ESCLUSIVA TJ - Chiesa day, parla il suo primo ex allenatore: "Lo vedevo legato alla città, ma ha coronato ciò in cui sperava. La Juve lo consacrerà. Fischi e insulti? Molto ingenerosi"

06.10.2020 13:30 di Mirko Di Natale Twitter:    Vedi letture
© foto di Federico De Luca
ESCLUSIVA TJ - Chiesa day, parla il suo primo ex allenatore: "Lo vedevo legato alla città, ma ha coronato ciò in cui sperava. La Juve lo consacrerà. Fischi e insulti? Molto ingenerosi"

La redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, il primissimo ex allenatore di Federico Chiesa che lo ha conosciuto alla tenera età di sette anni, Alessandro Francini, per parlare approfonditamente del neo arrivo in casa bianconera e non solo:

Tutti conosciamo il Federico Chiesa di oggi, ma come era quello dell'altro ieri?

"Ero un ragazzotto quando l'ho conosciuto, ma Federico era molto piccolo: aveva sette anni ed era uno dei più bravi della sua età nell'US Settignanese. Riservato e un po' timidino, ma quando c'era da giocare a calcio diventava estremamente vivace. Era talmente voglioso di giocare tutte le partite che faceva persino il portiere, quando mancava, pur di non restar fuori. Fin da subito si notava che avesse qualcosa di diverso rispetto agli altri, perché calciare la palla coordinandosi benissimo al volo non lo fanno in tanti".

Avete mai pensato che fosse bravo solo perché figlio di un grande ex calciatore?

"Si vedeva che il dna era quello giusto (sorride ndr), poi da qui a vederlo uno dei giovani migliori d'Italia non era semplice. Il percorso a sette anni è ricco di ostacoli, puoi avere tutto il talento che vuoi ma è molto semplice perderti per strada. Ad esempio può bastare un semplice infortunio, oppure una vita fuori dal campo non all'altezza. Alla Fiorentina deve esser fatto un grosso applauso, lo ha acquistato nel 2007 e lo ha messo nelle condizioni giuste per potersi esprimere. Ora alleno la Rondinella Marzocco in promozione e ho giocato tra i professionisti, davvero ci vuol poco a bruciare un ragazzo giovane".

Ed ora è arrivato alla Juventus.

"Personalmente, mi fa piacere che Federico abbia finalmente coronato ciò che sperava negli ultimi mesi. Mi dispiace perché lo vedevo legato alla città di Firenze, ma approda nella squadra più forte d'Italia e una delle migliori in Europa. Sono orgoglioso del percorso raggiunto, gli auguro ogni bene".

Quale è il tuo parere? Come si comporterà alla Juventus?

"Le premesse per far bene ci sono tutte, la Juventus è una piazza che lo può consacrare definitivamente e renderlo ancora più grande. Federico possiede tutto il necessario per essere un giocatore dominante nei prossimi anni, i tifosi bianconeri lo adoreranno".

Come lo vedi nel modulo di Pirlo?

"Credo possa esser devastante sulla fascia, ha spinta e forza per poter giocare addirittura centravanti come ha fatto in alcune circostanze a Firenze. Per me deve dare ampiezza alla squadra, è bravissimo nell'uno contro uno, in più può fare ogni tipo di ruolo che l'allenatore gli dice di fare. Se sei in trasferta e vuoi giocare un po' più coperto e lo metti accanto a Ronaldo, ma chi li ha due così in avanti? La Juve ci ha fortemente guadagnato".

All'uscita dalle visite mediche, però, alcuni tifosi viola non sono stati teneri nei suoi confronti: fischi, insulti ed è stato definito traditore, forse un po' troppo eccessivo per chi ha dato tanto a quella maglia.

"Credo sia stato molto ingeneroso nei suoi confronti, però il tifoso viola si sente tradito proprio perché si era innamorato. E' molto passionale. Firenze è una piazza che offre tanto ma è anche molto esigente, ma credo che la sua cessione sia stata vantaggiosa per tutti: sia per la Fiorentina per l'operazione imbastita a livello economico, sia per Federico che ambiva a giocare in un top club".

Lo hai mai più incontrato?

"Sì, nel maggio di quattro anni fa si era recato al nostro campo per ritirare un premio e contemporaneamente per dare il calcio d'inizio tra Rondinella e Settignanese. C'erano tutti i ragazzini impazziti, volevano il suo autografo e una foto con lui. Ho incrociato il suo sguardo, ho rivisto quel ragazzino timido di tanti anni prima. Ci siamo abbracciati, è stato un piacere poter scambiare qualche parola con lui. Tra l'altro i natali calcistici di Barzagli sono stati nella squadra in cui alleno ora, ecco a Federico auguro di vincere almeno un po' di quel che ha vinto Andrea".

Si ringrazia Alessandro Francini per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.