Juventus, il caso che non esiste: ogni occasione è buona per cercare zizzania

Juventus, il caso che non esiste: ogni occasione è buona per cercare zizzaniaTuttoJuve.com
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di Massimo Pavan
Dopo Celta-Juventus si parla della reazione di Conceição al cambio, ma il portoghese nega litigi. La polemica rischia di oscurare la vittoria.

La Juventus vince a Vigo, ribalta il Celta e conquista tre punti importanti in Europa League. Ci sarebbe da discutere della prestazione, dei problemi difensivi, dei cambi di Luciano Spalletti e della capacità di Randal Kolo Muani di decidere una partita complicata. E invece, puntualmente, ecco comparire un altro argomento: il presunto caso Conceição. Una reazione nervosa dopo una sostituzione, qualche immagine dalla panchina, una domanda all'allenatore e improvvisamente il rischio è quello di trasformare un episodio circoscritto in una questione molto più grande.

Ma siamo davvero davanti a un caso oppure si sta cercando di costruire una polemica dove, almeno per il momento, non ci sono elementi per parlare di una rottura?

Conceição si arrabbia, ma nega qualsiasi litigio

Partiamo dai fatti. Francisco Conceição non ha nascosto il nervosismo dopo la sostituzione contro il Celta Vigo. Il portoghese ha lasciato il campo per fare spazio a Nico González e, una volta raggiunta la panchina, ha manifestato la propria frustrazione. Un comportamento che può essere discusso,  oprattutto perché da un professionista ci si aspetta sempre rispetto per le decisioni dell'allenatore.

Ma c'è una differenza sostanziale tra una reazione di rabbia e un litigio con lo staff tecnico.

Lo stesso Conceição ha voluto chiarire l'accaduto ai microfoni di Sky Sport: "Non ho litigato con nessuno, ho tirato un colpetto ai sedili della panchina ma non ho parlato con nessuno dello staff, sono andato nello spogliatoio, ho cambiato la maglia, sono andato in bagno, tre o quattro minuti e sono tornato. Questa è la verità e non voglio che vengano dette cose non vere".

Parole molto chiare. Il giocatore ha ammesso il gesto di nervosismo, ma ha negato che ci sia stato uno scontro con qualcuno.

Non significa che l'episodio debba essere applaudito. Significa, semplicemente, che non si può trasformare automaticamente un momento di frustrazione in una crisi tra calciatore e allenatore.

Anche Spalletti non ha confermato alcuno scontro

Le dichiarazioni di Luciano Spalletti hanno contribuito ad alimentare il dibattito, soprattutto per il tono deciso con il quale il tecnico ha risposto alla domanda. L'allenatore ha fatto capire di pretendere dai propri giocatori la massima disponibilità e di non voler accettare atteggiamenti sbagliati. Ma c'è un dettaglio che non dovrebbe essere trascurato: Spalletti ha precisato che i suoi collaboratori non gli avevano riferito comportamenti particolarmente problematici. In altre parole, il tecnico non ha confermato l'esistenza di un litigio.

La sua è stata soprattutto una risposta di principio: chi viene sostituito deve accettare la decisione e pensare alla squadra. Una posizione comprensibile, che non equivale però all'apertura di un procedimento disciplinare o alla nascita di una frattura nello spogliatoio.

Criticare sì, inventare tensioni no

C'è un punto sul quale bisognerebbe essere tutti d'accordo: la Juventus non deve godere di alcuna immunità dalle critiche. Se la squadra gioca male, è giusto dirlo. Se un calciatore sbaglia, è giusto sottolinearlo. Se un atteggiamento è discutibile, è legittimo analizzarlo. Ma la critica deve poggiare su elementi concreti. Dopo Vigo, il fatto accertato è che Conceição si è innervosito e ha colpito un sedile. Il giocatore ha negato di aver litigato e Spalletti non ha confermato uno scontro.

Tutto il resto, almeno allo stato attuale, appartiene al terreno delle interpretazioni. La Juventus deve lavorare per migliorare il proprio calcio, non per inseguire polemiche che rischiano di crescere molto più dei fatti dai quali sono nate. Una vittoria non cancella i problemi tecnici. Ma neppure un gesto di rabbia deve diventare, per forza, un caso nazionale.