Gli eroi in bianconero: Emanuele GIACCHERINI

Pionieri, capitani coraggiosi, protagonisti, meteore, delusioni; tutti i calciatori che hanno indossato la nostra gloriosa maglia
07.05.2021 10:29 di Stefano Bedeschi   Vedi letture
Gli eroi in bianconero: Emanuele GIACCHERINI
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

«Giaccherini è l’esempio di come un giocatore che ha fatto la provincia, può meritarsi la Juventus. Se si chiamasse Giaccherinho sarebbe molto più considerato», sono parole di Antonio Conte. Alto 167 centimetri è un giocatore duttile, molto dotato nel dribbling e veloce sul breve, caratteristiche che gli permettono di saltare facilmente l’uomo. Ottimo negli assist, ha anche una buona capacità realizzativa grazie ai suoi inserimenti.
Giak esordisce con la maglia bianconera l’11 settembre contro il Parma, nella partita inaugurale della stagione, giocando tutti i 90 minuti. Titolare anche la domenica successiva a Siena, conquista piano piano i tifosi che vedono in lui la grande voglia di emergere. Conte lo utilizza per ben 27 volte, schierandolo in più ruoli e confermando la sua enorme duttilità e intelligenza tattica. Le reti sono tre, due in Coppa Italia e una in campionato. Lo scudetto è conquistato da protagonista. Nel frattempo, Giak trova anche il modo di essere chiamato in azzurro. Non solo, Prandelli lo include nei convocati per l’Europeo. Emanuele, insieme ai propri compagni, conquista la medaglia d’argento, battuto in finale da una Spagna chiaramente fuori portata.
La stagione 2012-13 ha tutti i crismi per essere quella della definitiva consacrazione. Invece, sarà utilizzato con il contagocce, anche se i momenti di gloria non mancheranno per Emanuele che, intanto, si intasca la Supercoppa Italiana conquistata a Pechino contro il Napoli.
Atto primo, 16 settembre: la Juve è di scena a Genova, sponda rossoblù, per la terza giornata di campionato. Il Genoa domina nettamente il primo tempo, andando in vantaggio con l’ex Immobile. La squadra bianconera rischia più volte di subire la rete del KO, quando un tiro irresistibile da fuori area del nostro regala il pareggio. Non c’è più storia: Vucinić su rigore e Asamoah fissano il punteggio sul 3-1 per la Vecchia Signora. 
Atto secondo, 10 marzo, Juve-Catania: il Napoli, secondo in classifica, esce sconfitto dalla partita contro il Chievo e per la truppa bianconera, c’è la grande occasione per aumentare a 9 i punti di vantaggio sui partenopei e ipotecare seriamente lo scudetto. Ma la squadra siciliana è tosta e, pur non rendendosi mai pericolosa, non lascia il minimo spazio all’attacco juventino che, da par suo, appare lento e svogliato. A un quarto d’ora dalla fine, Conte cambia: dentro Giaccherini e fuori Asamoah. Giak ci mette l’anima, venendo pure ammonito per un plateale tuffo in area di rigore. Primo minuto di recupero: Emanuele è sull’estrema sinistra e crossa al centro area. Nessuno interviene e il pallone è intercettato da Pogba che, con uno stop suntuoso, lo addomestica e lo ributta in mezzo. Il portiere catanese smanaccia come può, la palla vaga a pochi metri dal gol quando si materializza improvvisamente Giak. Stop di petto e palla nell’angolino. Juventus 1 Catania 0: lo scudetto è molto più vicino. «È sicuramente questo è il gol più importante della mia vita e lo dedico a me stesso. Lavoro tanto per farmi trovare pronto e penso sia un premio giusto. Gol scudetto? Lo spero. Siamo a +9 sul Napoli e ora sta a noi: cercheremo di chiudere questo campionato. Conte stavolta mi ha chiesto di cercare l’uno contro uno, di puntare, di tagliare, di inserirmi e sicuramente mi ha dato meno compiti difensivi perché era una partita che dovevamo vincere, quindi abbiamo rischiato un po’ di più. L’ammonizione per la simulazione? Il tocco c’è stato ma io sono caduto dopo, l’arbitro ha fatto bene».
Emanuele realizza la sua terza rete stagionale nell’inutile ultima partita della stagione, a Genova contro la Sampdoria. Le sue presenze totali sono 25, ma soltanto 9 volte è schierato come titolare. Come consolazione, vola in Brasile per disputare la Confederation Cup. Gli azzurri si classificano al 3° posto e Giak è uno dei protagonisti della competizione. Assist e giocate a non finire e una meravigliosa rete contro i padroni di casa, poi vincitori del torneo. Nella partita amichevole di preparazione alla Confederation Cup contro Haiti, Giaccherini segna una rete dopo 19 secondi, diventando il marcatore più veloce nella storia della Nazionale italiana.
Il 15 giugno 2013, a sorpresa, passa agli inglesi del Sunderland. I tifosi bianconeri sono sgomenti, lo stesso Conte non si definisce contento. Ma la voglia di giocare titolare (per non rischiare di perdere il Mondiale) e l’enorme plusvalenza da mettere a bilancio, fanno sì che il giocatore abbandoni Torino e la Juventus.
Due stagioni piene, due scudetti e una Supercoppa Italiana da mettere in cornice. E l’essere entrato nel cuore dei tifosi fanno di Emanuele Giaccherini un giocatore da ricordare.