Clamorose gaffe e falsità sulla Juve: caro Malagò, ma dov'era fino ad oggi? Carraro riapre Farsopoli fuori tempo massimo: ora devono restituire il maltolto. Andrea Agnelli andava seguito, non perseguito
La gerontocrazia dei palazzi romani che governa il calcio italiano ha prodotto il “nuovo” presidente della FIGC Giovanni Malagò (un giovanotto, con i suoi 67 anni- normalmente età pensionabile - rispetto al 76enne Abete, o all’86enne Carraro), reduce da tre mandati al vertice del CONI. E proprio come presidente del CONI aveva affermato, in relazione al processo plusvalenze contro la Juve: “Questo procedimento ha dimostrato che la giustizia sportiva funziona”. Una frase non proprio ben digerita dai tifosi bianconeri che sanno benissimo COME la giustizia sportiva funzioni (e il 16 luglio la Corte di Giustizia UE dirà se è una modalità che rispetta il diritto comunitario oppure no).
Gli stadi e l'esempio Juventus: dov'era Malagò l’11 settembre 2011?
Ebbene, per farsi perdonare, alla sua prima intervista da presidente FIGC, Malagò ha subito fatto centro: “Se Moratti, Agnelli, Berlusconi, Sensi e Cragnotti avessero rinunciato a uno o due ingaggi di calciatori per fare un mutuo per uno stadio, oggi si troverebbero un patrimonio”.
Chissà dov’era Malagò l’11 settembre 2011, quando Andrea Agnelli inaugurava lo Juventus Stadium, al centro di un’area in cui sono sorti anche centri commerciali, JMedical, JHotel, JMuseum, Continassa…Per altro un anno fa (il 18 luglio 2025), la Juventus ha pagato – in anticipo – l’ultima rata del mutuo all’Istituto di Credito Sportivo, che aveva finanziato l’operazione Stadium con 70 dei 160 milioni complessivi.
Quindi, caro Malagò, anche se lei non è juventino (ma romanista, figlio di un vicepresidente della Roma), la frase giusta sarebbe stata: “Se Inter, Milan, Roma e Lazio (e magari anche il Napoli) avessero seguito l’esempio della Juventus e avessero fatto un mutuo per uno stadio, oggi si troverebbero un patrimonio”. E invece San Siro è al centro, da martedì scorso (ovviamente nella solita Silenziopoli), di una serie di ricorsi al TAR che ne mettono in dubbio la regolarità della cessione ai fondi speculativi extra UE che gestiscono le società milanesi (in particolare l’Inter).
Da Farsopoli ad Andrea Agnelli
Lotito e la Lazio sono alle prese con il rilievi della Soprintendenza in merito al progetto di ristrutturazione del Flaminio. Il nuovo stadio della Roma (progetto da un miliardo di euro) è per il momento ancora sulla carta, al vaglio degli organi competenti. Il Maradona di Napoli è sempre lo stesso.
E dire che nessuna di queste società – pur non certo immacolate - ha dovuto fare i conti con i danni economici inflitti dalla giustizia sportiva (che funziona, vero Malagò?) nel 2006 con Farsopoli e nel 2023 con la vicenda plusvalenze, danni per centinaia di milioni di euro. Nonostante ciò lo stadio è stato costruito, la Juventus ha vinto 9 scudetti consecutivi e il mutuo è stato pagato regolarmente da una proprietà ben definita, la stessa da oltre un secolo. A proposito di Farsopoli.
A soli 20 anni di distanza l’allora presidente FIGC Franco Carraro ha dichiarato l’altro giorno: “La Juventus non vinceva per gli arbitri o per Moggi”. Già, magari contava di più avere 9 giocatori che hanno disputato la finale della Coppa del Mondo, l’ultima vinta dagli azzurri nel 2006. Peccato che all’epoca si parlasse di “Moggiopoli”, di “sistema Juve”, di “la Juve deve andare in B” e Carraro non dicesse nulla.
Carraro, quello che faceva pressioni sull’arbitro di Inter-Juve, tramite designatore, perché “nel dubbio pensasse a chi sta dietro” per il bene della sua carriera. Carraro, quello che ai tempi dello scandalo passaporti disse in consiglio federale: “Non posso mica mandare in B l’Inter con tutto quello che spende Moratti”. Quel Carraro. Ora sarebbe il caso di restituire il maltolto…
Il calcio italiano e la lezione ignorata
Nessuno invece potrà a breve restituire ciò che la Juventus e il calcio italiano hanno perso defenestrando Andrea Agnelli (la giustizia sportiva funziona, vero Malagò?): dopo aver realizzato strutture, Next Gen, Juventus Women, era riuscito a ricreare una società in grado di portare in Italia uno dei due supercampioni del pianeta, quel Cristiano Ronaldo che ha appena timbrato il cartellino nel sesto mondiale consecutivo e che significava visibilità planetaria per tutta la Serie A; aveva proposto la Superlega come antidoto al predominio della Premier League sugli altri campionati europei.
Certo, anche Andrea Agnelli ha commesso i suoi errori (soprattutto politici), ma se invece di perseguirlo (perseguitarlo?) tramite Procura Federale, si fosse seguita la strada da lui indicata, forse ora non ci sarebbe chi piange perché Palestra va al Chelsea, tirando anche in ballo la disparità nei bilanci tra il club inglese e l’Inter. Se poi proprio di bilancio dell’Inter bisogna parlare, lo si faccia approfonditamente…
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