DE LIGT: "Juve scelta migliore per me. La prima volta nello spogliatoio..."

DE LIGT: "Juve scelta migliore per me. La prima volta nello spogliatoio..."TuttoJuve.com
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
lunedì 13 aprile 2020, 19:40Primo piano
di Simone Dinoi

Il difensore olandese della Juventus Matthijs De Ligt è stato protagonista di un'intervista realizzata anche dal suo compagno in bianconero Szczesny sul canale Youtube Foot Truck. Una delle prime tematiche è stata il discorso con Cristiano Ronaldo della scorsa estate: "No, non è stato questo il motivo per cui sono venuto alla Juve. Ho avuto molto tempo per scegliere tra i club che mi volevano, ma questa è stata la scelta migliore".

Sul primo viaggio a Torino: "Ho vinto il Golden Boy, il premio per il più grande giovane talento in Europa ed era a Torino, è stato simbolico. Conoscevamo già un po' la città, poi sono tornato ad aprile...".

Sull'Ajax: "Avevamo giocatori che si completavano a vicenda, c’erano tanti giovani ma anche giocatori esperti: è stato un buon mix per questo siamo arrivati in semifinale. Anche il Chelsea ha un grande settore giovanile ma spesso non arrivano in prima squadra perché troppo forte. All'Ajax si allenano sempre con la palla dai 14 anni. Poco allenamento fisico, la tecnica è la prima cosa".

Su Sarri: "È simile a Ten Hag, è un allenatore italiano quindi è sempre diverso da uno olandese. Credo che qui in Italia sia più automatico: sai come fare pressione, come partire dal basso. All’Ajax sapevamo come fare pressione, poi ti davano qualche indicazione ma principalmente dipendeva dal giocatore. Lì se sei un difensore difendi ma poi puoi provare a fare gol, qui se un difensore vuole fermarsi a fare allenamento di tiri in porta non è possibile ed è normale perché ognuno ha il suo ruolo".

Sui dialoghi con la Juve: "Alla Juventus mi hanno detto che sono stato acquistato perché sono davvero maturo e so come gestire la pressione, hanno fiducia in me. Mi hanno detto che era complicato a 19 anni andare in un altro paese, però erano convinti che avrei giocato".

Sull'arrivo nello spogliatoio bianconero: "Quando sono entrato per la prima volta mi sentivo come un bambino in un negozio di caramelle. C'era Buffon, c'era Ronaldo... Dopo due mesi ho sentito che potevo essere me stesso. Inizialmente era difficile, c'era pressione che è aumentata alla seconda partita quando ho fatto autogol. Passo dopo passo sono migliorato, in allenamento mi sentivo bene ma avevo bisogno di farne altro. La trattativa tra Juve e Ajax è durata molto, la scorsa estate sono arrivato più tardi degli altri e senza allenamenti ho dovuto giocare contro il Tottenham nel tour in Asia. Dopo venti minuti faticavo a respirare... Inizialmente on ero in forma e non giocavo così a zona. Prima stavo appiccicato all'attaccante, sono un giocatore che vuole vincere ed essere un esempio".

Sui ripetuti tocchi di mano a inizio stagione: "Quando ero sotto la doccia dopo la partita contro il Torino i compagni mi dicevano: è incredibile, è come se ci fosse una calamita nel tuo braccio! Quando commetto un errore però non sono il tipo che si arrabbia se qualcuno dice qualcosa, mi piace scherzarci sopra".

Sui difensori compagni di squadra: "Parlo molto con i ragazzi (Chiellini, Bonucci e Van Dijk n.d.r.) di come vedono le varie situazioni di gioco e di cosa fanno in altre. Ovviamente guardi cosa fanno loro cercando di prendere qualcosa, è importante osservarli ma senza cambiare il tuo stile. A 15 anni ero un centrocampista. Ero grande e l'allenatore mi ha detto che sarei rimasto in mezzo al campo un altro anno per migliorare la tecnica ma che poi mi avrebbero fatto arretrare per diventare un grande difensore. Ho cercato di imparare da tanti ex giocatori come Stam e De Boer. Cerco di imparare tutti i giorni".