Ricordate quel giorno? JUVENTUS-UDINESE

La rivisitazione di alcune partite giocate dalla Juventus; storie di vittorie e di sconfitte per riassaporare e rivivere antiche emozioni
08.03.2019 10:39 di Stefano Bedeschi   Vedi letture
© foto di Federico Gaetano
Ricordate quel giorno? JUVENTUS-UDINESE

8 aprile 1962 – Stadio Comunale di Torino
JUVENTUS-UDINESE 2-3
Juventus: Gaspari; Sarti e Bozzao; Emoli, Bercellino e Castano; Stacchini, Rosa, Nicolè, Charles e Stivanello. Allenatore: Parola.
Udinese: Zoff; Burelli e Valenti; Sassi, Tagliavini e Del Pin; Pentrelli, Salvori, Rozzoni, Segato e Selmosson. Allenatore: Foni.
Arbitro: Varazzani di Parma.
Marcatori: Selmosson al 10’, Del Pin al 20’, Stacchini al 34’, Charles al 35’, Rozzoni al 76’.

27 agosto 1961. Prima giornata di campionato: Juventus–Mantova 1–1. Leggendo la formazione bianconera, non si trova il nome di Boniperti. Il capitano di lungo corso, dopo il 5° scudetto personale, ha deciso di chiudere in bellezza, con un coraggio pari alla classe che ha sempre messo in mostra.

Ben presto il campo fa capire quanto l’uomo dalla bacchetta magica fosse decisivo per le buone sorti della squadra, malgrado Sivori voglia dimostrare il contrario. Proprio Omar, che l’anno precedente è stato il primo calciatore del campionato italiano a vincere il Pallone d’Oro, alterna buone prestazioni a momenti sconcertanti e la Juventus ne risente tantissimo.

Parola prova a dare un assetto accettabile alla squadra, dove l’oriundo Rosa non è Boniperti, dove Anzolin è il nuovo portiere e in difesa ruotano in tanti, pure Charles viene impiegato come stopper.

Anche in Coppa dei Campioni le cose non vanno meglio. La compagine bianconera, infatti, è eliminata al 3° turno dal Real Madrid. Ma la Juventus si fa onore, tanto è vero che costringe le Merengues allo spareggio di Parigi, dopo aver conquistato il mitico stadio Chamartín, con un goal di Sivori.

Due punti nelle prime 4 giornate danno subito l’idea della difficoltà della squadra e la sconfitta nel derby praticamente comporta l’addio definitivo alle speranze di scudetto. La Juventus a metà campionato è al centro della classifica, 17 punti contro i 27 dell’Inter di Helenio Herrera.

L’espulsione di Sivori, nella partita contro la Sampdoria nel finale di campionato, dopo una violenta scenata all’arbitro, è l’indice della tensione in una squadra che, mancando della guida di Boniperti, è ora fragile anche nel morale.

Un pareggio e 9 sconfitte nelle ultime 10 partite fanno sì che la Juventus concluda il campionato al 12° posto, a ben 24 punti dal Milan e a soli 6 punti dal Padova, retrocesso in Serie B.

Una delle ultime sconfitte avviene alla penultima giornata di campionato, quando al Comunale scende l’Udinese. La compagine friulana è ben stabile all’ultima posizione in classifica e, quindi, sta per salutare la massima serie.

La Juventus si presenta priva di parecchi titolari, a cominciare da Mora e Sivori, squalificati. Manca anche Anzolin, sostituito da Gaspari.

Nella compagine friulana, spicca il nome di Dino Zoff, allora poco più di ventenne. Nell’attacco udinese figura anche lo svedese Selmosson, detto Raggio di luna, per via dei suoi capelli biondi.

C’è un particolare curioso legato a questa sfida e riguarda proprio Dino Zoff. Era d’uso, in quegli anni, che fosse la squadra di casa a cambiare casacca e, così, la Juventus si presenta con un elegante completo nero. Pure la maglia di Zoff è completamente nera e l’arbitro prega il giovane portiere di indossare una maglia di colore diverso.

Siccome l’Udinese non ha la maglia del portiere di riserva (non essendo prevista la sua presenza in panchina, come da regolamento di quell’epoca), la partita rischia di essere rinviata. Intervengono, allora, i magazzinieri della Juventus che prestano a Dino la maglia della Juventus (che è completamente bianca con due righe nere attorno al collo) alla quale viene scucito lo scudetto e la stella in fretta e furia.

Dino Zoff non può saperlo ma, in quell’aprile del 1962, indossa la prima delle sue quasi 500 maglie juventine.