ESCLUSIVA TJ - Alessandro Birindelli: "La Juve sta ritrovando il suo DNA, Bentancur rigenerato da Allegri. Bernardeschi e Danilo nel gruppo degli imprescindibili. Dybala? Farà cose eccezionali"

06.10.2021 11:30 di Mirko Di Natale Twitter:    vedi letture
ESCLUSIVA TJ - Alessandro Birindelli: "La Juve sta ritrovando il suo DNA, Bentancur rigenerato da Allegri. Bernardeschi e Danilo nel gruppo degli imprescindibili. Dybala? Farà cose eccezionali"
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La redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, l'ex terzino bianconero dal 1997 al 2008, Alessandro Birindelli, per commentare fin qui il cammino della Juventus e non solo:

Sei sempre fiducioso nei confronti di questa squadra?

"C'è sempre fiducia da parte mia, ero consapevole che lo staff di Allegri doveva fare un lavoro di testa col fine di riportare combattiva la squadra. Il DNA Juventus, quello di non arrendersi mai, negli ultimi due anni non lo abbiamo quasi mai visto. Credo che le ultime due prestazioni abbiano evidenziato questa caratteristica determinante per superare i momenti difficili, a mio parere il lavoro del mister sta procedendo nella giusta direzione".

Pur essendoci nuovi volti rispetto a quelli allenati, si può dire che c'è un ritorno al passato ormai assodato per quanto riguarda Allegri?

"Per la bellezza c'è tempo, prima di tutto devi trovare equilibrio, solidarietà, e autostima nei propri mezzi. Solo i risultati importanti possono alimentare tutto questo. Credo che queste due partite siano un viatico per poi passare al secondo step che sarà di migliorare lo sviluppo del gioco o tutte quelle idee in possesso dell'allenatore in base ai giocatori a disposizione".

Le aspirazioni della Juventus verranno messe a dura prova da Roma ed Inter. Come le vedi queste due sfide?

"Penso che il nostro campionato si stia livellando sempre più alla ricerca di un forte equilibrio, perché ormai quasi tutte le squadre giocano un calcio propositivo a differenza del recente passato dove si imponeva meno il proprio gioco. Ho notato che l'intensità della Serie A si è alzata notevolmente, la Fiorentina ad esempio è una squadra che aggredisce alta e non concede all'avversario il tempo di pensare troppo. La Sampdoria, pur avendo qualche difficoltà in fase difensiva, in fase offensiva crea tanto, lo stesso Bologna che sembrava morto ha fatto una grande prestazione con la Lazio. Ecco. La mentalità non è più quella di non prender gol, per questo stiamo assistendo a partite sempre più ricche di marcature".

Qui ci si può collegare alla domanda precedente: l'intensità e l'aggressività di quasi tutte le squadre non può esser da stimolo per la Juve di Allegri in modo da praticare un calcio analogo? Con Chelsea e Torino, quelle due qualità non sono state proprio messe in bella mostra.

"Io l'ho vista aggressiva ed intensa tutta insieme, in un'unica parola compatta. Quando una squadra non è completamente al 100%, devi cercare di non lasciare spazio nelle vie di mezzo in modo da chiudere ogni spazio a disposizione dell'avversario. E se non fai questi movimenti, fai fatica. La Juve si sta muovendo molto bene, è corale nel difendersi negli ultimi trenta metri e fa una buona pressione nel momento in cui va a contrattaccare. Allegri è bravo nel conoscere i momenti della partita, per cui non si può giocare sempre a mille. Sarebbe impensabile per qualsiasi squadra".

Ci sono stati giocatori nelle settimane scorse che sono stati un po' toccati dal discorso di Allegri. Come pensi potranno migliorare?

"Penso a Chiesa, che non andrebbe nominato, ancora giovane e in possesso di un valore importante per questa squadra. Parlando di intensità, ho visto un Bentancur diverso e rigenerato. Lo vedo più cattivo, è voglioso di riconquistar palla, è il contrario di quello compassato che si adattava agli altri negli ultimi due anni. Mi ha fatto enormemente piacere, perché tecnicamente e tatticamente è un giocatore di livello. E se ci mette la garra, ancor meglio. Al di là del recupero di Arthur che Allegri considera il metronomo del centrocampo, poi c'è Kulusevski che quando è subentrato ha sempre fatto bene. Bisogna tener tutti sulla corda, in modo che i ragazzi possano rispondere presente come fatto nelle ultime settimane".

Nel gruppo degli imprescindibili, invece, chi dobbiamo inserirci?

"Cuadrado, a mio avviso, è imprescindibile, perché è un giocatore che rompe gli equilibri. Penso sarà l'anno fondamentale di Bernardeschi, è maturato altrimenti non avrebbe mai fatto una prestazione come quella contro il Chelsea. Pur non giocando nel suo ruolo, lo ha fatto in maniera intelligente e con un'applicazione fuori dalla norma. E' determinante il fatto che possa giocare da mezza punta, trequartista, mezz'ala, terzino, la sua flessibilità è un pregio. I tre di difesa sono a loro volta difficili da sostituire, a questi aggiungo Danilo che sta dimostrando doti da leader. E' un jolly preziosissimo, duttile, all'interno dello spogliatoio è un giocatore che mi dà l'impressione di esser molto seguito".

Alex Sandro, invece, ha fatto un buonissimo inizio di stagione come non si vedeva da tempo. A tuo avviso può esser stato stimolato dalla paura di avere come compagno Luca Pellegrini che lo potrebbe scalzare?

"Non credo possa insidiargli il posto, l'unica preoccupazione è rivedere Alex Sandro che possa andare avanti per inerzia. E' chiaro che giocando tutte le partite viene a mancare quell'incisività e quella spinta nell'uno contro uno. La mia speranza è che tutti e due trovino il campo, in base alla loro condizione, per avere dei giocatori sempre determinanti. E non perché uno gioca per l'infortunio dell'altro".

Il rinnovo di Dybala è ormai un tormentone che dura da diversi mesi, a tuo avviso il numero 10 sta dimostrando in questo inizio di stagione quel piglio in più che spesso gli è stato accusato di non avere?

"Sì, sente la fiducia di tutti in primis quella dell'allenatore. Credo possa fare cose eccezionali, Paulo può aiutare questa squadra ad alzare il livello e si farà sentire quando ci saranno partite di livello. Lui si è sempre preso le sue responsabilità, quest'anno lo vedo più uomo e con più mentalità. Il rinnovo del contratto, se avverrà, non sarà altro che la dimostrazione di fiducia della società e dello staff tecnico che lo han sempre voluto tenere".

Si ringrazia Alessandro Birindelli per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.