A MENTE FREDDA - I flop di Dybala e Kulusevski. Ma a Pirlo servono centrocampisti all'altezza. Progetto troppo ambizioso?

29.10.2020 12:30 di Quintiliano Giampietro   Vedi letture
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A MENTE FREDDA - I flop di Dybala e Kulusevski. Ma a Pirlo servono centrocampisti all'altezza. Progetto troppo ambizioso?

Questa volta lo schiaffo ha un sapore diverso. Fermo restando le pesanti assenze di Ronaldo, Chiellini e De Ligt, il peggiore Barcellona degli ultimi anni ha messo a nudo i problemi della nuova Juventus in modo più netto rispetto ai deludenti pareggi di campionato. La caratura dell'avversario serve a stabilire lo status di grande squadra o meno. Partiamo dai singoli. Doveva essere la notte di Dybala, invece l'argentino ha fallito la missione e pare lontano dal giocatore in grado di fare la differenza, anche a causa della condizione fisica non ottimale. Ci si aspettava tanto anche da Kulusevski, uno dei prospetti più importanti di tutta la Serie A, ma il gioiellino svedese è parso lontano da quello ammirato finora, collezionando la peggiore prestazione in bianconero. Lo stesso Chiesa non ha inciso e questa volta ha messo lo zampino nel primo gol degli avversari, ma l'ex viola spesso è stato ignorato dai compagni. Uno dei pochissimi a salvarsi dall'euronaufragio è Morata, ormai alle prese con una sfida tutta particolare con il VAR. Circoscrivere tutto ai singoli però è ingiusto e fuorviante, rispetto ad un progetto che stenta a decollare.

La Juventus è come un'orchestra senza uno spartito ben definito e per un Maestro neofita è molto difficile tirare fuori la musica giusta. Nell'idea di calcio di Pirlo prevale la necessità di comandare la gara, una vocazione decisamente offensiva. Ma ci sono gli uomini giusti per supportare una squadra a trazione anteriore? La risposta è negativa. Finora Madama ha giocato sempre con due soli uomini nel cuore del centrocampo, nessuno peraltro è regista di ruolo: Bentancur, Rabiot, McKennie e Arthur hanno caratteristiche diverse. Per intenderci, serve un elemento alla Pirlo, in grado di costruire, spesso lo fa Bonucci, costretto ad abbandonare la linea arretrata. In ogni caso, nella zona nevralgica manca un top player. 

I due esterni di centrocampo spesso sono ali e per questo aiutano poco nella fase difensiva, vedi Kulusevski e Chiesa, sotto questo profilo meglio Cuadrado. Così come la squadra pare più equilibrata quando viene impiegato Ramsey trequartista che però aiuta quando la palla è tra i piedi degli avversari, svolgendo il cosiddetto lavoro sporco. "Siamo in costruzione" è il refrain di Pirlo ad ogni fine gara. In effetti dare giudizi definitivi è prematuro. Cresce però l'impressione che "sarà dura rivincere", per dirla alla Nedved.