ESCLUSIVA TJ - Marco De Marchi: "Juve affamata, con la Roma può vincere. La scoppola con l'Inter ha fatto bene. Ronaldo? Dovrebbe esser studiato. Sull'incubo del '91..."

05.02.2021 15:30 di Mirko Di Natale Twitter:    Vedi letture
ESCLUSIVA TJ - Marco De Marchi: "Juve affamata, con la Roma può vincere. La scoppola con l'Inter ha fatto bene. Ronaldo? Dovrebbe esser studiato. Sull'incubo del '91..."
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La redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, il doppio ex di Juventus-Roma, Marco Antonio De Marchi, per parlare approfonditamente del match di domani sera e non solo:

Che sfida sarà Juventus-Roma?

"Mi aspetto una sfida spettacolare, sono due formazioni in crescita. La Juventus sta trovando quell'equilibrio necessario per trovare i grandi risultati, c'era da aspettarsi un po' di fatica iniziale soprattutto perché l'allenatore neopatentato si è trovato subito alla guida di una macchina potente. Dopo la scoppola subita con l'Inter, i bianconeri si sono ricompattati e hanno iniziato a carburare. Si inizia ad intravedere la stessa fame degli anni scorsi, se fossi nelle altre squadre non sarei così tranquillo. La Roma, invece, sta vivendo il caso Dzeko che assomiglia un po' a quanto è accaduto a Gomez, non conosco le dinamiche interne ma l'augurio è che la frattura si possa ricucire. Per me sarà un crocevia importante per entrambe le squadre".

Mi hai citato l'allenatore neopatentato, per cui che cosa pensi di Pirlo?

"Forse sono un po' di parte, ma l'ho adorato come calciatore. E' stato uno dei migliori del suo ruolo, aveva quella visione di gioco che oggi sta utilizzando nel nuovo mestiere che ha intrapreso con successo. Può sembrare un po' introverso, ma invece si è guadagnato il rispetto dei suoi ragazzi con grande carisma e credibilità. Sembra che Andrea ci sappia davvero fare. Genialità? E' complicato parlarne ora, lo vedo sul pezzo ed ora sembra più padrone di questo bolide. Dovevamo vederlo in U23, invece è stato catapultato alla guida della Ferrari. Sta apprendendo sul campo, ma i risultati si iniziano a vedere. La Supercoppa, infatti, è stata vinta in maniera non scontata, ora lotta per gli altri trofei. Le sensazioni sono solo positive".

Che idea ti sei fatto della sostituzione di Ronaldo?

"Penso che sostituire Ronaldo in quel momento sia stato un modo per farlo rifiatare, è normale che lui potesse non essere d'accordo nella foga del momento. Onestamente non avrei neanche parlato di questo, perché sono cose di campo che nascono e si concludono piuttosto velocemente. Il portoghese, a cui faccio i migliori auguri di compleanno, sta dimostrando che è il giocatore da cui bisogna prender esempio per il modo in cui si è costruito le vittorie. Ha fatto del lavoro costante e giornaliero il suo obiettivo, nessun altro calciatore è come lui. Dovrebbe esser studiato, i giovani così imparerebbero la sua attitudine visto che è ancor oggi fa la differenza. Ha una cura del corpo pazzesca. E' una macchina da gol insaziabile".

E nella Juventus che sta ritrovando i successi, gran parte del merito va alla fase difensiva.

"Sì, sono d'accordo. Il rientro di Chiellini è stato fondamentale in tal senso, perché è tornato dall'infortunio in buonissima forma. Nonostante non sia più giovanissimo non ha perso le doti di leadership, il suo modo di giocare è molto granitico come osservato nell'ultimo turno di campionato con la Sampdoria. Credo che la Juventus abbia trovato un ottimo assetto in ogni reparto".

