DA ZERO A DIECI - ZERO ALLE ACCUSE, DIECI ALL'UNITA'

01.12.2021 19:00 di Massimo Pavan Twitter:    vedi letture
DA ZERO A DIECI - ZERO ALLE ACCUSE, DIECI ALL'UNITA'
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La Juventus vince a Salerno e non fa nulla di straordinario, ma semplicemente il suo dovere. Una vittoria che serve per ripartire, ma solo prima di Natale con un eventuale filotto, capiremo se sarà ripartenza vera o fittizia.

ZERO - alle accuse a metà della stagione, lo abbiamo già detto in più di un'occasione, la Juventus non può subire sempre questi attacchi ad orologeria, sono inaccettabili.

UNO -come il palo della Salernitana che poteva cambiare il corso della partita, proprio come quello di Dybala contro l'Atalanta, la Juventus con la Dea Bendata è ancora in credito.

DUE - come i gol, seconda trasferta e secondo due a zero, non ci fosse stata la sconfitta con l'Atalanta parleremmo con ben altro spirito.

TRE - come i possibili gol, quel rigore di Dybala grida vendetta, ma ci arriveremo, speriamo.

QUATTRO - all'attegggiamento dei campani. Avevano un giorno in più di riposo, ma non sono stati capaci di sfruttarlo con un catenaccio vecchio stile.

CINQUE - a Kean, anche lui patisce la legge del numero nove e gioca una brutta partita perdendo una bella occasione, peccato!.

SEI - a Pellegrini, non gioca una brutta partita, ma nemmeno una gara da sette, strappa la sufficienza.

SETTE - a Dybala. Il suo voto poteva essere molto più alto con il rigore, ma quella scivolata lo penalizza, alla fine è il fulcro dell'attacco e l'unica luce, serve però più collaborazione.

OTTO - alla difesa, non concede quasi nulla, unico neo addormentarsi sull'occasione di Ranieri, ma li sbaglia Cuadrado accentrandosi troppo.

NOVE - a Morata, finalmente una mezz'ora da numero nove, gol di rapina, utile per il morale, assist per Dybala con miracolo di Belec e rigore procurato fallito dalla Joya, speriamo che sia in crescita.

DIECI - all'unità, abbiamo sentito parole di unità, spirito di gruppo e voglia di sacrificarsi, ora servono i fatti, anche domenica, non basta e non ci accontentiamo dei proclami.