LEONI PER..AGNELLI – Il coraggio alla base del passaggio dall'allegrismo al sarrismo. Ecco come e perché quel tridente può aprire anche la porta dei sogni.. Intanto Conte e l'Inter cominciano ad innervosirsi..

16.12.2019 09:22 di Redazione TuttoJuve Twitter:    Vedi letture
LEONI PER..AGNELLI – Il coraggio alla base del passaggio dall'allegrismo al sarrismo. Ecco come e perché quel tridente può aprire anche la porta dei sogni.. Intanto Conte e l'Inter cominciano ad innervosirsi..

Serviva un po' di coraggio per dare una sferzata al percorso di migrazione dalla filosofia allegriana a quella sarriana. Il coraggio di mandare in campo contemporaneamente Ronaldo, Dybala e Higuain, il tridente dei sogni o, per dirla alla Sarri, il tridente di cui si può parlare soltanto al bar. Si, d'accordo, in casa contro l'Udinese non è proprio un atto di coraggio ma è già qualcosa visto che quando si è ospitato il Sassuolo in campo scese Bernardeschi per dare equilibrio in una gara da spaccare subito, che con quei tre davanti puoi spaccare subito. E adesso è tornato anche Douglas Costa... 

Lo sanno tutti che fosse stato per Agnelli, Allegri sarebbe ancora l'allenatore della Juventus, ma che per una volta, ai voti, ha vinto la scelta del cambiamento per provare a vedere una Juventus vincere giocando 30-40 metri più avanti, e allora che senso avrebbe vedere una Juventus allegriana, col freno a mano tirato, in mano a chi dovrebbe proporre qualcosa di diverso. Insistere con Bernardeschi trequartista ha limitato di molto l'esplosione della filosofia sarriana cui la squadra sta lavorando, e, attenzione, il problema non è Bernardeschi o il trequartista, il problema è scegliere per quel ruolo un conservatore di equilibri invece di un regista propositivo, che senso avrebbe spostare la squadra 30- 40 metri più avanti se poi proprio lì davanti si cerca di preservare la fase difensiva invece di valorizzare quella offensiva? Fateci caso, quando abbiamo visto fino ad ora la Juventus sarriana? Contro il Napoli, quando giocavano contemporaneamente Ronaldo, Higuain e Douglas Costa; contro l'Inter, soprattutto quando al 60' è subentrato Higuain per Bernardeschi affiancandosi a Ronaldo e Dybala; nel secondo tempo contro il Leverkusen, quando Dybala ha sostituito Bernardeschi originando i gol di Ronaldo e Higuain e contro l'Udinese, quando quei tre lì hanno spadroneggiato e divertito per 90'. La chiave del sarrismo applicato alla Juventus è tutta nella variabile del coraggio di rischiare. La prudenza dell'equilibrio era e resta un chiaro marchio di fabbrica allegriana, che ha regalato risultasti, certo, e avrebbe continuato a darne, ma se vuoi davvero cambiare, allora cambi e basta. Certo non in tutte le partite si può azzardare il tridente delle meraviglie che garantisce troppo poco equilibrio, ma quando hai a tiro una “facile preda” allora da ora bisogna spogliarsi della saggezza e agire da lupi selvaggi, azzannare senza pensarci troppo. Anche perché fianco a fianco alla Juventus c'è l'Inter di un nervosissimo Conte che sa bene di non avere una macchina all'altezza, e allora se la gioca tutta sulla fame, sull'orgoglio, sull'aggressione. 

Nervosissimo dicevo, già, fateci caso. Davvero credete che la famosa lettera pubblicata sul Corriere dello Sport sia il motivo reale della mancata conferenza stampa? E principale argomento di dibattito nel post Fiorentina-Inter? Pensateci bene. Praticamente non si è tornati sulla debacle europea di Conte che ha dimostrato ancora una volta di non essere un vincente in Champions League; non si è parlato della sua Inter incapace di chiudere la gara con la Fiorentina o blindare il punteggio, non si è potuto parlare di una squadra che ha urgente bisogno di tirare il fiato proprio nel momento in cui la Juventus comincia ad essere pericolosamente sarriana. Chiamiamola strategia della distrazione, ma,  vittimismo a parte, è sempre il campo a raccontare la verità. L'unico ostacolo tra la Juventus e il nono scudetto consecutivo è l'Inter e (forse) la Lazio, ma se una Juventus in costruzione, quindi al 40-50% delle proprie possibilità ad ora è prima in classifica ed è volata agevolmente agli Ottavi di Champions, pensate cosa potrà succedere più avanti. Ancora una volta (ma non c'erano dubbi) è tutto nelle mani dei bianconeri ora bisogna solo affrontare con decisione questa svolta: essere o non essere? Allegriana o Sarriana? Restare nel mezzo non assumendo una precisa identità sarebbe un errore, restare ancorati alla vecchia filosofia sarebbe un peccato veniale, credere fortemente nella nuova identità e viverla con coraggio può aprire anche quelle porte che fino ad ora sembrano stregate e maledette... 

Ci vuole calma, sangue freddo e coraggio....

Vincenzo Marangio – Radio Bianconera

Twitter - @enzomarangio