I due reparti arretrati, da ex difensore, come fronteggeranno i due poderosi attacchi? Ricordiamo che nella Juventus ci sarà il già citato Ronaldo, Morata, Chiesa e anche Kulusevski, mentre nella Roma orfana di Dzeko troveremo Borja Mayoral, Mkhitaryan, El Shaarawy e Perez.

"Spesso non se ne parla, ma anche qui sarà una sfida interessante. Se parliamo della Juventus, la linea difensiva è talmente esperta che ormai non ha più problemi nell'affrontare un gigante come Dzeko o un brevilineo come Mayoral. Caso mai, saranno gli attaccanti a doversi preoccupare dei difensori! (sorride ndr). Nei bianconeri c'è la grande esperienza di Chiellini e Bonucci, ma anche de Ligt che rappresenta al meglio l'attuale gioventù del calcio mondiale. Lui e Bastoni sono a mio avviso i migliori prospetti, i più forti in assoluto. La Roma dovrà stare attenta perché in passato ha preso qualche imbarcata, complessivamente l'attacco della Juve ha qualcosina in più".

Hai giocato nella Juventus e nella Roma in maniera consecutiva all'inizio degli anni '90. Ci puoi raccontare che ricordi hai di quelle esperienze?

"L'esperienza romana è stata in mezzo alle due vissute con la maglia bianconera. La prima annata con la Juve non fu assolutamente felice, nonostante qualche partita giocata bene non riuscimmo poi a raggiungere nemmeno l'obiettivo Uefa. Già non qualificarsi in Champions rappresenta un danno enorme a livello economico, figuriamoci non raggiungere nemmeno l'obiettivo minimo. Fu un danno anche d'immagine per la società. Successivamente mi trasferii alla Roma, c'erano grandi campioni ma purtroppo ebbi anche qualche infortunio. Diciamo che ho sempre un ricordo in mente: l'autogol contro la Juventus. Oggi ci rido sopra, ma professionalmente fu un vero e proprio incubo".

L'episodio è davvero sfortunato, considerando poi che la Juventus era la squadra detentrice del tuo cartellino.

"Sì, a volte il destino ci mette davvero lo zampino. Perché era il periodo in cui mi ero ormai ambientato, stavo offrendo delle buonissime prestazioni e tutto sembrava andar bene. Invece lo ricordo come fosse ieri: Julio Cesar, che sarebbe stato nuovamente il mio compagno l'anno seguente, andò sul fondo e crossò la palla rasoterra, io che marcavo Schillaci fui sorpreso dalla deviazione non perfetta di Cervone che mi carambolò addosso sullo stinco. Ho sempre in mente quell'immagine in cui mi appoggio alla rete, i tifosi giallorossi erano alla mia destra ed io chiusi gli occhi sperando fosse un sogno. L'anno dopo il calcio mi restituì tutto, con la Juve del Trap riuscii a vincere la Coppa Uefa. Fu una bella emozione".

Come è stato vivere a Torino e a Roma? Quale è la differenza?

"Sinceramente mi sono trovato bene in entrambe le città. Roma è passione, magia, oltre alla grande rivalità presente con la Lazio. Vieni sballottato tra radio e tv che parlano sempre e solo delle squadre romane, diciamo che ai miei tempi non era semplice vivere solo pensando al calcio. Torino, invece, è completamente diversa, è la città ideale per fare il calciatore. La ricordo tranquilla, con la giusta attenzione e la giusta pressione".

Un tuo pronostico: come finirà Juve-Roma?

"Per me la Juve ha qualcosa in più, per questo potrebbe vincere il match. Lo dico ormai da persona disinteressata, non sono più tifoso di nessuna squadra di calcio. Ero interista da giovane, la fede nasceva soprattutto perché sono di Milano. Ma poi una volta appesi gli scarpini al chiodo, ho cominciato ad avvicinarmi diversamente in questo mondo e spero soltanto di vedere grandi partite. Juve-Roma lo sarà".

Si ringrazia Marco Antonio De Marchi per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.