Ciao Asa, il 'soldatino perfetto' chiude la sua era bianconera. Ma nessuno parli di tradimento
La storia della Juve è ricca di campioni eccezionali, quelli che lasciano le orme che i bambini sognano poi di seguire. A renderla così gloriosa, però, non sono solo i protagonisti, ma anche coloro che vivono lontani dai riflettori, spesso ignorati o quasi dimenticati dal pubblico. Gregari, comprimari, riserve, chiamateli come volete. Servono anche loro per fare gruppo, per fare squadra, per condurre la nave verso i successi. In questi sette anni di storia, leggende e miti la categoria in bianconero ha avuto rappresentanti illustri, di cui uno dei più importanti senza dubbio è stato Kwadwo Asamoah.
Arrivato dall'Udinese nel 2012, nel pacchetto con Isla, che doveva essere quello forte, Asa in bianconero è cambiato. Da oggetto misterioso o quasi è diventato elemento prezioso, da mezz'ala è diventato esterno perfetto nel 3-5-2, per poi arretrare a fare il terzino nella difesa a quattro, arrivando persino a fare il centrale nel trio in questa stagione. Senza dimenticare le origini, quando è servito supporto in mezzo al campo.
Duttilità, quindi, è la parola d'ordine. Un perfetto uomo spogliatoio, pronto a piazzarsi dove necessario. Anche se si tratta di accomodarsi in panchina. Per questo, definirlo riserva, sembra quasi offensivo. Asa è sempre stato il soldatino perfetto, incarnando i valori di disciplina e dedizione alla causa intrinseci nella maglia bianconera. Per questo salutarlo, al netto dei doverosi ragionamenti di mercato e sul futuro, non è per niente semplice.
Dove va Kwadwo dopo i suoi sei anni in bianconero conditi da sei scudetti, quattro Coppe Italia e tre Supercoppe Europee? Va all'Inter e vista la rivalità tra i club la cosa non può lasciare indifferenti. L'addio è consensuale, ma è un po' come se il ghanese, dopo la rottura, sposasse la peggior nemica. Vietato, però, parlare di tradimento. Per lui il contratto proposto dai nerazzurri rappresenta un'occasione unica, una maxi offerta spuntata mentre si avviava verso il tramonto della sua carriera. Visto quanto ha dato alla Juve, la sua decisione va capita e merita solo un grande applauso e un sincero grazie.
Ciao Asa, ci ritroveremo da avversari e anche se avrai addosso i colori 'sbagliati' non saremo mai nemici. Non si può spezzare il legame con chi ha reso possibile il mito.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
Editore TMW NETWORK s.r.l.
P.I. 02210300519Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 26208

