ESCLUSIVA TJ - Di Carlo descrive Mancini: "Un po' il primo Scamacca con le movenze di Ibra, assomiglia a Del Piero nei calci piazzati. Può arrivare in prima squadra"

Potrete riascoltare uno stralcio dell’intervento a “Cose di Calcio” in onda su Radio Bianconera (visibile dal bouquet di Sportitalia canale 60).
26.08.2022 15:30 di Mirko Di Natale Twitter:    vedi letture
ESCLUSIVA TJ - Di Carlo descrive Mancini: "Un po' il primo Scamacca con le movenze di Ibra, assomiglia a Del Piero nei calci piazzati. Può arrivare in prima squadra"
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© foto di Ufficio Stampa Pordenone Calcio

La redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, l'attuale guida tecnica del Pordenone ed ex allenatore di Tommaso Mancini ai tempi del Vicenza, Domenico Di Carlo, per parlare approfonditamente del talentino acquistato dal Vicenza e non solo:

Potrete riascoltare uno stralcio dell’intervento a “Cose di Calcio” in onda su Radio Bianconera (visibile dal bouquet di Sportitalia canale 60).

Ci puoi raccontare, nel dettaglio, che ragazzo è Tommaso Mancini?

"E' un ragazzo professionale, molto attento ad ogni piccolo dettaglio, quasi maniacale nella cura del fisico, che seppur giovanissimo dimostrava già un atteggiamento da professionista. Non ho mai avuto dubbi nel farlo esordire in Serie B, perché era in possesso della mentalità giusta e questo per noi rappresentava un grande vantaggio. E' un grande affare, la Juventus ha fatto un colpo in prospettiva molto importante. Per me il ragazzo può arrivare in prima squadra, la speranza è che possa raggiungere questo traguardo".

In che cosa deve migliorare?

"Secondo me deve giocare, solo così può migliorare. Per me ci sono due aspetti in cui potrà essere più bravo: la tecnica individuale e la pressione nel momento in cui è marcato dagli avversari. Nei calci da fermo è veramente bravo, lo possiamo definire come 'Del Piero' in questo fondamentale. Così a Torino possono capire già che tipo di giocatore è Tommaso".

Poc'anzi ti auguravi di vedere Mancini in prima squadra. Volendo, in questo momento, potrebbe già esser pronto per l'U23?

"Sicuramente sì, ma non spetta a me giudicare queste dinamiche. Lui è pronto, chi lo allenerà sarà molto importante per il suo percorso di crescita. A lui dicevo che aveva le movenze di Ibra, ma un po' ricorda il primo Scamacca che aveva del potenziale che non riusciva ad esprimere del tutto. E' ancora acerbo, dovrà smaliziarsi".

Che cosa ti ha convinto a convocarlo direttamente in prima squadra?

"Prettamente il suo fisico e la sua mentalità, con la sua altezza riusciva infatti a competere con i giocatori che c'erano in Serie B. Ai giovani bisogna concedere spazi, non mettergli pressione e lasciare che possano maturare dai loro errori. Il suo gap rispetto agli altri compagni di reparto non era così ampio, per questo in maniera meritocratica ho deciso di farlo esordire. Se lo era meritato, è arrivato lì senza aiuti. Quando è così bisogna avere coraggio, forza e spregiudicatezza. E per la proprietà, veder in campo un ragazzo del proprio settore giovanile, è stato un orgoglio".

Dove sarà Tommaso Mancini tra dieci anni? Dove lo inquadriamo?

"Sarà importante il percorso che seguirà per i prossimi quattro anni, bisognerà farlo maturare a livello fisico e di esperienza. Il tempo gioca decisamente a suo favore. Tommaso dovrà conquistarsi la fiducia di chi lo allenerà, lavorare sodo ogni giorno e non montarsi mai la testa. Le potenzialità ci sono tutte, spetterà a lui mettersi in mostra e riuscire a ritagliarsi lo spazio da protagonista. Dovrà avere la piena consapevolezza delle sfide che affronterà".

Milik e Paredes: la Juve può essere da scudetto con questi due acquisti?

"Bisognerà capire come si inseriscono, perché la Juve non può giocare per il quarto o il quinto posto. I bianconeri devono competere per vincere lo scudetto, poi Allegri dovrà esser bravo a trovare la chiave giusta e riuscire ad esser più continua dell'anno scorso. Il mister lo conosco come un allenatore pragmatico, se la sua squadra riesce a trovare l'equilibrio è chiaramente da scudetto. Pogba e Di Maria sono due giocatori in grado di far sempre la differenza, ma al momento sono out per infortunio. E non c'è neanche un altro giocatore importante come Chiesa. Il loro rientro sarà fondamentale per gli obiettivi stagionali della Vecchia Signora".

Si ringrazia Domenico Di Carlo e l'addetto stampa del Pordenone Calcio, Marco Michelin, per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.