EDITTO JUVENTINO
Lo ricorderemo come il manifesto dello stile Juventus, perché quel discorso ai microfoni del post Atalanta-Juventus di Massimiliano Allegri volto a minimizzare se non ad annullare un episodio eclatante come quello del rigore non concesso ai danni di Madama, non è un semplice attestato di forza o una qualsiasi voglia di manifesta superiorità, ma la summa della filosofia della nuova Juventus, che si basa decisamente su umiltà, sacrificio, lavoro e, soprattutto, non cedere all'illusione che le difficoltà di una stagione perfetta a tinte tricolori siano finite con l'ovvia sottolineatura di come non sia un semplice episodio sfavorevole a consegnare uno scudetto dominato in lungo e in largo di una squadra sontuosa e che in Italia non ha rivali. Una vera e propria rasoiata alla superficialità, di quelli che pensano che si vada in campo pensando di poter vincere sempre 3-0 o giù per sù, e che magari si deprimono perché all'intervallo sono ancora sullo zero a zero, o peggio ancora, con la presunzione di avere già la testa alla Champions.
Ma quello di Madama, intendiamoci, è l'atteggiamento di chi vive letteralmente"su un altro pianeta", in una realtà parallela che fa a "cazzotti" con la realtà di turno, perché la cultura dell'alibi o del vittimismo alla ricerca dell'episodio-chiave che condiziona la partita, semplicemente non esiste in casa bianconera. Piuttosto si tratta di un editto promulgato soprattutto a uso e consumo della squadra, che in definitiva è l'unica cosa a interessargli veramente, perché è l'unica con la quale può permettere di conseguire le vittorie. L'illusione e il vittimismo creano superficialità e la superficialità crea l'orrore più che l'errore: lo step diretto verso l'inferno delle polemiche per i risultati che poi non arrivano.
Umiltà e freddezza: questi sono gli amuleti di Madama. Poi bisogna lavorare, e molto, sul campo di allenamento per amalgamare la squadra e che allo stesso tempo permette di adattare quel concetto tattico per valorizzare al meglio il talento che porta al raggiungimento di risultati straordinari, come quello della partita contro i blaugrana. Non si tratta di un puro concetto aleatori, ma di un'umiltà coltivata dal profondo che trova nella consapevolezza e nel sacrificio la più universale delle leggi dello sport: «Nessuno si ricorda di chi arriva secondo», e solo praticando umiltà e sacrificio si possono raggiungere risultati anche inaspettati.
Al di là del risultato di Bergamo, che può anche essere determinato da episodi favorevoli o sfavorevoli, quello che deve nascere nella trasferta atalantina è che si tratta di una Juventus che ha evidenziato ancor di più il solco differenziale che ha con le altre squadre. Se dovesse concretizzarsi al meglio, e sappiamo con quale tipo di trionfo, questo mix di consapevolezze, tutto potrebbe essere possibile, anche perché già molto prima di Allegri c'era già chi diceva che agli umili è destinato il regno dei cieli.
Ma sì, diciamo che ci accontenteremmo anche della coppa dalle "grandi orecchie".
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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