ARRIVABENE: "Giusto che i benefici fiscali siano mantenuti. I giocatori non confermati? Faremo meglio di quest'anno"

20.05.2022 11:50 di Giuseppe Giannone   vedi letture
ARRIVABENE: "Giusto che i benefici fiscali siano mantenuti. I giocatori non confermati? Faremo meglio di quest'anno"
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Maurizio Arrivabene, ad della Juventus, ha parlato, nel corso dell'evento "Il calcio che l'Italia si merita", organizzato dal "Corriere dello Sport", dell'obiettivo della società bianconera di abbassare il monte ingaggi: "In un mondo che parla di economia e finanza, la parola sostenibilità è una colonna nel momento in cui si devono valutare degli investimenti. Un tema fondamentale riguarda la competitività del calcio italiano rispetto ad altri eventi come Premier o Liga: mantenere vivo il decreto crescita, in questo senso, è comunque un piccolo passo. Giusto che i benefici fiscali siano mantenuti per rendere competitiva l'Italia sul mercato europeo dei calciatori. Ma questo non basta. Si deve anche fare un passo indietro e chiedersi cosa è il calcio di oggi rispetto alla nuova generazione che sta crescendo: c'è un calo di attenzione fra i giovani.

Spesso mi chiedono quali sono le differenze tra calcio e F1. Io ricordo una conferenza stampa dove, in diretta, parlando della competitività della Formula 1, creai un po' di scandalo dicendo che ci muovevamo nell'industria dell'intrattenimento e bisognava attrarre i ragazzi, cioè i clienti futuri. Non ci confrontiamo solo con gli sport, ma anche con i videogame e i social media. L'esempio era quello di tenere più d'occhio e identificare i competitor per attrarre i giovani. Secondo voi un ragazzo, potenziale cliente, preferisce passare un'ora a guardare un evento sportivo in TV o alla PlayStation? Già al tempo si pensò di introdurre Netflix, che raccontasse delle storie. Oggi sta attraendo tantissimi spettatori dagli Stati Uniti. Apriamo gli occhi e confrontiamoci col mondo che ci circonda, non necessariamente con chi offre lo stesso prodotto che facciamo noi. 

Decreto crescita senza effetti collaterali? Io non ho detto che è la soluzione, ma una delle soluzioni. Ronaldo qualche risultato l'ha portato, inoltre ha portato una visibilità diversa per il calcio italiano. Non mi soffermerei su di lui, ma lo inserirei su un discorso più alto: è comprensibile introdurre soglie di età e di reddito per non danneggiare i giovani italiani.

Cosa fare per far evolvere il calcio italiano? Devo dire che la Federazione una riforma l'ha fatta, se oggi giochiamo con l'Under 23, una via per portare giovani in prima squadra, è anche grazie a questo. Guardare a ciò che fanno gli altri è un gesto di grande umiltà: se ci chiedessimo chi ha inventato la ruota, nessuno lo saprebbe. Ma ha aiutato la società a evolversi. Bisogna anche imparare da ciò che succede all'estero. Si parla di piano industriale, dando al marketing una parte marginale: fin troppa gente ne parla senza sapere il significato di questa parola. Sono cose che portano introiti alle società, è ovvio che ci si scontra con la competitività del campionato: lo spettacolo che si offre può dare le basi alle società, per cui sia venduto il prodotto calcio italiano. E questo ci renderebbe meno schiavi del raggiungimento del risultato, altrimenti è ovvio che si creino pressioni agli allenatori. 

Vincere l'unica cosa che conta? Certo, ma entrare in Champions League conta altrettanto. Dybala, Morata e Bernardeschi via? Faremo qualcosa che ci permetterà di chiudere meglio rispetto a quest'anno".