A MENTE FREDDA - Finalmente la Juve. Ora la Champions. Pirlo si autoconferma. Destino segnato?
Pirlo festeggia in modo migliore il suo 42mo compleanno. Le firme sul regalo sono quelle di Chiesa e Kulusevski, messi insieme 2 anni in più del tecnico. Ma è tutta la squadra a confezionare il pacco dentro cui c'è la Coppa Italia, secondo trofeo stagionale dopo la Supercoppa italiana. La Juve torna quella dei tempi migliori sotto il profilo della grinta, della determinazione e della voglia di lottare su ogni pallone. Una prestazione vintage in cui magicamente ricompare il vecchio dna bianconero, fino a ieri latitante. Soprattutto nella ripresa, grazie ad una pressione costante contro cui si spegne l'intensità mostrata dall'Atalanta nella prima frazione di gioco. La squadra di Gasperini quando non va a mille all'ora, diventa quasi normale. Comunque affrontabile. E Madama l'ha fatto nel migliore dei modi, conquistando meritatamente la coppa. Finalmente con i tifosi sugli spalti, seppure in numero ridotto.
Alla fine c'è festa per tutti. Innanzitutto per Pirlo, sorridente come non l'abbiamo mai visto. Poi è il turno di Buffon, alla sua ultima presenza juventina. Questa volta per davvero. Futuro? “Ho ricevuto un sms folle”, rivela il portierone. Il brindisi dura solo una notte, testa inevitabilmente a Bologna. Bisogna vincere e sperare che l'Atalanta non ceda al Milan. La Dea di Gasperini dunque indossa i panni dell'arbitro. Il secondo posto per i bergamaschi sarebbe un traguardo storico, mentre per la Juve la qualificazione rappresenterebbe una sorta di minimo sindacale, nell'anno in cui cede lo scettro tricolore all'Inter di Conte dopo 9 consecutivi di conquiste.
Due trofei e un posto tra le prime quattro basterebbe a confermare Pirlo? Il diretto interessato al termine del match di Reggio Emilia dice: “Non è il momento di parlare di futuro. Ora pensiamo al Bologna. Io mi confermerei perché amo il calcio, questo lavoro e la Juve. Il mio obiettivo è di continuare qui, poi la società prenderà le sue decisioni”. La società ha fatto sempre melina sull'argomento, come è giusto che sia. Agnelli e Elkann parlano prima, durante e dopo il trionfo del Mapei Stadium. In queste ore prevale l'aspetto emotivo per la conquista del 19mo trofeo sotto questa presidenza, ma bisogna fare un'analisi di tutto il percorso prima di prendere certe decisioni. Lo stesso Pirlo, confermando la sua onestà intellettuale, ammette: “Queste vittorie non possono cancellare alti e bassi della stagione”. Il suo destino sembra comunque segnato. I nomi dei possibili successori sono sempre gli stessi: Allegri, Zidane, Gattuso, Simone Inzaghi e perfino Mihajlovic. Domenica il verdetto del campo. Il 27 maggio l'assemblea degli azionisti Exor certifichera' il futuro tecnico e societario.
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