A MENTE FREDDA – C'era una volta la Juve di Allegri
La Juve di Allegri resta convalescente, nessuna guarigione, anzi la malattia si acuisce, certificata da 2 soli punti raccolti di 4 gare. Tre di queste giocate contro squadre in lotta per la salvezza, l'altra è il derby d'Italia. Che fine ha fatto la truppa compatta e impenetrabile in grado di collezionare 17 risultati utili consecutivi e di restare a ridosso dell'Inter fino a tre settimane fa? O è questo il reale valore dei bianconeri che erano andati oltre i loro limiti? Domande lecite cui è difficile dare una risposta. I fantasmi del passato tornano minacciosi dalle parti della Continassa. Stasera il Milan può scavalcare i bianconeri al secondo posto, il vantaggio dal quinto rimane consistente, ma il tecnico livornese avverte: “Guai a crederci già in Champions League”.
Quello di Allegri è un vero e proprio allarme, ma lui è il capo di questo gruppo e deve essere il primo artefice dell'inversione di rotta. Intanto la preparazione mentale delle partite. Nelle ultime quattro è stato evidente il calo di tensione, contro l'Inter l'atteggiamento ha sfiorato l'arrendevolezza. Poi il discorso tattico. L'impressione è di veder una squadra senza uno spartito ben definito, la manovra spesso è figlia dell'improvvisazione. In generale regna la confusione. Nelle ultime uscite anche i cambi sono stati discutibili, ai limiti della disperazione più che ragionati. La condizione fisica di alcuni elementi poi non brilla. Insomma ci sono problemi sotto ogni punto di vista. Parlare di singoli diventa difficile, il discorso è più generale. Non resta che fare un reset generale e ripartire. Bisogna ritrovare la compattezza e lo spirito per-Empoli, altrimenti si rischia il tracollo definitivo.
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