A MENTE FREDDA – Allegri pragmatismo vincente. Sarri alibi e veleni

21.11.2021 11:30 di Quintiliano Giampietro   vedi letture
A MENTE FREDDA – Allegri pragmatismo vincente. Sarri alibi e veleni
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Nelle conferenze stampa della vigilia i due tecnici avevano provato a prevenire possibili incendi, respingendo ogni tentativo di circoscrivere il match ad una questione personale. Si gioca Lazio-Juve, non Sarri contro Allegri. Poi però ci sono i 90 minuti e inevitabilmente le analisi si spostano sul modo con cui le squadre approcciano alla gara. Nel calcio e nello sport in generale conta vincere e nella notte dell'Olimpico trionfa la filosofia di Max. Chi dice troppo conservativa, qualcuno parla di compattezza, comunque sia pragmatismo al potere. Squadra chiusa, pronta a ripartire e a colpire l'avversario. Determinazione e voglia di combattere completano la partita perfetta secondo il codice allegriano. Insomma, è tornata la vecchia Juve? Dove può arrivare? Domande lecite, ma il tecnico bianconero spegne i facili entusiasmi: “Buona vittoria, guai però a pensare di aver risolto tutti i nostri problemi. Leggerezze nella gestione del gioco e scelte sbagliate. Cresciamo ancora”. Messaggio forte e chiaro.

La Lazio senza Immobile palesa limiti evidenti. Il falso 9 (prima Pedro, poi Felipe Anderson) non funziona, anche perché da quelle parti giganteggia De Ligt, insieme al senatore Bonucci, glaciale dal dischetto (chissà quanti rimpianti per il ct Mancini) e leader anche senza fascia al braccio. Il 58% del possesso palla biancoceleste è sterile, Szczesny di fatto non è mai impegnato seriamente. Sotto questo profilo sono emblematici i numeri relativi ai tiri in porta, 5 a 1 per la Juve che poteva aumentare il bottino se solo ci fosse stata più precisione davanti a Reina. Nel post gara le parole di Sarri hanno il sapore di alibi e risentimento: “Su Morata il classico rigorino. Abbiamo fatto una buona prestazione, siamo mancati negli ultimi 10 metri. Allegri ha vinto nel modo in cui ha conquistato tutti gli scudetti”. Inevitabile poi soffermarsi sui cori ironici dei sostenitori bianconeri nei suoi confronti. Ecco la replica velenosa: “Di quello che cantano non mi può interessare di meno. Alla Juve ci ho lavorato, ho vinto uno scudetto, ma non ne sono tifoso”. Nulla di nuovo sotto il sole.