DA ZERO A DIECI - UN BRASILIANO DA DIECI

DA ZERO A DIECI - UN BRASILIANO DA DIECITuttoJuve.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
mercoledì 10 maggio 2017, 17:10Primo piano
di Massimo Pavan

Cardiff non è più un tabù ma una parola da pronunciare e gridare: ce ne andiamo a Cardiff, cantavano questo i tifosi ieri nel fine partita, adesso il sogno può essere realizzato in una gara secca, probabilmente contro il Real Madrid. Nel frattempo la Juventus ha raggiunto l'obiettivo più bello, non solo essere in gioco su tutto a marzo, ma a maggio e questa è una cosa bellissima.

ZERO - a Kamil Glik, provoca dall'inizio alla fine, calpesta Higuain, fa arrabbiare Mandzukic ma alla fine nessuno ci casca, l'unico che perde è lui.

UNO - come le disattenzioni della Juventus. Bonucci e Buffon si arrabbiano, loro avrebbero voluto tenere la porta inviolata, questa si che è la mentalità giusta.

DUE - come le reti realizzate, bastava anche meno, ma la Juventus vince la sua partita e continua la serie positiva in questa Champions League.

TRE - come i gol subiti in questa Champions League, bene per la Juve, la più forte difesa d'Europa.

QUATTRO - alla difesa del Monaco. I tre dietro ballano come al gran ballo del Principato, una partita terribile nel primo tempo, rischiano su tutte le azioni, potevano prendere cinque gol.

CINQUE - a Falcao. Ci aspettavamo di più dal Tigre, dopo quello che aveva fatto vedere in questa Champions. 

SEI - a Cuadrado. Il colombiano non fa benissimo, sbaglia diverse azioni e non entra bene in partita.

SETTE - alla difesa. Praticamente perfetta in quasi tutte le situazioni, non concede quasi nulla ai monegaschi.

OTTO - al Principino. Entra a freddo ma guida bene il centrocampo, è pronto ad un grande finale di stagione.

NOVE - a Mandzukic. Lottatore di grandissimo spessore, la prima rete è esempio di come debba essere un attaccante, cabarpio, determinato e voglioso.

DIECI - a Dani Alves, tre assist ed un gol in due partite bastano per presentarlo come il grande uomo di queste semifinali. Due anni fa era a Berlino dall'altra parte lo ricordiamo mentre usciva per ultimo con la coppa, ora può ripetere l'impresa, ma a Barcellona avrebbe un sapore, a Torino un altro, un brasiliano da dieci.