CALCIO ANCORA NEL CAOS, DALLA CHAMPIONS D'AGOSTO ALLE PAROLE DEI PROFESSORI

CALCIO ANCORA NEL CAOS, DALLA CHAMPIONS D'AGOSTO ALLE PAROLE DEI PROFESSORITuttoJuve.com
mercoledì 15 aprile 2020, 12:40Primo piano
di Massimo Pavan

La parola d'ordine è nessuna certezza, di quando si riprenderà a giocare, di quando si riprenderanno gli allenamenti e di quale competizione si giocherà e quando. 

La sensazione generale è di un totale e complessivo caos in cui si vive, tutto il sistema in attesa di capire cosa fare e quando fare.

Due giorni fa nella conferenza delle 18 della Protezione Civile, sulla possibilità di far riprendere il campionato, Giovanni Rezza, direttore del dipartimento di Malattie Infettive dell'Istituto Superiore di Sanità e componente del comitato tecnico scientifico  dopo una battuta: "Io sono romanista, quindi manderei tutto a monte..." ha aggiunto: "l calcio è uno sport di contatto quindi comporta dei rischi di trasmissione. Qualcuno ha proposto un monitoraggio stretto sui calciatori, con test quasi quotidiani, a me sinceramente sembra un'ipotesi un po' tirata. E poi siamo quasi a maggio..."

Poi ha riparlato dell'emergenza Coronavirus ai microfoni di TMW: "E' un argomento molto sensibile in Italia, quindi è chiaro che la decisione va ponderata. La gente stando a casa passerebbe anche del tempo con il calcio. Più avanti si può valutare una riapertura a porte chiuse. Siamo ancora nella Fase 1, poi sarà da valutare se ci saranno le condizioni. Il problema è che è molto complicato a pensare a dei controlli. Dovrebbero effettuare dei tamponi e servirebbe un protocollo molto stretto. La vedo dura attuarlo, ma è da valutare. Sarà una decisione difficile. Non siamo noi a decidere la riapertura dopo il 3 maggio. Noi possiamo dare solo delle indicazioni su come comportarsi”.

Insomma, prima una posizione, poi una più morbida.che non ha fatto altro che fare confusione e fomentare quei presidenti e tutti coloro che spingono per uno stop del campionato, decisione che va ponderata perchè sarebbe come bloccare una delle industrie più importanti del paese con tutto il danno economico conseguente. 

Pensarci bene, a quali sono i rischi e cosa conviene, nel frattempo si attende anche l'incastro molto difficile dei calendari. 

QUANDO RIPRENDERE? - Se in Italia la ripresa viene ipotizzata verso la fine di maggio, tra il 24 ed il 31, la grande incognita riguarda le Coppe Europee che qualcuno vorrebbe incastrare alla fine dei rispettivi campionati. Si tratterebbe anche di un'idea saggia, ma vorrebbe dire giocare ad agosto con termine di alcune partite a fine agosto e ripresa della nuova stagione segnata da un pesante e molto grande punto interrogativo.

Insomma, siamo a metà aprile, ultima gara giocata tra le polemiche più di un mese fa, numerosi calciatori positivi al virus, alcuni guariti, altri non si sa. 

L'unica sensazione è che anche questa volta non ci sia un punto di vista unico ma un grande insieme di pareri costrastanti e che trovare una soluzione sarà molto complicato, con troppi interessi sul tavolo e con troppe persone pronte ad intervenire, spesso, per dare un parere più distruttivo che costruttivo.