Gli eroi in bianconero: Attilio LOMBARDO

Pionieri, capitani coraggiosi, protagonisti, meteore, delusioni; tutti i calciatori che hanno indossato la nostra gloriosa maglia
07.01.2014 10:15 di Stefano Bedeschi  articolo letto 13053 volte
Gli eroi in bianconero: Attilio LOMBARDO

Attilio “Popeye” Lombardo arriva a Torino nell’estate del 1995, dopo aver trascorso nella Sampdoria una parte importante della sua carriera; sei stagioni, dopo essere arrivato a Genova dalla Cremonese; in pratica, lo stesso tragitto percorso da Vialli, il quale, come Attilio, si è prima imposto all’attenzione con i blucerchiati di Mantovani ed ha poi salutato il mare ed il sole della Liguria, per tuffarsi in una nuova esperienza a Torino. Cammini paralleli, dunque, che si ricongiungono sotto la Mole Antonelliana.

«È stupendo giocare nuovamente con Luca», dice il giorno della presentazione, «perché è un amico e perché, con la sua personalità, aiuta tutta la squadra. In passato, hanno provato a metterci l’uno contro l’altro con una polemica sulla Nazionale e sulla sua esclusione, ma non ci sono riusciti; io e Luca ci siamo spiegati e tutto si è sistemato».

Come Vialli,  Jugović e Vierchowod, anche Lombardo è reduce di quella bruttissima notte londinese, quando la Sampdoria fu sconfitta dal Barcelona di Cruijff in finale di Coppa dei Campioni, dopo essersi illusa di poterla conquistare: «È una sconfitta che brucia ancora, spero di riuscire a rimarginarla grazie alla Juventus».


Giocatore molto eclettico, dotato di una progressione eccezionale e di una buona dose di freddezza sottorete, arriva alla Juventus con tantissimo entusiasmo: «Arrivo a Torino nel momento più bello, ma anche più impegnativo; non sarà facile migliorarsi, dopo tutto ciò che la squadra è riuscita a fare nell’ultima stagione, ma faremo di tutto per riuscirci».

La stagione parte malissimo; Lombardo si infortuna nel precampionato, rompendosi una gamba in un’amichevole contro il Borussia Dortmund, disputata a Cesena: «Il mio è stato un infortunio del tutto casuale e, forse, proprio per questo un pochino più complicato dei classici del genere. Infatti, oltre alla frattura del perone, c’è stata la distrazione ai legamenti della caviglia».

La riabilitazione è lunga e dolorosa ed Attilio fatica a ritrovare il posto in una Juventus che sta volando a gonfie vele verso la conquista della Champions League.

L’anno successivo, riesce a ritagliarsi uno spazio importante nella squadra bianconera, partecipando al successo in campionato ed alla sfortunata finale di Champions, a Monaco di Baviera, contro il Borussia Dortmund.

Nell’estate del 1997 viene ceduto al Crystal Palace, in Inghilterra, dopo aver indossato la maglia bianconera per 51 volte ed aver realizzato 4 goal.