AGNELLI: "Domenica io e i miei collaboratori non abbiamo sentito niente. Juventus già sanzionata. Bisogna stare attenti a non enfatizzare certe situazioni"
Andrea Agnelli ha parlato al centro tecnico di Coverciano parlando della situazione e dei cori: "Abbiamo la responsabilità di mandare messaggi corretti, la reazione della signora Scirea è legittima perché il nome di suo marito è legato alla curva dove risiedono i tifosi più passionali. Noi siamo orgogliosi di questo nome: la discriminazione va combattuta ma non va dato risalto ad un fenomeno marginale. La Juventus è già stata sanzionata con la chiusura delle curve in occasione di cori che sono stati sentiti da tutti. Domenica io e i miei collaboratori non abbiamo sentito niente, invece, anche se esiste un file audio, rimango sorpreso dal fatto che, nonostante allo stadio vi siano tecnologie avanzate, non si riescano ad inviduare le poche persone responsabili".
Sulle situazioni enfatizzate:"Bisogna stare attenti a non enfatizzare certe situazioni, altrimenti si rischia di dare visibilità a 20-30 persone, che non la meritano. Un conto è se i cori sono evidenti: io e i miei collaboratori, ad esempio, non li abbiamo sentiti. La battaglia però è anche del mondo dell’informazione che deve valorizzare le iniziative positive: io sono andato all’Unesco a presentare il progetto Juve, ho fatto una battuta su Pogba…Il giorno dopo veniva riportata con grande enfasi solo quella battuta e nulla dell’intervento all’Unesco…Non possiamo essere noi i responsabili, deve pensarci lo stato".
Agnelli ha parlato anche del -39 dell'Heysel: "Un foglio di carta scritto da un ragazzino. Non si può dare risalto a queste cose quando allo stadio ci sono trentamile persone e fare da cassa di risonanza, altrimenti si crea uno spirito di emulazione. Si tratta di ragazzi che non sanno cosa sia l'Heysel o quanto sia accaduto a Bruxelles".
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