Avv. Di Cintio: "Inchiesta Rocchi, giusto archiviare. Sentenza Agnelli, può essere giorno importante"
Ospite di Radio Bianconera, durante Fuori di Juve, l'avvocato Cesare Di Cintio, esperto in diritto sportivo, ha parlato dell'archiviazione per Gianluca Rocchi, ex designatore arbitrale indagato per concorso in frode sportiva per le assegnazioni di arbitri in 4 partite, tra cui Torino-Inter della stagione da poco conclusa. Procura di Milano che ha anche disposto l'archiviazione per la società Inter che è stata iscritta di recente per la legge sulla responsabilità amministrativa degli enti: "Devo ragionare in base a ciò che è emerso dalle notizie di stampa, ma già tempo fa mi ero pronunciato dicendo che non vi erano i presuppposti per pensare a un'ipotesi delittuosa a carico di Rocchi. Servono le prove non soltanto per arrivare alle condanne ma anche per iniziare le indagini. Di prove non ce ne erano, da quello che è emerso, sono contento per Rocchi perché significa che il mondo arbitrale è pulito. Si possono commettere degli errori, gli arbitri devono migliorare ma non c'è altro. Tra errori e malafede c'è di mezzo tanto per arrivare a muovere delle accuse contro il designatore".
E Di Cintio ha aggiunto: "E' compito di chi indaga di veriricare le ipotesi di reato e dare corso o meno ai rinvii a giudizio. Per arrivare a chiudere delle indagini e portare a giudizio un soggetto sono necessarie le prove. I sentito dire e le dichiarazioni di seconda mano non sono idonee a sostenere un'accusa in giudizio. per questo si è arrivati all'archiviazione". Mentre sull'ipotesi che succeda qualcosa invece in sede di giustizia, ha detto: "I principi della giustizia penale sono diversi da quelli sportivi. C'è una norma di chiusura del codice di giustiza sportiva che parla di comportamenti di liceità, probità e correttezza, che sono diversi dalla frode sportiva. Sono valutazioni differenti. Credo si arriverà allo stesso risultato anche con la giustizia sportiva, no nvedo i presupposti per sostenere un'accusa in giudizio da parte della Procura federale".
Sentenza Agnelli-Arrivabene "rivoluzionaria"?
Domani uscirà la sentenza (o meglio il parere vincolante) della Corte di Giustizia Europea a proposito del ricorso di Andrea Agnelli e Maurizio Arrivabene presso il Tar del Lazio: "Nel caso di accoglimento sarebbe una rivoluzione. La giustizia sportiva esaurisce le sue funzioni nel mondo dello sport, il giudice amministrativo non può annullare una decisione degli organi sportivi, può determinare nel caso un risarcimento del danno. Se verrà accolto il rcorso cambierebbero molti presupposti. Si potrebbe annullare una decisione della giustizia sportiva".
E sempre sulla giustizia sportiva ha aggiunto: "E' un'evoluzione che ci deve essere, in troppi casi abbiamo avuto decisioni che hanno condizionato le carriere di persone, che poi dopo non hanno avuto neanche il risarcimento del danno. Siamo a una vigilia molto importante. Da avvocato credo sia necessario un cambio della giustizia sportiva, che funziona però come tutte le situazioni umane è perfettibile. Un'apertura del giudice amministrativo sugli organi di giustizia sportiva è un passo avanti. L'apertura lascerebbe aperta la possibilità di giocarsi le partite anche in altre sedi al di là della giustizia sportiva. Come professionista sono molto curioso su quello che potrà accadere, cambierebbe anche la mia professione. Come cittadino mi auguro sempre che la giustizia sia sempre terza e indipendente".
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