnare l’azione offensiva. Non basterà gestire il possesso: Douglas Luiz dovrà aumentare ritmo e intensità, evitando di concedere spazio alle ripartenze rossonere.
Un dato evidenzia una possibile soluzione offensiva. Nessuna squadra ha tentato più conclusioni dalla distanza della Juventus nelle prime due giornate: 18, come il Sassuolo. Il Milan, al contrario, si è fermato a cinque. La capacità di Locatelli e Douglas Luiz di calciare da fuori potrebbe risultare preziosa contro una difesa chiusa.
Le assenze pesano sulle scelte di Spalletti
La Juventus arriva al primo vero esame stagionale in condizioni tutt’altro che ideali. L’assenza più pesante è quella di Kenan Yildiz, il giocatore dotato della maggiore capacità di inventare negli ultimi metri. Senza il talento turco, la manovra rischia di diventare più prevedibile. Manca anche Thuram, elemento fondamentale per la fisicità del centrocampo. Non saranno disponibili neppure Cabal ed Ekhator, mentre le condizioni di altri giocatori hanno obbligato Spalletti a gestire con attenzione avvicinamento e carichi di lavoro. Le defezioni limitano soprattutto le possibilità di cambiare la partita dalla panchina. La Juventus ha costruito una rosa più profonda, ma affrontare il Milan senza alcuni elementi centrali del progetto rappresenta un ostacolo concreto. Proprio per questo servirà una risposta collettiva. Le grandi squadre devono riuscire a mantenere identità e competitività anche quando vengono meno alcuni titolari. La partita offrirà quindi una prima indicazione sulla reale profondità dell’organico bianconero.
I pericoli del Milan: Gonzalo Ramos e l’ex Rabiot
La retroguardia juventina dovrà prestare particolare attenzione a Gonzalo Ramos. L’attaccante portoghese offre presenza dentro l’area, forza fisica e capacità di attaccare la profondità. Lasciargli spazio nei sedici metri potrebbe diventare fatale. Il pericolo più suggestivo, però, è rappresentato da Adrien Rabiot. Il francese conosce perfettamente lo Stadium, l’ambiente bianconero e diversi giocatori della Juventus. Nella precedente trasferta contro il Torino ha realizzato un gol e fornito un assist, confermando di poter incidere anche negli ultimi metri. Rabiot potrebbe diventare il primo giocatore straniero a segnare in una sfida tra Juventus e Milan indossando entrambe le maglie. Negli ultimi dieci anni ci sono riusciti, complessivamente, soltanto due italiani: Manuel Locatelli e Leonardo Bonucci.
Per fermarlo servirà attenzione sui suoi inserimenti senza pallone. Il francese è particolarmente pericoloso quando parte alle spalle dei centrocampisti e arriva in area con i tempi giusti. Limitarlo significa impedire al Milan di creare superiorità nella zona centrale.
Kolo Muani e Woltemade devono dare un segnale
La Juventus è partita con due vittorie, ma il contributo degli attaccanti deve ancora crescere. La squadra ha realizzato tre gol, senza però ricevere molto dai propri centravanti. Contro il Milan servirà un cambio di passo. Randal Kolo Muani dovrebbe partire titolare. Il francese ha qualità, velocità e capacità di dialogare con i compagni, ma deve diventare più concreto. Alcune occasioni sprecate hanno aumentato la pressione: una rete in un big match sarebbe il modo migliore per sbloccarsi e conquistare definitivamente la fiducia dell’ambiente. Alle sue spalle scalpita Nick Woltemade. Il gigante tedesco offre caratteristiche differenti: può proteggere il pallone, lavorare da riferimento centrale e aggiungere centimetri dentro l’area. Spalletti gli chiede però di diventare maggiormente incisivo nella finalizzazione. Kolo Muani e Woltemade devono mandare un segnale. La Juventus non può dipendere soltanto dalle iniziative degli esterni o dalle conclusioni dalla distanza. Per competere ai massimi livelli servono i gol dei numeri nove, soprattutto nelle partite bloccate. Nico Gonzalez potrebbe rappresentare un’altra chiave. L’argentino ha partecipato a tre reti nelle quattro gare casalinghe disputate contro il Milan, con un gol e due assist. Dopo aver segnato al Parma, può andare a bersaglio in due presenze consecutive in Serie A per la prima volta dal giugno 2024.
Una partita che misura le ambizioni
Il Milan si presenta a Torino dopo due successi consecutivi e con una tradizione recente favorevole allo Stadium: è rimasto imbattuto in cinque delle ultime sei trasferte contro la Juventus, raccogliendo due vittorie e tre pareggi. Per i bianconeri sarà quindi necessario andare oltre l’emergenza. Difendere bene non sarà sufficiente: serviranno personalità a centrocampo, attenzione sui giocatori più pericolosi del Milan e maggiore concretezza davanti alla porta.
Juventus-Milan non assegnerà lo scudetto, ma potrà dire quanto le due squadre siano realmente pronte a competere. Per Spalletti è il primo esame di alto livello: superarlo significherebbe inviare un messaggio forte all’intero campionato.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
Editore TMW NETWORK s.r.l.
P.I. 02210300519Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 26208

