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Bonatti su Nonge: "L'errore non va giustificato, bisogna aiutarlo a diventare un ometto. Barrenechea non diverso da Rodri, Huijsen e Soulè straordinari"

05.03.2024 11:30 di Mirko Di Natale Twitter:    vedi letture
ESCLUSIVA TJ - Bonatti su Nonge: "L'errore non va giustificato, bisogna aiutarlo a diventare un ometto. Barrenechea non diverso da Rodri, Huijsen e Soulè straordinari"
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© foto di Dario Fico/TuttoSalernitana.com

La redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, l'ex allenatore della Primavera bianconera, Andrea Bonatti, per parlare approfonditamente dei suoi pupilli che stanno facendo bene nel calcio dei grandi e non solo:

Quale è il commento al peccato di gioventù commesso da Nonge in occasione di Napoli-Juventus?

"Per far crescere le persone non bisogna nascondersi dietro a un dito: ha fatto un errore e non va giustificato. E per garantire una corretta crescita, a mio parere, non bisogna far finta di niente, perché altrimenti si sentono troppo tutelati. Quell'intervento, alla fine, ha determinato in negativo il risultato del match di Napoli. La speranza di tutti, ovviamente, è che il ragazzo possa aver tratto degli insegnamenti da questa situazione di gioco al fine di non ripeterli più in alcun modo".

La scelta di sostituirlo subito, dopo nemmeno un quarto d'ora dal suo ingresso in campo, è stata molto discussa. Come hai letto questa situazione?

"Non sappiamo quale sia stato il motivo per cui è stato sostituito, ma si potrebbe pensare ad un'opportunità di crescita. Sono quelle dinamiche interne che solo i diretti interessati conoscono, è difficile poterne parlare da fuori. Nonge, per come lo conosco, ha un carattere particolare e va accompagnato in quanto è un puledro di razza. Ha una bellissima personalità, non scappa dall'errore e va aiutato a diventare un ometto. Ma per me è stato molto bravo mister Allegri a farlo entrare in un momento così delicato, nessuno vuole perdere e al 75' ha deciso di schierare un 2005 per provare a ribaltare la partita. Poi può star simpatico o antipatico, ma intanto questi ragazzini li fa giocare. E' stato bravo e ho apprezzato tantissimo il suo coraggio".

Non solo Nonge, ma la Juventus di Napoli era per età media una delle più basse di sempre nella propria storia. Ti è piaciuto di più Miretti o Iling Jr dal primo minuto?

"Preferisco parlare del momento, più che dell'intera partita. Miretti, pur giocando con una certa frequenza, subisce un po' di più il peso di doversi dimostrare affidabile come giocatore Juve. Non è così scontato per la sua età, poi ogni volta che riesce a tirar fuori una prestazione solida è un valore che si raddoppia. Iling Jr, invece, viene da un periodo in cui non era mai stato considerato - e ci sarà stato sicuramente un motivo - ed è in quella fase in cui la prestazione può esser anche un po' più leggera, come dire 'ci sono, ma posso non tornare anche per un certo periodo'. Questi sono aspetti che vanno considerati per dare una valutazione, Sam può essere un po' più leggero di 'Chico' a livello mentale".

Approfondisco il discorso su Miretti, a Napoli è sembrato un po' più responsabilizzato rispetto ad altre uscite. Forse è dipeso dalla mancanza di due giocatori di personalità come McKennie e Rabiot?

"Penso che non abbia ancora mostrato tutto il suo potenziale, è più che normale, ma 'Chico' riuscirà a far emergere tutto il suo talento a livello caratteriale, di conoscenza tattica e fisica. Sono sicuro che questo accadrà molto presto".

Parlando di Dean Huijsen, attualmente in prestito alla Roma, come lo stai vedendo?

"Sta facendo un qualcosa di fantastico, aggiungendo come livello di difficoltà il trasferimento nel mese di gennaio che non è mai facile. Ha già fatto fatto 10 presenze e 2 gol in un mese e mezzo scarso, è un 2005 e tutto questo può esser letto solo nella maniera giusta: tanta roba! Posso fare il confronto con Koni De Winter che è un ragazzo per cui stravedo, Huijsen sta bruciando le tappe in un percorso incredibile".

Lo vedi già pronto per tornare l'anno prossimo stabilmente in prima squadra?

"Se gioca nella Roma, che comunque non è la Juve, ma è pur sempre una squadra importante, significa che sei pronto per far parte della prima squadra. A mio parere tutto ruota intorno al senso di affidabilità che trasmetti al contesto: ci sei per far numero, o perché vuoi giocare 40 partite? Lui, il prossimo anno, alzerà la mano per dire che ci sarà anche lui".

Un altro che alzerà la mano il prossimo anno sarà inevitabilmente Matias Soulè.

"Lo fa in un contesto diverso da Huijsen, ma sta facendo un qualcosa di straordinario anche lui. Mati, rispetto a quando l'ho allenato, è più strutturato dal punto di vista fisico e ora regge l'urto in una maniera del tutto differente. Prima aveva un calcio molto individualista in cui si esprimeva poco con i compagni, ora invece ha dimostrato di potersi integrare e un allenatore come Di Francesco lo sta aiutando molto. Io l'ho vissuto bimbo e mezzo ometto, ora è diventato adulto ed è cresciuto tanto. E' migliorato sotto l'aspetto del gol, lo ha sempre avuto ma non con questa continuità".

Si parla molto di un trasferimento in Premier League, a tuo parere può esser la destinazione giusta per lui a livello di calcio?

"Rispondo con un parallelismo: ho avuto la fortuna di poter allenare per qualche mese Pedro Neto, sinceramente non avrei mai pensato ad una sua esplosione in Premier League e al Wolverhampton ha spaccato tutto. Sulla carta direi meglio un altro tipo di campionato, ma poi vedi Mahrez e Bernardo Silva che si sono imposti. Potrebbe far bene anche lì, non ci vedo grosse pressioni".

Rimanendo ancora nel Lazio, dopo Huijsen e Soulé non possiamo che accennare a Barrenechea. Può essere il futuro della Juve dei prossimi anni?

"Con me si sfonda una porta aperta, perché Enzo è un giocatore davvero forte. Stava subendo un po' il passaggio a livello di contesto culturale, ambientale e di calcio, ma ha avuto un'evoluzione fantastica fino a prima dell'infortunio e poi si è ripreso alla grande. Caratteristiche? Non è diverso da Rodri o Busquets, è un regista e può fare anche il mediano a due. Ha gioco aereo, conoscenze, copre bene il campo, grande tecnica, dominio sotto pressione, gioca più verticale ed ora è molto più completo. Visto oggi può far bene nel contesto Juve, ha le potenzialità per quel livello, ma dovrà confermare quanto sta facendo e non è facile ripetersi".

Si ringrazia Andrea Bonatti per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.