ESCLUSIVA TJ - Zanchi (Collaboratore Atalanta U19) su Brambilla: "Pronto per il salto, può far bene alla Juve. Vuole vincere attraverso il gioco"

23.06.2022 11:30 di Mirko Di Natale Twitter:    vedi letture
ESCLUSIVA TJ - Zanchi (Collaboratore Atalanta U19) su Brambilla: "Pronto per il salto, può far bene alla Juve. Vuole vincere attraverso il gioco"
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© foto di Federico De Luca

Massimo Brambilla, salvo clamorosi colpi di scena, sarà il nuovo allenatore della Juventus Under 23. Il tecnico di Vimercate, reduce da un periodo d'oro vissuto nella Primavera dell'Atalanta, è pronto per vivere una nuova sfida. La nostra redazione ha contattato telefonicamente, in esclusiva, l'ex difensore e tecnico del settore giovanile degli orobici, Marco Zanchi, per parlarne approfonditamente e non solo:

Visto che lo conosci molto bene, come descrivi Massimo Brambilla?

"Sicuramente è un allenatore molto preparato, moderno, che predilige un calcio offensivo. A lui piace imporre il gioco, è un meticoloso che non lascia mai nulla al caso. Sicuramente è un allenatore emergente che si è contraddistinto per quanto fatto nel settore giovanile, perché è sempre riuscito a portare le formazioni allenate alla fase finale. E' riuscito sempre a far crescere i giocatori nella maniera giusta".

A tuo avviso, è pronto per il salto di categoria?

"Sì, è pronto per il salto. Lo era già l'anno scorso, ma avendo iniziato presto la stagione è stato sfortunato a non aver la giusta tempistica per poter fare questo tipo di esperienza. Il percorso che sta seguendo è quello giusto, perché lui esce da una società organizzata come l'Atalanta ed approda in una realtà che lo è di più come quella della Juventus. Cambierà un po' l'approccio per le partite, ma il credo sarà lo stesso. Sono sicuro di questo".

La Juve U23 è composta per la maggior parte di giocatori appena usciti dalla Primavera, per cui il salto non è proprio nel vuoto. 

"Potrebbe scegliere la Juventus proprio per questo motivo, lui è ben consapevole di come avere a che fare al meglio con i ragazzi. Sarà un ruolo che gli calzerà a pennello, sia dal punto di vista tecnico e sia per quello umano in quanto è una gran persona. Per me potrebbe fare molto bene a Torino".

E l'Atalanta potrebbe sentire molto la sua mancanza, o no?

"Sì, quello tantissimo. Ha lasciato parecchio il segno in questi cinque anni di Primavera, senza calcolare i due anni negli allievi nazionali in cui ha vinto praticamente di tutto. Sarà una figura difficile da sostituire per l'Atalanta, ma cercare una nuova sfida è per lui un passaggio del tutto naturale. A mio parere, allenare per il sesto anno di fila una formazione Primavera sarebbe stato piuttosto limitante per lui".

Un vincente, come già dimostrato alla guida della Dea, al servizio di un club il cui obiettivo è di provare a salire di categoria. E' l'uomo giusto per questo traguardo?

"Sono sempre dell'idea che, se anche possiedi delle squadre forti, non è così scontato ed automatico vincere il campionato. L'Atalanta in questi anni è sempre stata competitiva, per cui un conto è vincere il titolo e un altro è fare una stagione di alto livello. E' un allenatore molto offensivo a cui piace il calcio manovrato, predilige la costruzione dal basso e ricerca molto equilibrio nella squadra. Potrebbe portare questo tipo di mentalità in Serie C, una competizione differente che premia più il risultato che l'estetica. Cercherà di vincere attraverso il gioco".

Kulusevski, visto che ne abbiamo sempre parlato, sta esprimendo il suo massimo potenziale in Premier League. E' un rimpianto per la Juve?

"Il giocatore dal punto di vista non era da mettere in discussione, per me è sempre stata una questione di adattamento. In Premier è più naturale, in Italia anche all'Atalanta aveva avuto qualche difficoltà e poi era andato al Parma. Lo scopo principale per questi calciatori non è soltanto di trovargli la giusta collocazione in campo, ma anche di coccolarli un po' di più. Nella Juve c'è bisogno di giocatori già pronti, non di quelli che vanno aspettati. Per quello ho sempre fatto fatica ad immaginarlo. Ci sono tante variabili, non deve essere per forza colpa di qualcuno. Capita nel mondo del calcio".

Si ringrazia Massimo Zanchi per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.